London City Airport introduce la drop-off fee: cosa cambia

Gen 7, 2026 - 19:00
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London City Airport introduce la drop-off fee: cosa cambia

Negli ultimi anni muoversi a Londra è diventato sempre più una questione di scelte obbligate, più che di comodità. Dalle congestion charge alle zone a basse emissioni, fino agli aumenti progressivi legati all’uso dell’auto privata, la capitale britannica sta ridefinendo il proprio rapporto con la mobilità. In questo contesto si inserisce la decisione di London City Airport di introdurre una drop-off fee, una novità che segna un punto di svolta simbolico e pratico per uno degli scali più utilizzati da professionisti e viaggiatori business. Per la prima volta, anche l’aeroporto più centrale di Londra abbandona l’accesso gratuito in auto, allineandosi a una tendenza ormai diffusa nel Regno Unito.

La nuova tariffa di accesso a London City Airport

A partire dal 2026, London City Airport applicherà una tariffa di £8 per i primi cinque minuti di sosta nell’area di drop-off, con un costo aggiuntivo di £1 per ogni minuto extra, fino a un massimo di dieci minuti. La misura riguarda esclusivamente l’area immediatamente adiacente al terminal, quella tradizionalmente utilizzata per accompagnare o prelevare passeggeri in partenza o in arrivo. Fino ad oggi, London City Airport rappresentava un’eccezione nel panorama aeroportuale londinese, essendo l’unico scalo senza costi di accesso diretto in auto. Con questa decisione, l’aeroporto rinuncia a un elemento distintivo che lo aveva reso particolarmente apprezzato da chi viaggia spesso per lavoro.

Secondo la direzione dell’aeroporto, la tariffa è stata introdotta per ridurre la congestione, migliorare la sicurezza nell’area del terminal e incentivare l’utilizzo del trasporto pubblico. Una motivazione che ricalca da vicino quella fornita da altri aeroporti britannici negli ultimi anni, ma che, nel caso di London City, assume un peso particolare proprio per la sua posizione urbana e per il tipo di utenza che serve.

Chi paga e chi è esentato dalla drop-off fee

Non tutti i viaggiatori saranno soggetti alla nuova tariffa. L’aeroporto ha confermato che i possessori di Blue Badge, ovvero le persone con disabilità riconosciuta, saranno totalmente esentati dal pagamento. Una scelta in linea con le normative nazionali sull’accessibilità e con le politiche già adottate in altri scali del Regno Unito. Anche i black cab londinesi non pagheranno la tariffa in modo separato: il costo sarà infatti assorbito dal tassametro, come avviene già in altri aeroporti, secondo gli accordi con Transport for London.

Questa distinzione evidenzia una linea politica precisa: il trasporto professionale regolamentato viene tutelato, mentre l’uso dell’auto privata viene progressivamente scoraggiato. Per chi accompagna un familiare, un amico o un collega in aeroporto, il messaggio è chiaro: l’accesso diretto in auto non è più considerato un servizio gratuito, ma una scelta da pagare.

Un trend diffuso negli aeroporti di Londra e del Regno Unito

La decisione di London City Airport non arriva in isolamento, ma si inserisce in un trend ormai consolidato. Negli ultimi anni, quasi tutti gli aeroporti londinesi hanno introdotto o aumentato le proprie tariffe di drop-off. Gatwick, ad esempio, ha recentemente portato il costo fino a £10 per dieci minuti, diventando uno degli aeroporti più cari d’Inghilterra per l’accesso in auto. Anche Heathrow ha aumentato la propria tariffa a partire dal 1° gennaio, mentre altri scali mantengono costi già attivi da tempo.

La giustificazione ufficiale è spesso la stessa: coprire l’aumento dei costi operativi, in particolare quelli legati alle business rates, e finanziare interventi sulla mobilità sostenibile. In alcuni casi, come a Gatwick, parte degli introiti viene destinata a investimenti specifici sul trasporto pubblico locale, come il potenziamento delle linee bus. London City Airport, almeno per ora, si limita a dichiarazioni di principio, senza indicare progetti concreti finanziati direttamente dalla nuova tariffa.

Le critiche del settore e dei viaggiatori

Nonostante le motivazioni ambientali e organizzative, la nuova drop-off fee ha suscitato forti critiche, soprattutto nel mondo dei viaggi business. Secondo diverse associazioni di categoria, la tariffa rappresenta la forma di guadagno più semplice per gli aeroporti, perché colpisce un comportamento spesso inevitabile. Non tutti i viaggiatori, infatti, possono affidarsi al trasporto pubblico, soprattutto in presenza di bagagli voluminosi, orari molto mattutini o rientri notturni.

In particolare, London City Airport serve una clientela composta in larga parte da professionisti che viaggiano frequentemente e che scelgono questo scalo proprio per la sua rapidità e accessibilità. L’introduzione della drop-off fee rischia quindi di intaccare uno dei punti di forza storici dell’aeroporto, trasformando un servizio percepito come essenziale in un costo aggiuntivo ricorrente.

Il ruolo del governo e il contesto normativo

Dal punto di vista istituzionale, il governo britannico ha chiarito che le politiche tariffarie degli aeroporti rientrano nella loro autonomia, purché rispettino la normativa a tutela dei consumatori. Allo stesso tempo, l’esecutivo ha ricordato di aver introdotto un pacchetto di sostegno da miliardi di sterline per limitare l’aumento delle business rates, che senza interventi avrebbero potuto raggiungere livelli insostenibili per le grandi infrastrutture.

Questo passaggio è cruciale per comprendere il contesto: se da un lato gli aeroporti giustificano gli aumenti con l’incremento dei costi, dall’altro il governo sottolinea di aver già attenuato parte di queste pressioni. La sensazione diffusa tra viaggiatori e associazioni è che la drop-off fee rappresenti più una scelta strategica che una necessità inevitabile.

Cosa significa per chi vive a Londra

Per la comunità italiana a Londra, la nuova tariffa di London City Airport ha un impatto concreto. Molti italiani residenti in città utilizzano questo scalo per voli frequenti verso l’Europa, spesso per lavoro o per rientrare in Italia nei weekend. L’introduzione della drop-off fee comporta costi aggiuntivi e una maggiore pianificazione, soprattutto per chi si affida ad amici o familiari per raggiungere l’aeroporto.

Nel quadro più ampio, la misura conferma una tendenza ormai chiara: Londra scoraggia sempre più l’uso dell’auto privata, anche in contesti dove fino a pochi anni fa era considerata una scelta normale. La combinazione di congestion charge, ULEZ e ora drop-off fee aeroportuali ridisegna il modo in cui residenti e visitatori si muovono in città, spingendo verso il trasporto pubblico e soluzioni condivise.

Una scelta simbolica per il futuro della mobilità urbana

L’introduzione della drop-off fee a London City Airport è più di una semplice novità tariffaria. È un segnale politico e culturale, che conferma la direzione intrapresa dalla capitale britannica. Anche gli spazi di transito, come gli aeroporti, diventano luoghi in cui l’uso dell’auto viene regolato e monetizzato, mentre il trasporto pubblico viene presentato come opzione preferenziale.

Per molti, questa trasformazione rappresenta un passo necessario verso una città più sostenibile; per altri, è l’ennesimo costo che si aggiunge a un sistema già complesso. In ogni caso, la decisione di London City Airport segna la fine di un’eccezione e l’inizio di una nuova normalità, in cui muoversi a Londra richiede sempre più attenzione, consapevolezza e capacità di adattamento.


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