La coalizione dei volenterosi garantisce l’apertura dello Stretto di Hormuz

La coalizione dei volenterosi ha annunciato la preparazione di una missione internazionale per garantire la sicurezza nello Stretto di Hormuz, mentre Iran e Stati Uniti hanno confermato la riapertura del passaggio alle navi commerciali durante la tregua in corso. La decisione è stata discussa a Parigi in un vertice della co-presieduto dal presidente francese Emmanuel Macron e il premier britannico Keir Starmer, con la partecipazione della presidente del Consiglio Giorgia Meloni e del cancelliere tedesco Friedrich Merz, insieme a rappresentanti di circa cinquanta Paesi e organizzazioni internazionali.
Al termine dell’incontro, i leader europei hanno chiesto «la piena riapertura, immediata, incondizionata» dello stretto e il ripristino delle condizioni di libero passaggio precedenti al conflitto. Macron ha parlato di un «messaggio di speranza» e di «unità», mentre Starmer ha confermato che Regno Unito e Francia guideranno una missione «difensiva e pacifica» per proteggere la navigazione commerciale. La composizione dell’operazione sarà definita in un nuovo incontro previsto a Londra la prossima settimana.
Nella conferenza stampa congiunta, Meloni ha parlato di «un confronto produttivo», sottolineando che l’iniziativa «dimostra come l’Europa sia pronta a fare la sua parte nel quadro della sicurezza internazionale» e che si inserisce in «uno sforzo più ampio» legato a «un ciclo di conflittualità che si ripropone ormai costantemente». La presidente del Consiglio ha aggiunto che l’Italia offrirà «la sua disponibilità a mettere a disposizione proprie unità navali sulla base di un’autorizzazione parlamentare per quelle che sono le nostre regole costituzionali. È un impegno in linea con le missioni Aspides e Atalanta».
La Germania ha espresso disponibilità a partecipare, in particolare nelle operazioni di sminamento, ma Merz ha chiarito che sarà necessario un mandato parlamentare e una «forte base giuridica», possibilmente una risoluzione del Consiglio di sicurezza delle Nazioni Unite. Il Cancelliere ha anche indicato come auspicabile un coinvolgimento degli Stati Uniti, posizione che non coincide con l’impostazione francese di una missione separata da Washington.
La riapertura dello stretto era stata annunciata poco prima dal ministro degli Esteri iraniano Abbas Araghchi, che ha autorizzato il transito delle navi commerciali per tutta la durata del cessate il fuoco in Libano, in vigore fino al 21 aprile. Secondo i media statali iraniani, il passaggio resta però soggetto a restrizioni: le navi militari non potranno transitare e le navi civili dovranno ottenere il via libera dei Pasdaran e seguire rotte designate.
Donald Trump ha confermato la riapertura, sostenendo che l’Iran «con l’aiuto degli Stati Uniti» sta rimuovendo le mine marine, ma ha spiegato che il blocco navale statunitense contro l’Iran resterà in vigore fino al completamento dei negoziati tra i due Paesi. Il presidente degli Stati Uniti ha anche criticato duramente la Nato, definendola una «tigre di carta» e invitandola a «stare fuori» dalla gestione della crisi. Sul negoziato con Teheran, Trump ha sostenuto che l’Iran sarebbe disposto a rinunciare alle proprie scorte di uranio arricchito nell’ambito di un possibile accordo con Washington, arrivando a parlare della disponibilità di Teheran a «restituirci la polvere nucleare». Ma il regime iraniano ha smentito le sue affermazioni, ancora una volta.
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