La procedura autorizzativa per il nuovo rigassificatore nel porto di Taranto è stata sospesa

Come denunciato da Legambiente Taranto in Consiglio comunale, l'area del Molo Polisettoriale in cui dovrebbe essere realizzato un nuovo rigassificatore è stata già data in concessione nel 2019 al Terminal San Cataldo S.p.A., controllata dalla Yilport Holding a.s., per 49 anni. E nella documentazione presentata al ministero per l'Ambiente non è presente nessun documento che attesti che Ylport sia disponibile a cederla: per questo la procedura autorizzativa è stata sospesa, come annunciano dal circolo locale del Cigno verde.
Si tratta dell’ennesimo inciampo di un progetto che si è presentato fin dall’inizio con importanti criticità. Ad esempio? Un rigassificatore al Molo polisettoriale di Taranto, in un’area che ha già sperimentato sulla propria pelle la devastazione di un tornado, non può permettersi valutazioni “al ribasso” sui rischi. È questa, in sintesi, la posizione espressa nei giorni scorsi da Legambiente Taranto, che chiede al ministero dell’Ambiente e della sicurezza energetica di non sottovalutare l’impatto potenziale di eventi estremi e, soprattutto, di garantire trasparenza e completezza della documentazione messa a disposizione del pubblico.
Nella documentazione che accompagna il progetto, infatti, viene riportata l’idea che il contributo degli eventi di tipo tornado al rischio complessivo del terminale possa essere considerato marginale. Un’affermazione che, per il Cigno verde, appare difficile da sostenere alla luce di quanto accaduto sul territorio: il 28 novembre 2012 l’area di Taranto è stata interessata da un tornado classificato F3 nella scala Fujita, con venti tra 254 e 332 chilometri orari, che causò un morto, 40 feriti e gravi danni a Statte e nello stabilimento siderurgico. Per Legambiente, proprio quella memoria recente dovrebbe imporre un approccio improntato al massimo principio di cautela.
A rendere ancora più delicato il quadro, secondo l’associazione ambientalista, è il contesto climatico in cui si inserisce oggi qualsiasi valutazione di rischio, dato che gli eventi meteo estremi in Italia sono cresciuti del 526% dal 2015. In questo scenario, l’ipotesi di un nuovo tornado non viene considerata remota, e viene anzi evocata la possibilità che possa risultare più intenso e pericoloso di quello del 2012.
Il punto, per Legambiente, non riguarda soltanto la possibilità di un evento estremo in sé, ma ciò che potrebbe accadere se la traiettoria coinvolgesse impianti a rischio di incidente rilevante. Il Cigno verde richiama infatti la presenza di siti industriali come quelli dell’Eni e dell’ex Ilva, situati in un’area prossima al Molo polisettoriale: in caso di incidente, si paventa un possibile “effetto domino” con conseguenze potenzialmente gravissime. Da qui l’accusa che la realizzazione dell’impianto di rigassificazione comporterebbe un aggravio dei profili di rischio che non sarebbe eliminabile.
Ed è qui che entra la questione procedurale che Legambiente porta al centro della richiesta rivolta al Mase. Tra gli elaborati resi disponibili sul sito del ministero risulta inserito il Rapporto preliminare di sicurezza, ma alla pagina 4 del documento compare un indice di allegati e appendici che elenca 31 allegati: nessuno di questi, denuncia Legambiente, risulta però presente nel file della relazione. Un’assenza che, secondo l’associazione, impedisce una valutazione completa delle conclusioni riportate nel rapporto e ostacola di fatto la partecipazione informata del pubblico.
Per questo Legambiente Taranto riferisce di aver chiesto ufficialmente al ministero la pubblicazione di tutta la documentazione mancante e, contestualmente, un aggiornamento dei termini per la presentazione delle osservazioni del pubblico. La scadenza attualmente fissata al 4 marzo, sostiene l’associazione, dovrebbe essere ridefinita facendo decorrere i tempi dalla data effettiva di pubblicazione degli allegati oggi assenti, così da garantire a cittadini e soggetti interessati un tempo congruo per esaminare il materiale e formulare osservazioni puntuali.
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