Kimi Antonelli e l’ipotesi Ferrari: Stefano Domenicali si sbilancia
Se è vero che a Shanghai Kimi Antonelli ha interrotto il lungo digiuno di vittorie italiane in Formula 1 (l’ultimo successo tricolore risaliva al 2006, quando Giancarlo Fisichella vinse con la Renault il Gran Premio della Malesia), c’è ancora un tabù che molti appassionati del Bel Paese sperano di veder cadere non troppo in là nel tempo: la vittoria di un pilota italiano al volante della Ferrari. L’ultimo a riuscirci fu il compianto Michele Alboreto, nel Gran Premio di Germania del 1985: sono passati quarantuno anni.
Intervenuto ai microfoni di Sport Mediaset, il boss della Formula 1 Stefano Domenicali ha detto la sua proprio sul giovane pilota bolognese, senza nascondere l’auspicio di vederlo vincere una gara al volante della Rossa. “Vedere un ragazzo così giovane vincere un Gran Premio, come ha fatto Kimi in Cina, è qualcosa di straordinario – ha detto Domenicali -, fa bene non solo a lui ma a tutto il nostro sport. Avrà un bel po’ di pressione ora, ma dovrà abituarsi”.
Per i tifosi Ferrari, al momento, Antonelli resta comunque un avversario, a prescindere dalla nazionalità condivisa con il Cavallino: “Sappiamo bene che la Ferrari è importantissima per gli appassionati italiani – ha spiegato Domenicali -, è compito di Kimi trasformare questa energia, che per il momento è concentrata su una realtà che ha fatto la storia della Formula 1, in modo diverso. Chiaro, se poi lui andasse in Ferrari e diventasse campione del mondo metterebbe tutti quanti d’accordo”.
Quella di Antonelli in Cina è stata la vittoria numero 44 per un pilota italiano in Formula 1: prima di lui sono riusciti nell’impresa Nino Farina (5 volte fra il 1950 e il 1953 tra Alfa Romeo e Ferrari), Luigi Fagioli (una volta nel 1951 su Alfa Romeo), Alberto Ascari (13 volte fra il 1951 e il 1953, sempre in Ferrari), Piero Taruffi (una volta nel 1952 su Ferrari), Luigi Musso (una volta nel 1956 su Ferrari), Giancarlo Baghetti (una volta nel 1961 su Ferrari), Lorenzo Bandini (una volta nel 1964 su Ferrari), Ludovico Scarfiotti (una volta nel 1966 su Ferrari), Vittorio Brambilla (una volta nel 1975 su March), Riccardo Patrese (sei volte fra il 1982 e il 1992 su Brabham e Williams), Elio De Angelis (due volte fra il 1982 e il 1985 su Lotus), Michele Alboreto (cinque volte fra il 1982 e il 1985 su Tyrrell e Ferrari), Alessandro Nannini (una volta nel 1989 su Benetton), Giancarlo Fisichella (tre volte fra il 2003 e il 2006 su Jordan e Renault) e Jarno Trulli (una volta, nel 2004, su Renault).
Solo Farina nel 1950 e Ascari, nelle stagioni 1952 e 1953, hanno portato la bandiera italiana più in alto di tutte nella classifica del Mondiale Piloti, nel primo caso su Alfa Romeo e negli altri due su Ferrari. Quello di settantatré anni fa è stato l’ultimo titolo di un pilota italiano al volante della Rossa di Maranello.
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