La collezione lanciata da Target doveva essere un omaggio al film, ma si è rivelata un boomerang: le critiche dei fan
Il sequel del film Il Diavolo Veste Prada deve ancora uscire – arriverà nelle sale italiane il 29 aprile – e abbiamo già la prima polemica. La catena di grandi magazzini Target ha lanciato una collezione di abbigliamento per celebrare l’uscita del film, ma è stato travolto dalle critiche online. Short elasticizzati per un film sull’industria della moda? Felpe in misto poliestere con stampe di rossetti? Miranda Priestly, la temibile direttrice interpretata da Meryl Streep, avrebbe probabilmente arricciato le labbra, il suo modo per dire: «Disastro».
Il merchandising del Diavolo Veste Prada 2
L’uscita dei film e delle serie tv, da qualche tempo, viene accompagnata da infinite collaborazioni e capsule collection più o meno legate all’opera: si va dal make-up ai gadget, passando per i soft drink e il cibo (Bridgerton aveva addirittura il suo gelato).
Puntare sull’abbigliamento, per un film ambientato nel mondo della moda, poteva sembrare una scelta coerente (almeno così avrà pensato Target), ma si è rivelato un boomerang. I fan del film (e non solo) hanno giudicato felpe, t-shirt e canottiere come “cheap” e banali. La qualità è deludente e le grafiche sono piuttosto dozzinali. Insomma: tutto ciò che Miranda Priestly e Nigel avrebbero odiato. Tra l’altro: il top ceruleo non è neanche ceruleo.

Stanley Tucci e Meryl Streep nel film Il Diavolo Veste Prada del 2006, TM and Copyright © 20th Century Fox Film Corp. All rights reserved, Courtesy: Everett Collection
Ci sono state altre iniziative simili. In occasione dell’uscita del film, per esempio, Cinemark ha lanciato dei secchielli per i pop corn a forma di borsetta, ovviamente rossa, con tanto di ciondoli. Un’iniziativa che è piaciuta di più agli utenti, che sperano di trovarli nei cinema e portarli a casa come souvenir.
I commenti dei fan
Non è chiaro se la collezione di Target sia parte del merchandising ufficiale del film, o se la catena abbia acquisito la licenza del nome per cavalcare l‘hype dell’uscita del film. In entrambi i casi, sicuramente, hanno mancato il vero bersaglio, cioè i fan del film. Sui social la notizia è stata rilanciata da pagine satiriche come @DietPrada, che si è sbizzarrita con i meme della direttrice di Runway che guarda, disgustata, le felpe e gli shorts di Target.
Anche i commenti sono stati spietati: «È arrivato a poco a poco nei grandi magazzini e alla fine si è infiltrato in qualche tragico angolo casual» ha scritto un’utente di Instagram, citando il monologo più famoso del film. «Evidentemente l’hai pescato nel cesto delle occasioni». «Questa è proprio l’antitesi del Diavolo Veste Prada», le fa eco un’altra. Miranda, insomma, non avrebbe mai approvato.
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