Formazione obbligatoria nella PA: il questionario nazionale da compilare entro il 30 aprile
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Il rafforzamento delle competenze nella pubblica amministrazione entra in una nuova fase di verifica e consolidamento. Il Dipartimento della funzione pubblica ha infatti avviato una indagine nazionale sullo stato di attuazione delle politiche formative, con l’obiettivo di fotografare quanto realizzato nel 2025 e delineare le prospettive per il 2026.
L’iniziativa si inserisce nel quadro delle strategie di modernizzazione della PA, dove la formazione del personale rappresenta ormai una leva strutturale per sostenere l’innovazione organizzativa, digitale ed ecologica.
Un’indagine per misurare l’efficacia della formazione pubblica
L’attività di monitoraggio promossa dalla Presidenza del Consiglio dei Ministri nasce dall’esigenza di valutare concretamente l’impatto delle politiche formative adottate negli ultimi anni. In particolare, il focus è posto sull’attuazione della Direttiva del Ministro per la pubblica amministrazione del 14 gennaio 2025, che ha introdotto un approccio integrato alla valorizzazione del capitale umano.
Non si tratta di una semplice raccolta dati: l’indagine mira a comprendere quanto le amministrazioni abbiano recepito e tradotto in pratica i principi, gli obiettivi e gli strumenti indicati dalla Direttiva, sia sotto il profilo quantitativo sia qualitativo.
Accanto al numero di ore di formazione erogate o al tasso di partecipazione dei dipendenti, l’attenzione si concentra infatti su aspetti più profondi, come:
- i modelli organizzativi adottati;
- le scelte strategiche in materia di sviluppo delle competenze;
- l’integrazione della formazione nei processi di pianificazione e gestione.
Il ruolo del PNRR e la svolta nelle politiche sul capitale umano
L’iniziativa si colloca nella fase conclusiva del Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza, che ha attribuito un ruolo centrale allo sviluppo delle competenze nel settore pubblico.
Negli ultimi anni, il PNRR ha determinato una discontinuità significativa rispetto al passato, spingendo le amministrazioni verso:
- una maggiore responsabilizzazione interna;
- un incremento degli investimenti dedicati alla formazione;
- un aumento della formazione media pro capite per dipendente.
In questo contesto, la rilevazione avviata dal Dipartimento consente di verificare quanto queste trasformazioni abbiano prodotto effetti concreti e in che misura abbiano contribuito a rafforzare la capacità amministrativa.
Obiettivi strategici: conoscenza, rendicontazione e miglioramento
I dati raccolti attraverso il questionario rappresentano una risorsa informativa strategica per l’intero sistema pubblico.
In particolare, l’indagine risponde a tre finalità principali:
1. Aggiornare il quadro conoscitivo
L’analisi consentirà di arricchire la base dati relativa alla formazione del personale, offrendo una visione aggiornata delle competenze presenti nelle amministrazioni.
2. Supportare la rendicontazione del PNRR
Le informazioni raccolte permetteranno di valorizzare gli investimenti effettuati e i risultati raggiunti, contribuendo alla documentazione degli obiettivi previsti dal Piano.
3. Orientare le politiche future
Uno degli obiettivi più rilevanti è quello di affinare gli strumenti di programmazione, rendendo le iniziative formative sempre più coerenti con i fabbisogni reali delle amministrazioni e con la creazione di valore pubblico.
Dalla formazione alla creazione di valore pubblico
Un elemento centrale dell’indagine riguarda il legame tra formazione e valore pubblico. La Direttiva del 2025 ha infatti introdotto un cambio di prospettiva: la formazione non è più vista come un’attività accessoria, ma come un fattore abilitante per migliorare la qualità dei servizi e l’efficacia dell’azione amministrativa.
In questa logica, il monitoraggio intende verificare:
- il grado di integrazione della formazione nei processi decisionali;
- la coerenza con gli obiettivi strategici delle amministrazioni;
- l’allineamento con strumenti di pianificazione come il PIAO (Piano Integrato di Attività e Organizzazione).
Particolare attenzione è riservata anche allo sviluppo delle competenze trasversali, tra cui:
- leadership;
- capacità di gestione del cambiamento;
- competenze digitali.
Transizione digitale, ecologica e amministrativa: il nodo delle competenze
L’indagine offre inoltre l’occasione per analizzare il contributo della formazione al raggiungimento degli obiettivi di lungo periodo del PNRR.
In particolare, vengono osservati i progressi in relazione a tre direttrici fondamentali:
- transizione digitale, con lo sviluppo di competenze tecnologiche e di gestione dei dati;
- transizione ecologica, attraverso percorsi formativi orientati alla sostenibilità;
- rafforzamento amministrativo, volto a migliorare l’efficienza e la qualità dei servizi pubblici.
In questo scenario, emerge con forza il tema della responsabilizzazione diffusa, che coinvolge non solo la dirigenza ma anche il personale non dirigente, chiamato a partecipare attivamente ai percorsi di crescita professionale.
Come partecipare all’indagine: questionario e supporto operativo
Per la realizzazione della rilevazione, il Dipartimento della funzione pubblica si avvale del supporto tecnico di Eutalia S.p.A. e del Consorzio MIPA.
Le amministrazioni individuate tramite l’Indice delle Pubbliche Amministrazioni (IPA) ricevono un questionario elettronico via PEC, che dovrà essere compilato:
- dal Responsabile delle risorse umane;
- oppure da un referente designato dall’ente.
La scadenza per l’invio dei dati è fissata al 30 aprile 2026.
Per agevolare la partecipazione, sono stati messi a disposizione:
- una guida dettagliata alla compilazione;
- un servizio di assistenza dedicato, attivo via email.
Dati aggregati e finalità di ricerca
Un aspetto rilevante riguarda la gestione delle informazioni raccolte. Il Dipartimento ha chiarito che i dati saranno utilizzati esclusivamente per finalità di ricerca e analisi, garantendo la diffusione in forma aggregata.
Questo approccio consente di:
- tutelare la riservatezza delle singole amministrazioni;
- costruire un quadro complessivo affidabile e condiviso;
- favorire il confronto tra modelli organizzativi e buone pratiche.
Una leva per il cambiamento strutturale della PA
L’indagine rappresenta un passaggio strategico nel percorso di trasformazione della pubblica amministrazione.
Non si tratta soltanto di una verifica tecnica, ma di un’operazione che punta a consolidare un nuovo paradigma: la formazione come motore di innovazione e generazione di valore pubblico.
Il coinvolgimento diretto delle amministrazioni e la sistematizzazione dei dati raccolti permetteranno di individuare criticità, valorizzare le esperienze più efficaci e orientare le scelte future in modo più consapevole.
In questo senso, il monitoraggio avviato dal Dipartimento si configura come uno strumento essenziale per accompagnare la PA italiana verso una fase di sviluppo più matura, basata su competenze solide, organizzazioni flessibili e capacità di risposta alle esigenze dei cittadini.
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