Intelligenza artificiale e PA: Formez accelera su giovani e innovazione
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L’intelligenza artificiale entra sempre più nel cuore della Pubblica amministrazione e apre scenari che fino a pochi anni fa apparivano difficilmente prevedibili. Non si tratta soltanto di strumenti tecnologici, ma di un cambio di prospettiva che riguarda il modo in cui la PA dialoga con i cittadini, seleziona le competenze e costruisce il proprio futuro. È in questo contesto che si inserisce la visione espressa dal Presidente Formez, Giovanni Anastasi, intervenuto all’Innovation Training Summit 2026, tenutosi a Roma presso l’Auditorium della Tecnica.
Secondo Anastasi, la sfida principale è rendere la Pubblica amministrazione più accessibile e comprensibile alle nuove generazioni. Un obiettivo che passa anche attraverso l’uso intelligente delle tecnologie. Formez, in questa direzione, ha già avviato iniziative concrete per avvicinare giovani e talenti al lavoro pubblico, tra cui un assistente virtuale basato su intelligenza artificiale generativa, pensato per supportare i candidati ai concorsi.
Concorsi pubblici e IA: nuovi strumenti per attrarre talenti
L’introduzione di soluzioni digitali avanzate non viene letta come una sostituzione del lavoro umano, ma come una leva capace di creare nuove opportunità. L’assistente virtuale sviluppato da Forez PA per i concorsi pubblici rappresenta un esempio significativo: uno strumento che non elimina funzioni esistenti, ma apre spazi inediti, migliorando l’accesso alle informazioni e semplificando l’interazione con l’amministrazione.
In questo senso, l’innovazione tecnologica diventa un fattore abilitante per ampliare la platea dei potenziali candidati, ridurre le barriere informative e rendere più trasparente il rapporto tra cittadini e istituzioni. Un passaggio cruciale in una fase in cui la PA è chiamata a rinnovarsi profondamente, anche alla luce delle difficoltà nel reclutare profili qualificati.
La tecnologia come leva per immaginare la PA del futuro
La riflessione proposta dal presidente Formez va oltre l’adozione di singoli strumenti. L’intelligenza artificiale viene descritta come una forza capace di trasformare ciò che oggi appare irrealizzabile in qualcosa di concretamente progettabile. La tecnologia, in questa prospettiva, non si limita a migliorare processi esistenti, ma contribuisce a generare nuove possibilità, ampliando il perimetro dell’azione pubblica.
L’obiettivo però resta ancorato all’interesse collettivo. Ogni innovazione, sottolinea Anastasi, deve essere orientata a migliorare la qualità dei servizi, rafforzare l’ascolto e raggiungere un numero sempre maggiore di utenti. La digitalizzazione diventa così uno strumento per rendere l’amministrazione più inclusiva ed efficace, capace di anticipare bisogni e costruire risposte adeguate.
La tecnologia crea l’inimmaginabile e lo fa diventare immaginabile – ha sottolineato Anastasi – non sappiamo in futuro quali altri servizi saranno realizzati nel comparto pubblico ma questo deve tendere all’interesse pubblico, deve creare cose che non esistono, deve aumentare l’ascolto, deve allargare la platea degli utenti e, soprattutto, deve pensare le cose che oggi non sono immaginabili. La tecnologia ci può aiutare in questo perché ci velocizza e ci rende migliori in quanto crea competizione. Io ritengo, infatti, che la competizione, sia che consideriamo una macchina o un essere umano, faccia bene.
Allo stesso tempo, dunque, l’accelerazione tecnologica introduce una dinamica competitiva che, se ben governata, può contribuire a elevare la qualità complessiva del sistema. La competizione, sia tra persone sia tra modelli organizzativi supportati da tecnologie, viene interpretata come un elemento positivo, in grado di stimolare miglioramento e innovazione.
Merito e competenze: il ruolo dell’intelligenza artificiale
Uno degli aspetti più rilevanti riguarda il rapporto tra intelligenza artificiale e merito. Secondo Anastasi, l’IA può contribuire a ridefinire questo concetto, accompagnandolo verso modelli più dinamici e aderenti alla realtà contemporanea. Il merito non è più una condizione statica, ma un processo legato alla capacità di contribuire concretamente al raggiungimento degli obiettivi.
In questo scenario, la PA è chiamata a valorizzare competenze aggiornate, capacità di adattamento e attitudine all’innovazione. L’intelligenza artificiale può supportare questo percorso, offrendo strumenti di analisi e valutazione più sofisticati, ma resta fondamentale il ruolo umano nella definizione dei criteri e nella lettura dei risultati.
Una PA più attrattiva per le nuove generazioni
Il messaggio che emerge è chiaro: la Pubblica amministrazione ha bisogno di rinnovare il proprio rapporto con i giovani, non solo attraverso nuove modalità di selezione, ma anche comunicando meglio le opportunità che offre. Rendere visibile il valore del lavoro pubblico, mostrare i percorsi di crescita e le possibilità di impatto concreto sulla società diventa un passaggio essenziale.
L’innovazione tecnologica, se integrata in una visione più ampia, può rappresentare un ponte tra istituzioni e nuove generazioni. Non una soluzione automatica, ma uno strumento capace di rendere la PA più comprensibile, accessibile e in linea con le aspettative di chi si affaccia oggi al mondo del lavoro.
In definitiva, l’intelligenza artificiale non è soltanto una sfida tecnologica, ma una leva per ripensare il funzionamento stesso della Pubblica amministrazione.
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