Cantante di talento, ha comunicato la sua arte anche con l'immagine. Make up e capelli in primo piano

Febbraio 23, 2026 - 10:00
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Cantante di talento, ha comunicato la sua arte anche con l'immagine. Make up e capelli in primo piano

La concorrente più attesa di Sanremo 2026? Patty Pravo, senza alcun dubbio. 77 anni e un talento che non conosce età. La bambola della canzone italiana, sarà tra i protagonisti della nuova edizione del Festival della canzone italiana che andrà in scena da martedì prossimo, 24 febbraio, e si concluderà sabato 28. Pseudonimo di Nicoletta Strambelli, nata il 9 aprile 1948 a Venezia, segno zodiacale Ariete, ha attraversato decenni di trasformazioni estetiche, personali e professionali proprio davanti ai nostri occhi.

Record, successi, più di 120 milioni di dischi venduti e una carriera inimmaginabile. Ma quali messaggi nascondono i beauty look della cantante nel corso dei decenni? Lei che ha saputo anticipare i tempi e fondere immagine e voce in un talento unico?

In passerella, dove i capelli diventano una sciarpa

La cantante di Pensiero stupendo e La bambola (ora reinterpretata da Madonna per Dolce&Gabbana Beauty) è stata in gara per ben dieci volte: l’edizione di Sanremo 2026 sarà l’undicesima.

E se su Google aumentano di giorno in giorno ricerche come “Patty Pravo figli” – no, non ne ha mai avuti, nonostante i suoi cinque matrimoni – e “Patty Pravo età” è solo perché il pubblico non smette di essere affascinato da un’icona che ha saputo trasformare la propria vita in una grandissima opera d’arte. Con tanto di beauty look che ci hanno incantato per la loro audacia e profondità. Ripercorriamoli insieme, edizione per edizione.

Patty Pravo giovane, negli Anni 70: l’esordio al Festival di Sanremo

Foto Getty Images

Nel 1970, durante la ventesima edizione di Sanremo, Patty Pravo salì per la prima volta sul palco con il brano La spada nel cuore. Ed è solo l’inizio di un dialogo tra voce, immagine e bellezza che durerà decenni.

Tra le diverse esibizioni, la Ragazza del Piper (il suo soprannome storico) sul palco sfoggiò anche un make-up avanguardistico: un trucco occhi sfumato, in stile cut crease, caratterizzato con una linea scura a definire la piega palpebrale per dare profondità allo sguardo. L’iconico biondo platino prendeva vita in un’acconciatura vaporosa e voluminosa, che rispettava in pieno le tendenze capelli Anni 70.

La costruzione dell’immagine di Patty Pravo a Sanremo negli Anni 80

Negli Anni 80, Patty Pravo partecipò a Sanremo due volte. Nel 1984, con Per una bambola e nel 1987, con il brano Pigramente signora. In questo decennio l’artista portò sul palco un’estetica completamente diversa dagli esordi, e che si discostava dal colorato eccesso tipico di quegli anni.

Patty Pravo

Patty Pravo, Festival di Sanremo, 1984. Foto Getty Images

È nel 1984 che si esibì con uno dei beauty look più celebri della storia del Festival. Salì sul palco dell’Ariston con un’acconciatura scultorea realizzata da Marcello Casoni ispirata alle geishe, ma in chiave futuristica. La chioma biondo platino era raccolta in un raccolto complesso e geometrico, decorato con spilloni e un ventaglio metallico coordinato.

La pelle era molto chiara, mentre il focus del trucco era dedicato agli occhi: toni metallici che riprendevano l’abito in Oroton firmato Gianni Versace.

È il momento dove le pettinature più architettoniche e il make-up più strutturato dialogano apertamente con la teatralità delle sue canzoni.

Gli Anni 90, l’età d’oro della diva

Dopo il 1987, dovremo aspettare il 1995 per rivedere Patty Pravo sul palco dell’Ariston. Torna al Festival di Sanremo con il brano I giorni dell’armonia, e nel 1997 con …E dimmi che non vuoi morire. Patty è cambiata, è innegabile che ora vi sia una maturità musicale (ed estetica) diversa. Molte sue canzoni entrano nell’immaginario collettivo anche per l’intensità scenica che riesce a trasmettere con le sue esibizioni.

Patty Pravo

Patty Pravo durante l’esibizione di I giorni dell’armonia al Festival di Sanremo nel 1995. Foto Getty Images

I capelli biondi si ammorbidiscono in un’acconciatura liscia, il trucco diventa più semplice. La costruzione estetica degli Anni 80 lascia spazio a un’identità più emotiva ed essenziale, in linea con le tendenze del periodo.

Ed è proprio in questi anni che si nota con chiarezza che l’estetica portata in scena da Patty Pravo diventa parte integrante della narrazione artistica.

Il successo mediatico degli anni Duemila

All’inizio del nuovo secolo, Patty Pravo ha vissuto un grande successo mediatico con l’album record di successi Una donna da sognare. Sebbene non fosse in gara a Sanremo quell’anno, le sue apparizioni televisive e i concerti (come al Festivalbar) hanno definito un’immagine molto specifica, caratterizzata da un’estetica estremamente solare e glamour. Ha abbandonato progressivamente i toni cupi (anche se tendeva ancora a preferirli sugli occhi) e minimalisti degli Anni 90 per un biondo ancora più luminoso e caldo. Il trucco puntava su labbra lucide (glossy) e una pelle molto ambrata, in linea con i trend del momento.

Torna poi a Sanremo nel 2002, con il brano L’immenso. Per la prima esibizione appare sul palco con un raccolto scultoreo, con cotonatura e volume pronunciato sulla sommità del capo. Le conferiva un’aria regale, eterea, futuristica.

Durante le performance di quegli anni – nel 2009, 2011 e 2016 – inizia a sfoggiare make-up decisamente più luminosi, realizzati con sapiente uso di bronzer e fard per enfatizzare gli zigomi e i suoi bellissimi occhi chiari.

Foto IPA

L’ultima apparizione di Patty Pravo a Sanremo

L’ultima volta che Patty Pravo è stata in gara a Sanremo era il 2019, quando incantò l’Ariston con la canzone Un po’ come la vita. Per tutte le esibizioni, la cantante italiana scelse di sposare un’estetica etnica-chic, sfoggiando sottilissimi dreadlocks biondi intrecciati con fili metallici. Una precisa dichiarazione d’intenti: i capelli creavano un contrasto dinamico tra i capi di alta moda indossati e l’attitude (questa volta più rock) che voleva portare sul palco.

Il passaggio dal liscio platino degli Anni 90 alla texture più scultorea fu la conferma della natura camaleontica e libera dell’artista. Sempre fedele a se stessa e contemporaneamente sempre pronta a mettersi in gioco, spaziando e sperimentando tra le diverse estetiche.

E nel 2026?

Per la cantante, l’edizione del 2026 sarà l’undicesima. Dopo sette anni tornerà in gara con il brano Opera, celebrando i suoi sessant’anni di carriera. È vero, nonostante i diversi riconoscimenti ricevuti – dal Premio della Critica “Mia Martini” a quello per il miglior testo nel 2026 – non ha mai vinto la competizione.

Sarà la volta buona?

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Redazione Redazione Eventi e News