Il fascino segreto del castello di Josephine Baker: l’inimitabile Château des Milandes in Dordogna
Il sole del sud-ovest della Francia scivola lento sulle acque sinuose della Dordogna, riflettendosi sulle pietre dorate che caratterizzano questa regione antica. E proprio qui, innalzato su un promontorio che domina l’orizzonte, appare inaspettatamente il Castello des Milandes.
Al primo sguardo colpisce per l’eleganza delle proporzioni: tetti in ardesia scura, abbaini scolpiti e grandi finestre a bifora ornate da vetrate colorate lo impreziosiscono. Poi si scopre che qui si intrecciano tre anime. È stato infatti residenza dei Caumont, signori legati alle guerre di religione, e anche dimora di Joséphine Baker, la Venere Nera francese con il suo “Villaggio del Mondo” e la Tribù Arcobaleno.
I visitatori che ci arrivano sono generalmente attratti dalla fusione di storia medievale, glamour del ventesimo secolo e bellezze naturali, ma si ritrovano a vivere un’esperienza che mescola educazione culturale con divertimento familiare.
Breve storia del Castello des Milandes
La genesi di questa perla di Francia risale al 1489, periodo in cui François de Caumont, signore della vicina e austera Castelnaud, decise di erigere una residenza più confortevole per la sua sposa. L’intento era quello di mettere al mondo un nido d’amore lontano dalle mura grigie e fredde della guerra.
Nel corso dei secoli, la proprietà subì trasformazioni profonde, passando attraverso decenni di fasti e fasi di semi-abbandono. In particolare durante la Rivoluzione francese, momento che ne segnò il declino al punto tale che il complesso venne venduto come bene nazionale.
Il cambiamento radicale avvenne poi nel 1947, quando la celebre artista Josephine Baker si ne innamorò perdutamente. L’attrice (e non solo) franco-americana, icona dei ruggenti anni ’20, ne fece la propria residenza e vi sviluppò nel tempo il progetto umanitario della “Tribù Arcobaleno”.
Baker desiderava dimostrare al mondo la possibilità di una convivenza armoniosa tra diverse etnie, adottando 12 bambini di nazionalità differenti. Durante la Seconda Guerra Mondiale, la donna utilizzò la propria notorietà per collaborare con la Resistenza francese, trasmettendo informazioni segrete anche attraverso messaggi cifrati nascosti negli spartiti musicali.
Questa scelta le fruttò la Legion d’Onore nel 1961, ma purtroppo le difficoltà finanziarie la condussero alla vendita del maniero all’asta nel 1968. La fine è amara, la leggenda resta: nel 2021 Joséphine è entrata nel Pantheon di Parigi, riconoscimento riservato alle personalità che hanno segnato la storia nazionale.
Cosa vedere al Château des Milandes
Se l’esterno colpisce per la pietra chiara che riflette la luce che sale dal fiume, le torrette che conservano scale a chiocciola di gusto medievale e per le gargolle e chimere che osservano il parco con espressioni grottesche, dentro sono i camini rinascimentali che dialogano con ambienti rinnovati in epoca Art Déco che lasciano senza parole.
Le sale dedicate a Joséphine Baker
Il percorso espositivo permette di ammirare le famose gonne di banane di Josephine, ma anche le medaglie al valore militare ricevute per il suo impegno patriottico. In particolare, le mura raccontano la carriera fulminante iniziata negli Stati Uniti e consacrata a Parigi nel 1925 con la Revue Nègre al Théâtre des Champs-Élysées con fotografie d’epoca, costumi di scena (tra cui la celebre cintura di banane delle Folies Bergère), dischi, lettere e decorazioni.
È sostanzialmente impossibile non percepire la forza di una donna capace di passare dal cabaret alla Resistenza, dalla militanza antirazzista al ruolo di madre adottiva.
I bagni in stile Art Déco
Forse l’area più sorprendente dell’intero edificio, perché queste sale da bagno rappresentano il massimo del lusso moderno di metà secolo. Josephine fece installare rubinetterie placcate in oro e vasche colorate in ceramica pregiata.
I colori pastello e le linee geometriche dei rivestimenti mettono in scena un ambiente quasi cinematografico, tanto che non è raro respirare l’intimità di una stella che, pur vivendo tra gli applausi, cercava nel Périgord un rifugio autentico per la propria famiglia numerosa.
La cappella signorile restaurata
Edificata nel XVI secolo, la cappella vive una seconda vita dal 2016 grazie a un intervento sostenuto dalla Direzione regionale degli affari culturali. Durante gli scavi sono emersi una cripta con i corpi dei costruttori e un cuore in piombo deposto nel caveau. Sono visibili le pitture murali rinascimentali, con i nuovi vitraux installati nel 2025 dalla manifattura Vincent Petit che guidano lo sguardo dalla penombra verso la luce del coro.
C’è anche una scultura che ricostruisce il volto della cosiddetta “Dama del coro”, scheletro femminile rinvenuto davanti all’altare e forse identificabile con Claude de Cardaillac.
I giardini di Jules Vacherot
Non poteva di certo mancare un parco, che anzi si sviluppa su eleganti terrazze che si specchiano sulla valle. A ovest si distende un giardino alla francese con prospettiva centrale, parterre fioriti, siepi di bosso potate con precisione e fontane che scandiscono lo spazio. A nord, invece, si apre la parte paesaggistica, con cedri dell’Atlante, querce da sughero, bagolari, tulipiferi e pini a ombrello.

I lavori recenti hanno riportato alla luce persino il disegno originario attraverso migliaia di nuove piantumazioni, chilometri di tubazioni interrate e un sistema idraulico contemporaneo. Il parco è iscritto tra i Monumenti Storici e porta il marchio Jardin Remarquable.
Gli spettacoli di falconeria e le attività
Tra maggio e ottobre si può assistere a spettacoli di rapaci diurni e notturni che solcano il cielo sopra le terrazze, mentre i falconieri illustrano abitudini e caratteristiche delle oltre 60 specie presenti nel sito.
Bambini e adulti possono partecipare a laboratori tematici, ma anche a scherma con uniforme da moschettiere nell’antico alloggio del signore, atelier di falconeria con gufo dal muso bianco e falco dei principi, e sessioni di archeologia con area di scavo personale.
Come arrivare
Il Castello des Milandes si trova a Castelnaud-la-Chapelle, nel dipartimento della Dordogna, regione Nouvelle-Aquitaine. Sorge a pochi chilometri da Sarlat-la-Canéda e dal celebre Castello di Castelnaud che domina la stessa valle. L’accesso avviene in auto attraverso strade dipartimentali panoramiche che seguono il corso del fiume e a disposizione dei visitatori c’è un parcheggio gratuito a breve distanza dall’ingresso principale. L’ultimo accesso è consentito un’ora prima della chiusura giornaliera.
Chi percorre il Périgord Noir trova qui una sintesi potente tra architettura rinascimentale, paesaggio curato e memoria del Novecento. Les Milandes, oltre a essere un castello, è il ritratto di una donna che ha scelto la Francia come patria e di una collina che continua a raccontare coraggio, ambizione e fragilità.
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