Lotta al Fumo, già 36mila firme per la proposta di iniziativa popolare chiede di aumentare a 5 euro il costo delle sigarette
Continua a raccogliere consensi la legge di iniziativa popolare che punta ad aumentare il prezzo dei prodotti da fumo per ridurre i consumi, soprattutto tra i più giovani. Raccolte già 35mila firme su 50mila. I promotori Aiom, Fondazione Airc, Fondazione Umberto Veronesi, Fondazione Aiom: «Misura efficace, può ridurre il consumo del 37% e salvare migliaia di vite»
Il tabagismo continua a rappresentare una delle principali emergenze sanitarie in Italia, con migliaia di vittime ogni anno e un numero preoccupante di giovani che iniziano a fumare in età sempre più precoce. Per contrastare questa tendenza, prende forza una proposta di legge di iniziativa popolare che punta a un intervento drastico: aumentare di 5 euro il prezzo di tutti i prodotti da fumo e da inalazione di nicotina.
L’obiettivo: scoraggiare soprattutto i più giovani
Secondo i promotori, l’aumento dei prezzi è uno degli strumenti più efficaci per ridurre il numero di fumatori, in particolare tra i ragazzi, che dispongono di minori risorse economiche. I dati confermano la necessità di intervenire: oltre il 7,5% degli studenti tra 11 e 13 anni ha già provato prodotti a base di tabacco, mentre la percentuale sale al 37% tra i 14 e i 17 anni. Molti di loro, inoltre, continuano a fumare anche in età adulta.
La campagna e la raccolta firme
A circa due mesi dal lancio della campagna “5 euro contro il fumo”, promossa da Aiom, Fondazione Airc, Fondazione Umberto Veronesi, Fondazione Aiom, sono già state raccolte 35mila firme, pari al 70% delle 50mila necessarie per portare la proposta in Parlamento. L’iniziativa è promossa da importanti realtà del mondo scientifico e della ricerca, tra cui associazioni oncologiche e fondazioni impegnate nella lotta contro il cancro.
Tutti i cittadini maggiorenni possono aderire firmando attraverso gli strumenti digitali messi a disposizione dal ministero della Giustizia.
Un ampio sostegno dal mondo scientifico
La proposta ha già ottenuto il supporto di numerose istituzioni: 48 società scientifiche e istituzioni e 27 associazioni e fondazioni hanno aderito alla campagna, insieme a importanti centri di cura. L’obiettivo è raggiungere rapidamente la soglia necessaria per avviare l’iter parlamentare.
Fumo e disuguaglianze sociali
In Italia il 24% degli adulti fuma, ma il fenomeno è particolarmente diffuso tra le fasce più svantaggiate della popolazione. Tra chi ha difficoltà economiche, la percentuale di fumatori raggiunge il 36%, contro il 21% di chi non ne ha. Il tabagismo si conferma quindi non solo un problema sanitario, ma anche sociale.
Prezzi più alti, consumi più bassi
Le evidenze internazionali indicano che l’aumento significativo del prezzo delle sigarette è la strategia più efficace per ridurne il consumo. Secondo le stime dei promotori, un rincaro di 5 euro potrebbe portare a una diminuzione del consumo di tabacco fino al 37%.
Inoltre, chi fuma un pacchetto al giorno potrebbe risparmiare circa 150 euro al mese smettendo, con benefici immediati sia per la salute sia per il bilancio familiare.
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