Leone XIV in Algeria “nel segno della gratuità”

Aprile 1, 2026 - 16:00
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Leone XIV in Algeria “nel segno della gratuità”

Missione papale in Algeria per incontrare “un popolo musulmano al quale misteriosamente la Chiesa si sente inviata”. Sull’imminente visita di Leone XIV interviene il cardinale domenicano Jean-Paul Vesco. L’arcivescovo di Algeri richiama l’immagine di Maria, la Madre di Gesù, che dopo l’Annuncio dell’Angelo si reca prontamente a visitare la cugina Elisabetta, per assisterla negli ultimi mesi di gravidanza. Nessuna “strategia”, nessun calcolo. Solo l‘attesa di ciò che di sorprendente potrà sprigionarsi da un incontro gratuito. In un tempo pasquale in cui proprio i martiri d’Algeria offrono la testimonianza luminosa di una “pace disarmata e disarmante“, in un mondo dilaniato dalle guerre. In un Paese dove, anche grazie a quei martiri, la Chiesa cattolica non è più percepita come “un rimasuglio della colonizzazione”, osserva il porporato all’agenzia missionaria vaticana Fides. Afferma il cardinale: “Celebrare la Pasqua significa celebrare un mistero di morte e risurrezione. Sappiamo che la croce esiste, ognuno vive le proprie croci, nessuno ne è risparmiato, a maggior ragione in questo contesto di guerre multiple. Ma noi siamo testimoni del fatto che nella croce matura una forza di risurrezione, e questa vittoria della vita sulla morte è un tempo che possiamo vivere e condividere con gli altri.

Algeria
Papa Leone XIV immagine tratta da Vatican News

Missione in Algeria

Il segretario di Stato Pietro Parolin ha deplorato il fatto che la “legge della forza” abbia sostituito la “forza della legge”. Di fronte alla violenza che cresce, la tentazione è quella di armarsi. L’aspetto profetico dei beati, in questo contesto, è “manifestare che occorre più che mai un cuore disarmato. La forza della pace disarmante. I martiri e le persone con disabilità ci mostrano questa forza della pace disarmata”. Prosegue il porporato: “La luce dei martiri d’Algeria è quella “pace disarmata e disarmante” di cui parla  Leone XIV. Nella difficile situazione che il Paese ha attraversato in quegli anni, tutti coloro che sono stati uccisi erano persone disarmate: suore che andavano a messa, persone che si trovavano in una biblioteca per bambini alla Casbah”. L’aricivescovo di Algeri segnala oggi “l’esplosione degli individualismi, dei nazionalismi e la legge del ‘prima io’. La visita di Leone XIV sarò un incontro con il popolo algerino. Un incontro vero, vale a dire un momento gratuito e autentico da cui ognuno possa uscire un po’ trasformato. Il Papa non ha nulla da vendere né da difendere ed è proprio questa gratuità a poter aprire i cuori“.

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