Il peso insostenibile dei nostri vestiti

Mar 12, 2026 - 09:00
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Il peso insostenibile dei nostri vestiti
fast fashion

Ne acquistiamo sempre di più e ne buttiamo ancora troppi: gli europei tutti hanno una gestione del proprio armadio ancora insostenibile, tanto da ingolfare anche il sistema del recupero. Qualche suggerimento dunque per come agire…

Pesano i vestiti che acquistiamo. Sia per noi sia per l’ambiente. Secondo i dati dell’Agenzia Europea per l’ambiente (Eea) i cittadini europei acquistano 19 kg di tessuti all’anno e ne buttano via quasi 12 kg. Il tutto in continua crescita.

Praticamente è come se riempissimo e gettassimo, ogni anno, una valigia da imbarcare sull’aereo. Tenendo conto che lì c’è un limite da rispettare se no si va in multa.

Un rapporto della Ellen MacArthur Foundation fa notare inoltre che il numero medio di volte in cui un capo viene indossato è diminuito del 36%. Quindi, siamo sempre più portati a un uso scriteriato degli indumenti, con una produzione che cresce rapidamente e, dall’altro lato, con capi che restano nell’armadio sempre meno a lungo.

Si usano e si gettano e si mette in seria crisi la filiera del recupero sia in Italia sia in Europa. Il nostro comportamento, ma anche quello dei produttori di fast fashion va rivisto. E qualcosa si muove anche.

H&M Foundation ha selezionato 20 realtà per il Global Change Award 2026. Le loro innovazioni mirano ad aiutare l’industria tessile a dimezzare le emissioni di gas serra, promuovendo al contempo una transizione equa per le persone e il Pianeta.

Tra queste 20 c’è anche un’azienda italiana: EnzymeThreads di Alfonso Gautieri ed Emilio Parisini.

Tra le idee che sono piaciute alla Fondazione H&M figurano sistemi di tintura a emissioni negative di carbonio che trasformano la CO2 atmosferica in coloranti a base biologica, fibre elastiche derivate dalle alghe marine progettate per sostituire l’elastan di origine fossile e gemelli digitali basati sull’intelligenza artificiale che aiutano i produttori a identificare le inefficienze e a ridurre le perdite di energia in tempo reale.

Altri finalisti stanno ripensando il controllo di qualità nelle fabbriche di abbigliamento attraverso sistemi intelligenti basati sull’apprendimento automatico, mentre iniziative guidate dalla comunità stanno ricostruendo ecosistemi di riparazione locali, per prolungare la durata dei capi di abbigliamento e rendere la circolarità visibile e accessibile.

È la decarbonizzazione della moda a essere oggetto di interesse. E questa richiede sia innovazioni tecnologiche che cambiamenti culturali, affrontando le emissioni alla fonte e ripensando il modo in cui i capi di abbigliamento vengono prodotti, utilizzati e valorizzati nel fine vita.

Lato cittadini: ovvero tutti noi

La riduzione del rifiuto comincia con un intervento a monte, ossia prolungando la vita utile di indumenti e calzature. Ogni utilizzo in più consente di valorizzare le risorse impiegate per produrli e di contenere la quantità di scarti da gestire” è la riflessione di Giancarlo Dezio, direttore generale di Ecotessili, consorzio italiano per la raccolta e il recupero dei rifiuti tessili in ambito Epr.

Ed è proprio Ecotessili che ci fornisce una sorta di buone pratiche che suggeriscono come fare per limitare l’uso e l’abuso dei vestiti:

  • scegliere qualità e durabilità: privilegiare prodotti realizzati con materiali resistenti e progettati per durare nel tempo
  • attenzione alla composizione complessa: i capi che presentano un mix di fibre sintetiche, difficili da separare, rendono il riciclo costoso e complicato, quando non impossibile
  • curare la manutenzione: seguire le indicazioni di lavaggio riportate in etichetta, limitare i trattamenti aggressivi e intervenire quanto prima su macchie e piccoli danni
  • riparare prima di sostituire: sistemare bottoni, cerniere o suole può evitare la dismissione anticipata
  • riutilizzare e condividere: donare, scambiare o acquistare usato consente di estendere la vita dei prodotti e ridurre la domanda di nuovi articoli
  • conferire correttamente a fine vita: quando un capo non è più riutilizzabile, è fondamentale destinarlo alla raccolta differenziata tessile per favorirne il recupero dei materiali

Crediti immagine: Depositphotos

L'articolo Il peso insostenibile dei nostri vestiti è stato pubblicato su GreenPlanner Magazine.

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Redazione Eventi e News Redazione Eventi e News in Italia