Lusso in rimbalzo: dopo la minaccia di Trump sull’Iran, la moda torna a respirare (e sperare)

Aprile 9, 2026 - 10:00
 0
Lusso in rimbalzo: dopo la minaccia di Trump sull’Iran, la moda torna a respirare (e sperare)
https://www.pambianconews.com/wp-content/uploads/2026/04/getty-images-psR5No4hyK8-unsplash.jpg

Dopo la minaccia di Donald Trump di “distruggere l’intera civiltà iraniana”, il cessate il fuoco che ne è seguito ha aperto uno spiraglio di speranza per una conclusione del conflitto in Medio Oriente. Il presidente americano e Teheran hanno accettato una tregua di due settimane, aprendo la strada a un primo round di negoziati che si terrà a Islamabad. L’accordo ha innescato un’ondata di sollievo sui mercati globali, mettendo fine, almeno per ora, a settimane di vendite quasi ininterrotte: i prezzi del greggio sono crollati mentre le principali borse internazionali hanno registrato forti rialzi. E il settore che ha reagito con più vigore è stato, non a caso, quello della moda e del lusso, con rialzi che hanno sfiorato i sette punti percentuali.

A Piazza Affari, già in apertura di seduta l’indice FtseMib segnava un progresso del 3,78%, mentre le società del lusso correvano ben oltre la media: Moncler guadagnava il 7,69%, Brunello Cucinelli il 6,99 per cento. A Parigi ha messo a segno un rialzo del 6,37% Lvmh, considerato un indicatore di riferimento per il settore. Sul Cac40 sono in volata anche i francesi Hermès (+6,79%), Kering (+5,7%) ed EssilorLuxottica (+5,47%), mentre a Londra Burberry ha toccato un rialzo di nove punti percentuali e a Zurigo la holding di Cartier, Richemont, ha registrato un incremento del 6 per cento. L’andamento positivo si è mantenuto nel corso della mattinata, che ha visto, al giro di boa, Hermès, Burberry e Moncler svettare in cima alla classifica dei rally di giornata.

Il rimbalzo di oggi va letto sullo sfondo di un primo trimestre già di per sé tormentato, con la guerra che rappresentava un’ulteriore minaccia per il lusso, alle prese peraltro con una domanda in calo e condizioni di mercato difficili nell’importante mercato cinese, in frenata dopo il boom post-Covid. Le azioni dei principali player, Lvmh, Kering, Richemont e Hermès, sono scese tra il 10% e il 20% dai primi attacchi all’Iran del 28 febbraio, azzerando circa 100 miliardi di dollari di capitalizzazione di mercato. Il dato è citato in una nota di Deutsche Bank, secondo cui si tratta di un “de-rating ciclico” con valutazioni destinate a rimbalzare rapidamente non appena le prospettive macro migliorano. Il trend ribassista del lusso aveva peraltro già segnato forti flessioni negli ultimi sei mesi: Hermès ha perso il 18%, Lvmh il 13%, Kering il 13% e Prada il 14 per cento.

Un dato chiave spiega perché il lusso sia così sensibile alle vicende mediorientali pur in un rapporto numerico apparentemente marginale. Il Medio Oriente rappresenta circa il 6% delle vendite globali del lusso, ma funziona da motore di crescita vitale in un periodo di stagnazione negli altri mercati principali. Il ritorno dei turisti facoltosi nel Golfo, che costituiscono la quota principale della spesa per il lusso nella regione, innescherà probabilmente una rapida ripresa dei canali duty-free e una riduzione dei costi logistici elevati associati alla guerra. Gli analisti invitano però alla prudenza: la tregua rappresenta solo una pausa temporanea, non una soluzione definitiva al conflitto.

Qual è la tua reazione?

Mi piace Mi piace 0
Antipatico Antipatico 0
Lo amo Lo amo 0
Comico Comico 0
Furioso Furioso 0
Triste Triste 0
Wow Wow 0
Redazione Redazione Eventi e News