Italia a rischio estinzione. Su greenreport l’informazione scientifica si fa arte

Dall’inizio della vita sul pianeta Terra con Luca (Last universal common ancestor) circa 4 miliardi di anni fa, quando si affacciò sul pianeta l’antenato comune da cui discende tutta la vita cellulare moderna – esseri umani compresi –, ci sono state sei estinzioni di massa. La più famosa è la penultima: 66 milioni di anni fa l’asteroide Chicxulub si schiantò nell’attuale perimetro dello Yucatán, in Messico, scatenando cataclismi e l’equivalente di un inverno nucleare che portarono all’estinzione dei dinosauri. Ma non sempre il dramma richiede tanta scenografia. La sesta estinzione di massa è infatti in corso in questi giorni, derubricata a problema minore dalla cronaca quanto dalla pubblica attenzione.
Eppure i dati sono chiari. Il tasso di estinzione delle specie sta accelerando a causa dei pesanti interventi dovuti all’azione umana, dal sovra-sfruttamento delle risorse naturali all’inquinamento, dai cambiamenti climatici alla diffusione di specie aliene invasive: oggi è stimato da cento a mille volte superiore alla media delle estinzioni della storia del pianeta.
In altre parole, secondo la Piattaforma intergovernativa scientifico-politica sulla biodiversità e i servizi ecosistemici (Ipbes), ovvero la massima autorità scientifica mondiale su questo fronte, circa 1 milione di specie viventi – un dato che oscilla tra un decimo e un quarto di tutte le specie animali e vegetali presenti sulla Terra, che non sono semplici da conteggiare – è a rischio estinzione.
Di queste specie, circa la metà potrebbe estinguersi già entro la fine del secolo in corso, con una grande differenza rispetto al passato; per la prima volta in 4 miliardi di anni la causa non va ricercata in un cataclisma naturale ma in una specie soltanto, quella umana. Insomma, il meteorite stavolta siamo noi.
Si tratta di uno stravolgimento epocale che impatta direttamente la sicurezza nazionale, come emerso da un recente rapporto d’intelligence del Regno Unito, tanto preoccupante da essere passato al vaglio della censura, perché la distruzione della biodiversità porta con sé il crollo degli ecosistemi con tutto ciò che questo comporta – carenza di aria e acqua pulite, cibo, risorse naturali. Una realtà che riguarda da vicino anche l’Italia, che sta dilapidando un patrimonio naturale senza paragoni: lungo lo Stivale si contano oltre il 30% di specie animali e quasi il 50% di quelle vegetali presenti in Europa, il tutto su una superficie di appena 1/30 rispetto a quella del Vecchio continente.
I dati, appunto, sono chiari ma evidentemente da soli non bastano a smuovere le coscienze e (dunque) l’azione politica a tutela della biodiversità che sostiene la nostra struttura sociale. Per questo su greenreport abbiamo scelto di lanciare un progetto che alla solidità scientifica sappia affiancare la sensibilità dell’arte, parlando assieme a cuore e cervello.
Si tratta di Italia a rischio estinzione, una rubrica settimanale a cura di Margherita Tramutoli aka La Tram, fumettista, scrittrice e illustratrice classe 1984, con una laurea in Relazioni internazionali in tasca e una vasta esperienza in progetti di cooperazione internazionale a partire dall’Africa orientale. Cresciuta tra i boschi della Lucania prima di dividersi tra Napoli, Tanzanìa e Livorno, La Tram entra nella redazione di greenreport per presentare su queste colonne alcune delle specie e degli ecosistemi più a rischio nel nostro Paese, portando a nuova vita le Liste rosse elaborate per l’Italia seguendo i criteri dell’Unione mondiale per la conservazione della natura (Iucn), accompagnando ogni articolo con un’illustrazione dedicata – a partire dalla copertina in questa pagina.
Le Liste rosse includono le valutazioni di tutte le specie di pesci d'acqua dolce, anfibi, rettili, uccelli nidificanti, mammiferi, pesci cartilaginei, libellule, coralli e coleotteri saproxilici, native o possibilmente native in Italia, nonché quelle naturalizzate in Italia in tempi preistorici, e parte della flora italiana. Tutte classificate in base a criteri scientifici di vulnerabilità. Alcune già estinte, altre sull’orlo della scomparsa, altre ancora che potrebbero sopravvivere e tornare a prosperare se adeguatamente tutelate. Insieme rappresentano la grande ricchezza del Paese, quella che siamo chiamati a tramandare a chi verrà dopo di noi e sulla quale verremo infine giudicati dal grande tribunale della Vita.
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