Giovedì 2 aprile su Rai 1 il film tv “Qualcosa di Lilla” che affronta il tema delle malattie legate ai disturbi alimentari
“Non è la storia di una ragazza che guarisce, ma di una ragazza che compie un primo passo verso il cambiamento, scegliendo di voler guarire”. Con queste parole la regista Isabella Leoni racconta “Qualcosa di Lilla”, una coproduzione Rai Fiction Masterfive Cinematografica in associazione con Armosia Italia, in onda su Rai 1 giovedì 2 aprile in prima serata.
“Il film tv affronta il tema delle malattie legate ai disturbi alimentari, subdole e in continuo aumento specie tra i giovanissimi, e in particolare la bulimia nervosa con uno sguardo che va oltre il sintomo, interpretando il comportamento alimentare disfunzionale come l’espressione di un bisogno di ascolto e riconoscimento. Volevo raccontare questa patologia in modo da non traumatizzare lo spettatore, da non metterlo in una situazione di distacco perchè spesso la malattia diventa respingente. Il film suggerisce la necessità per Nicole di ritrovare la propria centralità costruendo una consapevolezza più solida, quella di non dipendere più dallo sguardo esterno”, ha proseguito Isabella Leoni.
“Qualcosa di lilla” vede protagonista la quindicenne Nicole, interpretata da Federica Pala, che ha una storia comune a molti adolescenti: il dolore per i genitori separati, una passione per la matematica, la ricerca del peso giusto che non arriva mai. Vive in periferia con la mamma Veronica (Raffaella Rea) che fa la personal trainer e con cui ha un rapporto conflittuale. La donna la vorrebbe più matura, mentre Nicole è ancora saldamente ancorata all’infanzia e ai ricordi felici, anche grazie al rapporto speciale col papà poliziotto, Cristiano, (Alessandro Tersigni) che vede ogni fine settimana. La sua vita cambia quando in classe arriva Luce, una nuova compagna, carismatica e travolgente che porta con sé tutto il disagio delle adolescenti di oggi. Come Lucignolo con Pinocchio, Luce (interpretata da Margherita Buoncristiani) trascina Nicole in un mondo fatto di eccessi, dove ogni cosa è spinta al massimo, dove ogni emozione deve essere assoluta. Luce soffre di bulimia da quando era piccola, sembra che la malattia faccia parte di lei, che sia una delle sue tante caratteristiche, qualcosa che non deve far paura. Così Nicole scivola anche lei nella malattia come si scivola nell’età adulta, senza accorgersene. Ma soprattutto senza che se ne accorgano gli altri, perché il suo corpo non cambia con lei. Solo dopo la morte di Luce per arresto cardiaco i genitori si renderanno conto dell’abisso in cui è caduta la figlia. Un abisso molto più nero e profondo di quanto non abbiano mai immaginato. Accanto a Nicole c’è sempre Marco (Miguel Bonini) il ragazzo di cui si innamora, ricambiata. È di origini filippine ed è l’unico tra i ragazzi della storia con alle spalle una famiglia unita e funzionale. Studia, lavora nel ristorante dei genitori e dà lezioni di arrampicata nella palestra in cui si allena. Il suo amore per Nicole è puro e porta con sé un romanticismo “antico”. Le resterà vicino nonostante le difficoltà.
Nel cast, anche Federico Coccia, Costantino Comito, Giuseppe Pestillo, Rebecca Orlandi, Valentina Valsania, Maruska Albertazzi, Angelo Monacelli.
Il soggetto è di Maruska Albertazzi, che firma anche la sceneggiatura assieme a Fabrizio Bettelli e Christian Bisceglia.
Nella colonna sonora del film figurano anche “Sembra quasi” di Fulminacci e le canzoni di Rebecca Orlandi e di Deca.
“Volevamo raccontare cosa succede quando sei un adolescente e hai bisogno di un regolatore emotivo. Questo film è dedicato a quattro ragazze e un ragazzo morti in seguito a dei disturbi alimentari, una di loro, Noemi, l’ho conosciuta di persona ed è quindi anche un tributo a loro. Spero che questo film posa spronare i ragazzi a chiedere aiuto”, ha detto la sceneggiatrice Maruska Albertazzi.
Federica Pala interpreta Nicole: “E’ un personaggio complesso, ha 15 anni, va a scuola, ama la matematica e ha questo lato oscuro, questo disagio che tiene nascosto a tutti, persino ai suoi genitori che si sono separati. Non ha mai accettato fino in fondo la loro separazione. Quando conosce Luce, questa ragazza diventa una guida, una spalla per lei”.
Margherita Buoncristiani è Luce: “Il mio personaggio si trova ad uno stadio della malattia avanzato. Luca rappresenta il non detto, quella malattia invisibile che non si vede ma è presente. E’ un ruolo fatto di debolezze e fragilità celate dietro ad un’apparente normalità. Luce purtroppo non riesce a uscire da questa situazione. Non conoscevo bene questa malattia non avendola vissuta, con Isabella ne abbiamo parlato a lungo, ho lavorato molto sul personaggio e le ho dato la mia sensibilità. Luce mi ha trasmesso una grande forza interiore”.
Alessandro Tersigni è Cristiano, il padre di Nicole: “Capisce di aver fatto l’errore più grande che spesso un genitore fa, ossia dimostrare amicizia nei confronti di un figlio, senza però vedere la realtà. Quando viene a conoscenza della malattia di Nicole si rimette in gioco con l’ex moglie. E’ un film attualissimo e lancia un messaggio di attenzione verso i figli. I genitori e i figli devono parlare, confrontarsi costantemente”.
Raffaelle Rea è Veronica, la mamma di Nicole: “Attraverso i racconti di Maruska ho avuto modo di toccare con mano questa realtà e il primo istinto, essendo madre di una preadolescente di 11 anni, è stato porre delle domande e leggere tutto in chiave personale. Questo film porta alla luce la complessità della malattia, che è legata ad un insieme di eventi, di situazioni dettate anche dall’età specifica di Nicole. Mi è piaciuta l’evoluzione del personaggio, in quanto Veronica parte come una donna dura, severa, perchè vivere la quotidianità con un’adolescente non è semplice, e vorrebbe farle da guida, pertanto c’è un po’ di aggrissività tra lei e la figlia. Quando poi scopre la verità, guarda in faccia la malattia di Nicole, la affronta e anche la loro relazione si tarsforma”.
di Francesca Monti
credit foto Francesco Marino
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