GreenUp Piemonte: il verde urbano diventa un asset strategico

Febbraio 26, 2026 - 09:00
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GreenUp Piemonte: il verde urbano diventa un asset strategico
manurtenzione del verde pubblico

Un modello Esg applicato alla gestione del verde urbano per trasformare la manutenzione in investimento strategico. Con GreenUp Piemonte, i 31 Comuni aderenti al progetto adotteranno strumenti di misurazione, Kpi ambientali e governance trasparente, allineandosi agli obiettivi di sostenibilità e rafforzando l’accesso ai fondi

La gestione del verde urbano rappresenta, per le amministrazioni locali, una voce di spesa strutturale spesso percepita come mero onere manutentivo. Il progetto GreenUp Piemonte, promosso da Fondazione Agrion, propone un’inversione di prospettiva: trasformare la cura di parchi, aree verdi e terreni extra agricoli in un investimento capace di generare impatti ambientali, sociali ed economici misurabili.

L’iniziativa si configura come progetto pilota Esg, con l’obiettivo di affiancare le amministrazioni comunali in un percorso strutturato di analisi, pianificazione e monitoraggio della sostenibilità.

Il verde urbano viene così ricondotto entro una cornice strategica coerente con gli obiettivi dell’Agenda 2030 delle Nazioni Unite, in particolare con gli Sdg 11 (Città sostenibili), 13 (Lotta al cambiamento climatico) e 15 (Tutela della biodiversità).

Un percorso biennale fondato su dati oggettivi

GreenUp Piemonte si articola su un orizzonte temporale di 24 mesi, con una sequenza operativa scandita in cinque fasi: raccolta dati, assessment Esg, definizione del piano di azione, monitoraggio dei Kpi, report e comunicazione.

La prima fase prevede la costruzione di una base conoscitiva solida: censimento delle aree verdi, analisi dei consumi idrici ed energetici, valutazione dei costi di manutenzione, stima della capacità di assorbimento della CO2 e dello stato della biodiversità. In assenza di una misurazione puntuale, ogni pianificazione risulta infatti priva di fondamento tecnico.

Segue l’assessment secondo criteri ambientali, sociali e di governance, con l’obiettivo di superare una lettura meramente economica della gestione del verde. L’approccio Esg consente di integrare variabili spesso trascurate: inclusione sociale, accessibilità degli spazi, trasparenza amministrativa, coinvolgimento degli stakeholder.

Elemento qualificante del progetto è l’adozione di strumenti digitali condivisi. È prevista la creazione di una piattaforma – dashboard o ambiente cloud – per la raccolta, l’aggiornamento e la tracciabilità dei dati.

Un’infrastruttura informativa che permette di definire protocolli di condivisione tra Comune e struttura tecnica, garantendo trasparenza e aggiornamento periodico.

La governance del verde assume così un carattere misurabile: indicatori chiari, Kpi monitorabili, report periodici capaci di evidenziare risparmi conseguiti, benefici ambientali e impatti sociali. La trasparenza diviene leva di fiducia istituzionale e, al contempo, condizione per intercettare fondi regionali, nazionali ed europei, sempre più orientati a criteri Esg documentati.

Dal piano all’azione: interventi pilota e priorità strategiche

foto di gruppo greenup piemonte

Nel corso del primo anno (2026) il progetto concentra il 40% delle risorse sul monitoraggio dei Kpi e il 25% sulla raccolta dati, a conferma della centralità dell’impianto analitico. Il secondo anno (2027) è dedicato alla valutazione dei progressi e alla realizzazione di un intervento prioritario individuato nel piano di azione.

Tra le possibili azioni figurano nuove piantumazioni mirate, sistemi di irrigazione intelligente per la riduzione dei consumi idrici, orti urbani a valenza sociale, riqualificazione di aree marginali.

L’obiettivo non è moltiplicare interventi episodici, bensì selezionare un progetto ad alto valore dimostrativo, capace di generare benefici ambientali tangibili e replicabilità.

La manutenzione ordinaria viene così integrata in una strategia di medio periodo, in cui ogni intervento è collegato a indicatori misurabili: incremento del verde pro capite, riduzione delle emissioni indirette, miglioramento degli indici di biodiversità urbana.

Inclusione e partecipazione civica

Il progetto attribuisce rilievo anche alla dimensione sociale. Parchi, orti urbani e spazi verdi sono considerati infrastrutture di coesione, luoghi di benessere e relazione. La disponibilità di dati accessibili e trasparenti consente ai cittadini di comprendere le scelte dell’amministrazione e di partecipare in modo informato.

In questa prospettiva, il verde urbano cessa di essere elemento decorativo e assume il ruolo di infrastruttura ambientale strategica, capace di contribuire alla mitigazione climatica, alla qualità dell’aria e alla resilienza territoriale.

I Comuni coinvolti nel progetto, ai quali è stato consegnato un attestato di partecipazione, sono Alba, Argentera, Bra, Borgo Ticino, Busca, Burolo, Cavour, Cumiana, Cherasco, Carpeneto, Condove, Candiolo, Cuneo, Elva, Fossano, Govone, Lagnasco, Manta, Monasterolo di Savigliano, Moretta, Orbassano, Ovada, Pianezza, Pancalieri, Pinasca, Piozzo, Rivarolo Canavese, Saluzzo, Santena, Settimo Rottaro e Oleggio Castello.

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