L’elogio del Guardian a Trieste, una città che sa di sale e profuma di caffè
Trieste, raffinatamente e scenograficamente asburgica, è una città elegante dove presenza invisibile è la bora che ostacola e rafforza la vita dei suoi cittadini. Lo dice anche Lucio Corsi nella sua canzone Trieste “Per le strade di Trieste vive gente convinta che il vento no, non era un freno, ma una spinta“.
È sicuramente l’energia di questo vento, ma non solo, che ha portato di recente il quotidiano britannico The Guardian a dedicare un omaggio al capoluogo del Friuli-Venezia Giulia, descrivendolo come un organismo vivente, una terra sospesa tra il mare Adriatico e l’altopiano del Carso.
La testata britannica è rimasta affascinata da questa enclave geografica che, sulla mappa, citando l’articolo, ricorda la forma di uno stomaco: un’immagine che ben descrive la capacità di Trieste di assimilare secoli di dominazioni, lingue e culture diverse, trasformandole in un’identità unica e vibrante attraverso il caffè e le sue specialità gastronomiche.
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