L’Ets costa caro? Nell’ultimo anno all’Italia sono arrivati 2,5 miliardi di euro dalle emissioni di CO2

Il Gestore dei Servizi Energetici – GSE ha aggiornato al 2025 il Rapporto sulle aste di quote europee di emissione fornisce un aggiornamento sull’andamento delle aste nell’ambito dello European Union Emissions Trading Scheme (EU ETS), ovvero il sistema per lo scambio di quote di emissione di gas serra finalizzato alla riduzione delle emissioni nei settori maggiormente energivori (elettricità, cemento, acciaio, alluminio, laterizi e ceramiche, vetro, chimica, aviazione, etc) nell’Unione europea.
Attaccato nei giorni scorsi dal Governo Meloni quanto da Confindustria, che ne chiedevano la sospensione prima di scontrarsi col muro del Consiglio europeo, è in realtà fonte di preziosi introiti per lo Stato italiano: il Paese ha infatti ricavato 2,59 miliardi di euro dal collocamento di circa 35,4 milioni di EUA (European Union Allowances), le quote di emissione che, nell'ambito del sistema EU ETS, compensano 1 tonnellata di CO2 equivalente (tCO2eq) ciascuna.
Nel 2025 il prezzo si è attestato al di sopra della media dell’anno precedente (73,45 euro nel 2025 contro i 64,76 euro del 2024), sostenuto dalla programmata contrazione dell’offerta di quote all’asta, necessaria al conseguimento degli obiettivi climatici dell’Unione Europea oltre che a supportare l’innovazione delle imprese chiamate a decarbonizzare.
I proventi generati dalla vendita delle quote di emissione sono depositati presso la Banca Popolare di Sondrio, e ai sensi della convenzione Mef – Gse sottoscritta il 24 marzo 2025, il Gse trasferisce al ministero dell’Economia i proventi relativi ai primi tre trimestri entro l’ultimo giorno del mese successivo al trimestre in cui i proventi delle aste sono stati accreditati sui conti correnti del Gse mentre gli importi relativi all'ultimo trimestre sono trasferiti entro il 15 febbraio dell'anno successivo.
Complessivamente, tra il 2012 ed il 2024 sono stati trasferiti alla Tesoreria dello Stato 18 miliardi di euro relativi alle EUA e circa 247 milioni di euro relativi alle EUA A, cui si aggiungono i 2,59 miliardi di euro del 2025, per un totale di circa 20,8 miliardi di euro. Il problema è che queste risorse non vengono spese come dovrebbero, come mostrano i dati messi in fila dal think tank Ecco: la grande maggioranza di queste risorse è stata dedicata ad abbattere il costo del debito italiano, quando per legge dovrebbe essere destinata a favorire la decarbonizzazione, supportando le imprese e le famiglie che più ne pagano i costi.
Qual è la tua reazione?
Mi piace
0
Antipatico
0
Lo amo
0
Comico
0
Furioso
0
Triste
0
Wow
0




