I fiori sono il segreto meglio custodito della moda: sbocciano su abiti, accessori e decorano le passerelle, lasciando un messaggio che va oltre l'estetica

Gen 31, 2026 - 07:00
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I fiori sono il segreto meglio custodito della moda: sbocciano su abiti, accessori e decorano le passerelle, lasciando un messaggio che va oltre l'estetica

Durante la settimana dell’Alta Moda di Parigi, Jonathan Anderson ha fatto fiorire la Couture di Dior. Letteralmente: le modelle hanno sfilato sotto un tappeto di muschio punteggiato di ciclamini, indossando abiti fatti di petali e orecchini che sembrano orchidee o ortensie. Ma Anderson non è l’unico stilista che può rendere “rivoluzionario” il floreale a primavera (citando una famosa battuta del Diavolo Veste Prada). Negli anni moltissimi stilisti hanno usato il linguaggio dei fiori in modo spettacolare, trasformando le sfilate in giardini opulenti e surreali.

Sfilata Dior Haute Couture

La fragilità della bellezza

Da sempre, la moda si ispira alle forme e ai colori dei fiori. Ma non pensiamo solo alle stampe floreali o alle gonne a corolla: spesso i designer trasformano i fiori in creazioni da passerella, veri o riprodotti con grande maestria in ogni dettaglio.

I fiori hanno un potente linguaggio simbolico: rappresentano la bellezza, la femminilità, il ritorno alla vita. Ma anche la precarietà di ogni attimo, destinati a sfiorire nel giro di pochi giorni. La moda cambia di stagione in stagione, così come i fiori. Ogni fiore, poi, ha un suo significato: le rose sono associate all’amore e alla passione, i gigli all’eleganza e alle spose, i girasoli alla vitalità e all’ottimismo.

La sfilata Dior Haute Couture di Jonathan Anderson. Ortensie e orchidee come abiti e accessori e un prato di ciclamini sul soffitto (Courtesy od Dior © Adrien Dirand).

Quando la passerella è un campo di fiori

I fiori freschi, poi, sono un lusso raffinato: costano molto, e durano poco. Per questo erano sempre presenti nelle case dei nobili e dell’alta borghesia. Ne sa qualcosa Raf Simons, che ha usato set floreali in moltissime sfilate. Per il debutto da Dior – con la collezione Fall 2012 – fece ricoprire pareti intere di orchidee, rose, peonie e ortensie.

fiori floreale abiti sfilate dries van noten

Le sculture floreali nella sfilata P/E 2017 di Dries Van Noten

Per la sfilata Primavera/Estate 2016, invece, fece costruire una collina fiorita di fronte al Louvre, usando la bellezza di 400mila delphinium blu, simbolo di amore eterno e sincero.

Più concettuale Dries Van Noten: per la sfilata Primavera/Estate 2017 fece congelare enormi composizioni floreali create dall’artista Azuma Makoto dentro blocchi di ghiaccio trasparente lungo la passerella. Sculture effimere, destinate a sciogliersi sotto i riflettori.

Anche il Kaiser Karl, durante la sfilata Couture di Chanel nel 2015, immaginò un giardino fiorito, ma composto di sculture meccaniche che si muovevano insieme alle modelle. Senza dimenticare la spettacolare sfilata di Jacquemus dell’estate 2019, ambientata nei campi di lavanda in fiore.

fiori sfilate

La sfilata tra i campi di lavanda di Jacquemus (Photo by Arnold Jerocki/WireImage)

Vestite di soli fiori

Non c’è rito più antico che decorare abiti e capelli con i fiori: lo vediamo nei dipinti, nelle sculture, perfino nei giochi infantili o nei rituali religiosi di molte culture. Al cinema, poi, il corpo cosparso di petali è diventato un simbolo di erotismo. Nel linguaggio della moda si intrecciano tutte queste suggestioni, ma realizzare fiori di tessuto o di cristalli sono anche l’occasione di sfoggiare l’abilità artigianale di una Maison.

I fiori, in passerella, sono diventati un’estensione della femminilità: corolle di margherite, narcisi e peonie che sembravano sbocciare direttamente sul corpo. Chi non ha in mente Laetitia Casta che percorre la passerella di Saint Laurent nel 1999 come una dea della primavera, coperta solo di rose?

Gotici per Alexander McQueen, preziosi per Chanel, ultrapop per Moschino, che nella collezione P/E 2018 fece sfilare bouquet “viventi” in passerella, oltre che farfalle e petali giganti. I fiori sono un elemento ricorrente nella moda: dal vestito Fiesta di Valentino Garavani, con una gonna di rose rosse, fino all’abito anthurium di Loewe, disegnato ancora una volta da Jonathan Anderson.

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Un look dalla sfilata Moschino P/E 2018

Per non parlare degli accessori. Rodarte li usò come orecchini nella collezione Autunno/Inverno 2016, mentre Dolce&Gabbana ha spesso decorato le acconciature con rose e fiori rossi, come corone votive. La collezione Primavera/Estate 2025 di Issey Miyake diventò virale per l’uso di fiori sul viso: delicatamente poggiati sul naso, o sulle orecchie, come occhiali botanici. Un simbolo di fragilità, sì, ma anche di resistenza: perché non importa se i fiori vengono tagliati, arriverà sempre un’altra primavera.

 

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Redazione Redazione Eventi e News