Dazi USA, Sefcovic al Parlamento UE: “Rispettiamo l’intesa di luglio, non forniamo pretesti”

Febbraio 24, 2026 - 18:30
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Dazi USA, Sefcovic al Parlamento UE: “Rispettiamo l’intesa di luglio, non forniamo pretesti”

Bruxelles – Andare avanti con l’accordo sui dazi, quello chiuso a luglio e che prevede un regime del 15 per cento, per non dare adito a ulteriori ripensamenti o cambi di rotta alla controparte statunitense. Dopo il ‘caos’ dazi USA degli ultimi giorni, con la Corte suprema degli Stati Uniti che annulla l’imposizione delle tariffe volute dal presidente americano e lo stesso Donald Trump che per tutta risposta annuncia nuovi dazi, il commissario per il Commercio, Maros Sefcovic, esorta l’UE a tenere la barra a dritta. “Comprendo la decisione di congelare il voto, ma dobbiamo far avanzare il dossier“, scandisce nel corso dell’audizione in commissione Commercio internazionale del Parlamento europeo. “Il voto in plenaria a marzo deve rimanere il nostro obiettivo“, precisa. Certo, resta la “condizione che gli USA diano più garanzie”, ma allo stesso tempo “quello che vorrei evitare è che si crei il pretesto perché qualcuno negli Stati Uniti dica ‘voi non state rispettando i vostri impegni, perché allora pretendete che lo facciamo noi?‘”

La Commissione europea ha paura, e Sefcovic lo lascia intendere in modo chiaro per la prima volta. C’è timore che tutto possa saltare, con le incertezze e le conseguenze del caso, prime fra tutte una guerra commerciale che si vuole evitare. C’è poi lo smarrimento di fronte al fatto che possa essere vanificato uno sforzo enorme. “Siamo giunti ad un accordo al termine di un percorso complesso”, ricorda il capo-negoziatore, che di fronte agli europarlamentare torna a difendere un’intesa voluta da tutti: “Criticate questo accordo e posso capirlo, ma se guardate i numeri i flussi commerciali sono aumentati nell’ultimo anno”. Inoltre, ricorda, “le imprese hanno chiesto questo accordo rispetto a una guerra commerciale“, al pari di governi che anche adesso invocano cautela in nome della tutela di export e produzione nazionale, come fatto dal ministro degli Esteri, Antonio Tajani.

Al netto di confusione, incertezze e dubbi per il commissario al Commercio fa fede l’intesa di luglio: “Un 10 per cento in più al 15 per cento non è nell’accordo. Per noi il 15 per cento tutto incluso è un accordo, ed entrambi dobbiamo rispettarlo“. Assicura di averlo spiegato ai suoi interlocutori d’oltre oceano, vale a dire il segretario al Commercio americano, Howard Lutnick, e il rappresentante per il Commercio USA, Jamieson Greer, e a tal proposito tiene a sottolineare con forza di essere “in contatto con la controparte”. Dagli Stati Uniti “mi assicurano che intendono rispettare l’accordo con l’UE, con Greer che l’ha anche affermato pubblicamente”, osserva. Insomma, la linea dell’esecutivo non cambia: avanti con l’accordo siglato e col dialogo, per altre opzioni c’è tempo.

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Redazione Eventi e News Redazione Eventi e News in Italia