Marocco: l’Fmi conclude la revisione dell’articolo IV, crescita al 4,4 per cento nel 2026
Il consiglio di amministrazione del Fondo monetario internazionale (Fmi) ha concluso il 20 marzo le consultazioni del 2026 ai sensi dell’articolo IV con il Marocco e ha completato la revisione intermedia dell’accordo relativo alla linea di credito flessibile, approvato il 2 aprile 2025. Lo rende noto l’istituzione finanziaria, precisando che le autorità marocchine hanno acconsentito alla pubblicazione odierna del rapporto. Secondo il Fmi, la crescita del prodotto interno lordo (Pil) reale del Marocco dovrebbe attestarsi al 4,4 per cento nel 2026, sostenuta da una solida produzione agricola e da ingenti investimenti pubblici nelle infrastrutture. La dinamica degli investimenti crea condizioni favorevoli a una crescita più robusta e alla creazione di posti di lavoro, a condizione di una gestione prudente dei rischi e di un rafforzamento del capitale umano. Nel 2025 l’economia marocchina ha registrato un’accelerazione con una crescita stimata al 4,9 per cento, trainata dal rimbalzo dell’agricoltura e dall’aumento dei grandi progetti infrastrutturali.
Resta tuttavia elevato il livello di disoccupazione. L’inflazione media si è mantenuta contenuta allo 0,8 per cento, consentendo alla banca centrale, Bank Al Maghrib, di mantenere un orientamento monetario neutrale dopo i precedenti tagli dei tassi. Il deficit delle partite correnti è salito al 2,1 per cento del Pil, a causa dell’aumento delle importazioni legato agli investimenti, parzialmente compensato dalla buona performance del turismo. Il deficit di bilancio si è attestato al 3,5 per cento del Pil, inferiore alle attese grazie alla solidità delle entrate. Le prospettive restano favorevoli anche per il medio termine: il Fmi prevede una crescita del 4,5 per cento nel 2027 e intorno al quattro per cento negli anni successivi, sostenuta da una progressiva normalizzazione agricola e dal proseguimento degli investimenti infrastrutturali con maggiore partecipazione del settore privato. L’inflazione dovrebbe aumentare temporaneamente nel corso dell’anno, soprattutto per effetto dei prezzi dell’energia, per poi stabilizzarsi attorno al due per cento.
Permangono tuttavia rischi legati al contesto internazionale, in particolare alle tensioni geopolitiche in Medio Oriente, alla volatilità dei prezzi delle materie prime e alle possibili perturbazioni delle catene di approvvigionamento globali, con effetti anche sulla domanda nell’area euro. Sul piano interno, il principale rischio riguarda il rendimento economico degli investimenti pubblici. Il vice direttore generale del Fmi, Kenji Okamura, ha sottolineato la resilienza dell’economia marocchina, evidenziando il contributo di agricoltura, costruzioni e turismo alla crescita. Okamura ha inoltre ribadito “la necessità di mantenere politiche macroeconomiche prudenti, rafforzare il capitale umano e proseguire con le riforme strutturali per favorire una crescita inclusiva e la creazione di occupazione”. Il Fmi conferma infine che il Marocco continua a soddisfare i criteri per l’accesso alla linea di credito flessibile, considerata dalle autorità come uno strumento precauzionale da cui si prevede un’uscita graduale in funzione dell’evoluzione dei rischi esterni.
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