Le 75 migliori aziende in cui lavorare in Italia nel 2026

Mar 20, 2026 - 20:30
 0
Le 75 migliori aziende in cui lavorare in Italia nel 2026

La fiducia dei collaboratori si conferma il fattore chiave dei migliori ambienti di lavoro in Italia. Secondo il ranking Best Workplaces Italia 2026 elaborato da Great Place to Work Italia, le 75 aziende in classifica registrano un Trust Index medio dell’85%, in crescita di un punto percentuale rispetto al 2025.

Il dato evidenzia un divario significativo rispetto ad altre realtà aziendali. Il livello di fiducia delle organizzazioni in classifica supera infatti di 10 punti percentuali quello delle aziende certificate ma non presenti nel ranking, fermo al 75%. Il distacco si amplia ulteriormente nel confronto con la media nazionale, che si attesta al 44% secondo il report European Workforce Study: una differenza di 41 punti percentuali.

Un altro indicatore rilevante è l’Overall Satisfaction, che misura la soddisfazione complessiva dei dipendenti rispetto al proprio ambiente di lavoro. Nel 2026 questo valore raggiunge l’87%, stabile rispetto al 2025, con un divario di 44 punti percentuali rispetto alla media delle aziende italiane, pari al 43%.

Fiducia e risultati economici

Un alto livello di fiducia interna si riflette anche sulle performance economiche. I “Best Workplaces” italiani registrano infatti una crescita media dei ricavi del 20% rispetto all’anno precedente, a fronte dell’1% rilevato tra le imprese italiane dei settori industria e servizi incluse nell’indice Istat.

Dall’analisi del campione emerge inoltre una sostanziale parità di genere, con il 50% di uomini e il 49% di donne. Per quanto riguarda il ruolo organizzativo, oltre tre quarti degli intervistati (76%) sono collaboratori. Dal punto di vista generazionale, quasi la metà (47%) appartiene ai Millennial, il 44% alla Generazione X e circa il 10% alla Generazione Z.

I settori più rappresentati e la distribuzione territoriale

Entrando nel dettaglio della classifica, un’azienda su quattro (25,3%) appartiene al settore IT, che risulta il più rappresentato. Seguono biotecnologie e farmaceutica (14,67%), servizi finanziari e assicurativi (12%), industria manifatturiera e produzione (10,67%) e servizi professionali (9,33%). Completano la graduatoria sanità (5,33%), retail, telecomunicazioni e hospitality (4%), advertising, marketing e media (2,67%) e, con quote più contenute, agricoltura, costruzioni, trasporti, educazione e formazione (1,33%).

Sul piano geografico, oltre sette aziende su dieci (72%) hanno sede in Lombardia (49,3%) e Lazio (22,67%). Complessivamente sono 11 le regioni italiane rappresentate nella classifica, mentre Valle d’Aosta, Trentino-Alto Adige, Friuli-Venezia Giulia, Liguria, Umbria, Campania, Basilicata, Sicilia e Sardegna non registrano aziende presenti nel ranking.

Meritocrazia in crescita, flessibilità in lieve calo

Rispetto al 2025, i 75 migliori ambienti di lavoro italiani mostrano indicatori in miglioramento in ambiti come meritocrazia (73%, +2%) ed eventi speciali (90%, +2%), mentre registrano un lieve calo – pari a un punto percentuale – aspetti come responsabilizzazione, benefit e flessibilità.

Le differenze più marcate tra le aziende presenti in classifica e quelle semplicemente certificate riguardano soprattutto comunicazione, attenzione alle persone, coinvolgimento, accoglienza e supporto.

Dall’analisi dei commenti dei dipendenti emerge inoltre che a rendere unico un ambiente di lavoro sono soprattutto aiuto e supporto tra colleghi (21%), l’atmosfera aziendale (13%) e la collaborazione (12%). In fondo alla classifica, tra gli elementi distintivi, compaiono invece aspetti come spazi di lavoro, orari e flessibilità o equilibrio tra vita privata e lavoro (8%).

Tra i principali ambiti di miglioramento indicati dai lavoratori figurano retribuzione (19%), processi interni (17%) e comunicazione (16%).

Il divario tra piccole e grandi aziende

Analizzando il Trust Index in base alla dimensione delle organizzazioni emerge inoltre un divario significativo: le piccole aziende presenti in classifica raggiungono un indice di fiducia medio del 94%, mentre il valore scende all’88% nelle imprese medie, all’85% nelle medio-grandi e al 79% nelle grandi e grandissime organizzazioni.

“Quest’anno, ancora più che in passato, abbiamo riscontrato come le aziende certificate Great Place to Work, e ancor più quelle presenti in classifica, registrino performance economiche superiori e un valore di mercato significativamente più elevato”, spiega Alessandro Zollo, ceo di Great Place to Work Italia. “A livello internazionale questo fenomeno è ormai definito il Great Place to Work Effect”.

I migliori ambienti di lavoro del 2026

Tra le aziende con oltre mille collaboratori, il primo posto va a Hilton, seguita da AbbVie e Teleperformance. Nella categoria 500-999 dipendenti si impone Cisco, davanti a Bending Spoons e ConTe.it.

Tra le organizzazioni con 150-499 collaboratori il primo posto è per MetLife, seguita da Bristol Myers Squibb e Jet HR. Nella fascia 50-149 dipendenti guida la classifica Biogen, davanti a Galileo Life e Reverse. Infine, tra le aziende con 10-49 collaboratori, il primo posto va a Auditel, seguita da Trek Bicycle e ACSoftware.

L’articolo Le 75 migliori aziende in cui lavorare in Italia nel 2026 è tratto da Forbes Italia.

Qual è la tua reazione?

Mi piace Mi piace 0
Antipatico Antipatico 0
Lo amo Lo amo 0
Comico Comico 0
Furioso Furioso 0
Triste Triste 0
Wow Wow 0
Redazione Redazione Eventi e News