Esg: da obbligo normativo a leva strategica per l’agroalimentare

Gen 30, 2026 - 10:00
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Esg: da obbligo normativo a leva strategica per l’agroalimentare

Il 2026 potrebbe diventare un anno storico per le filiere dell’agroalimentare. Trasparenza e tracciabilità, supportate dalla tecnologia diverranno fattori potentissimi in campo strategico

In termini di sostenibilità di filiera, l’anno appena inziato potrebbe rappresentare uno spartiacque storico. Il 2026 segnerà segna infatti il passaggio definitivo dalla conformità normativa alla competitività basata sui dati, con l’intero comparto che vedrà evolvere ciò che erano obblighi ambientali e sociali in vere e proprie leve operative e strategiche, capaci di rafforzare efficienza, credibilità e accesso al mercato.

Posizionamento e tecnologia

Un contesto che vedrà industria e Gdo rafforzare il proprio posizionamento, con la tracciabilità che diventerà gradualmente e, questa volta per davvero, la conditio sine qua nion per restare competitivi, estendendosi oltre l’origine delle materie prime, andando a includere dimensione sociale, condizioni operative e governance dei dati Esg lungo tutta la filiera.

In tale scenario, la capacità di raccogliere e dimostrare informazioni affidabili e aggiornate diventerà centrale per ridurre il rischio e sostenere decisioni industriali consapevoli.

La trasparenza, dal campo al prodotto finale, si afferma così come condizione operativa imprescindibile per competere nel nuovo ciclo dell’agroindustria. Tutto ciò avrà un minimo comun denominatore.

La tecnologia, che diventerà un autentico fattore abilitante, in scia a quello che può definirsi il mantra del terzo millennio Innovate or Die.

Trusty e la blockchain

Tra le startup che potranno guidare tale cambiamento vi sarà certamente Trusty, società benefit italiana che usa la tecnologia blockchain per la tracciabilità delle filiere alimentari e industriali.

alessandro chelli

Il Ceo Alessandro Chelli ha recentemente dichiarato: “nel 2026 le filiere agroindustriali non si chiederanno più solo come essere conformi, ma come usare trasparenza geografica e sociale per proteggere e rafforzare la propria competitività. Oggi è chiaro che senza tracciabilità il rischio di esporsi, perdere credibilità e compromettere l’accesso al mercato è altissimo.

La trasparenza, dal campo al prodotto finale, diventa una condizione operativa imprescindibile. L’integrazione dei dati di tracciabilità con dati Eudr e dati Esg è il passaggio naturale per costruire filiere più solide, efficienti e credibili. Le aziende che sapranno trasformare la due diligence in un asset operativo e strategico guideranno il prossimo ciclo di mercato“.

Evja e l’intelligenza agronomica

Altra startup che potrà ritagliarsi ulteriore spazio nel contesto italiano ed europeo è Evja, che ha recentemente lanciato la nuova piattaforma di intelligenza agronomica, nella quale l’intelligenza artificiale lavora su dati agronomici reali e continui, non su dataset teorici, venenedo integrata nei processi decisionali dell’azienda agricola restituendo azioni operative concrete.

davide parisi - evja

Nel 2026 la sfida non sarà più dimostrare di essere conformi, ma governare in modo continuo ciò che accade realmente nei campi. L’intelligenza artificiale diventa uno strumento chiave per trasformare dati agronomici, geografici ed Esg in informazioni operative, utili per prendere decisioni migliori lungo tutta la filiera.

Con Evja lavoriamo per portare l’Ai direttamente a supporto della gestione agricola e della sostenibilità: dall’analisi delle pratiche colturali alla lettura dei dati ambientali, fino all’integrazione con i requisiti Eudr ed Esg. In questo modo la tracciabilità non resta un esercizio documentale, ma diventa uno strumento per migliorare l’uso delle risorse, ridurre i rischi e rafforzare la resilienza delle produzioni.

Quando i dati di campo sono affidabili, strutturati e letti in modo intelligente, la sostenibilità smette di essere una dichiarazione e diventa una leva agronomica e industriale concreta, capace di generare valore per le aziende, per le filiere e per i territori” ha raccontato a Greenplanner Davide Parisi, founder e Ceo di Evja.

Crediti immagine: Depositphotos

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Antonio IannoneAntonio Iannone: giornalista appassionato di cibo e innovazione. Punto di riferimento per il foodtech italiano, fornisce consulenze nel campo del digital marketing e servizi di advisory. Content creator e docente di innovazione agroalimentare presso la business school Escp di Parigi | Linkedin

L'articolo Esg: da obbligo normativo a leva strategica per l’agroalimentare è stato pubblicato su GreenPlanner Magazine.

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Redazione Eventi e News Redazione Eventi e News in Italia