Marocco: nuovo aumento di benzina e diesel, conseguenza della crisi in Medio Oriente
I prezzi dei carburanti in Marocco registrano un nuovo aumento a partire dalla mezzanotte di ieri, il secondo in un mese, mentre il conflitto in Medio Oriente continua a destabilizzare i mercati energetici globali. Secondo i media nazionali, il prezzo del diesel aumenta di 1,70 dirham (circa 0,16 euro) al litro, attestandosi intorno a 14,52 dirham (circa 1,36 euro), mentre la benzina registra un incremento di 1,57 dirham (circa 0,15 euro), arrivando a circa 15,52 dirham (1,46 euro). Il nuovo adeguamento porta gli aumenti cumulativi dall’inizio di marzo a circa 3,70 dirham (0,35 euro) al litro per il diesel e 3,01 dirham (0,28 euro) per la benzina, dopo il precedente aumento registrato il 16 marzo. La ministra dell’Energia, Leila Benali, ha dichiarato al quotidiano marocchino “Hespress” che il Paese “dispone di oltre 47 giorni di riserve di diesel, più di 52 giorni di benzina e circa 38 giorni di butano”. I mercati petroliferi restano sotto forte pressione a causa della guerra in Iran e le tensioni lungo lo Stretto di Hormuz, con alcuni analisti che avvertono che i prezzi potrebbero avvicinarsi a 200 dollari al barile se la crisi dovesse persistere.
Associazioni dei consumatori hanno già chiesto al governo marocchino di “intervenire urgentemente” per regolamentare il mercato, limitare il peso delle lobby dell’energia e rivedere la politica di liberalizzazione dei prezzi. La legge n. 104.12 in Marocco consente interventi temporanei in caso di situazioni anomale, calamità o circostanze eccezionali, per un periodo massimo di sei mesi, rinnovabile una volta. Dal primo gennaio 2015, con la liberalizzazione dei prezzi dei carburanti, il Marocco ha rimosso le sovvenzioni su diesel, benzina e gasolio, rendendo i prezzi soggetti alle fluttuazioni del mercato internazionale. Gli aggiornamenti dei prezzi avvengono il primo e il sedicesimo di ogni mese. Con i prezzi dei carburanti indicizzati ai corsi internazionali dei prodotti raffinati, ogni variazione dei mercati mondiali si riflette rapidamente sui prezzi al dettaglio. Il Marocco è tra i Paesi più esposti al rischio inflazionistico legato al conflitto in Medio Oriente, a causa della dipendenza dalle importazioni di energia e prodotti alimentari.
Il Governo marocchino ha introdotto, a partire dal 20 marzo, misure eccezionali atte a contenere l’impatto dell’aumento dei prezzi degli idrocarburi sul mercato interno, preservando il potere d’acquisto dei cittadini, garantendo la regolare fornitura dei mercati e la continuità delle catene logistiche, oltre al mantenimento della mobilità e dei servizi di trasporto. In particolare i professionisti del trasporto stradale di merci e passeggeri, tra cui operatori del trasporto merci, del trasporto pubblico e privato di passeggeri, i taxi, il trasporto misto, gli autobus e il trasporto turistico, possono beneficiare di un sostegno finanziario straordinario mensile -da richiedere attraverso una piattaforma dedicata, simile a quella già utilizzata in una situazione analoga nel 2022- a condizione di mantenere le tariffe in vigore prima del 28 febbraio. Tale misura copre il periodo dal 15 marzo al 15 aprile e, in caso di prosecuzione della crisi nel Golfo, l’esecutivo marocchino si è detto “pronto a riesaminare la situazione nella prossima riunione del comitato ministeriale”.
Secondo le autorità marocchine, in dieci giorni sono state 87 mila le richieste presentate per accedere agli aiuti. Numeri che hanno suscitato critiche nei confronti della misura, anche da parte del Partito autenticità e modernità, membro della maggioranza in parlamento. Se benzina e diesel continuano a salire, il primo ministro Aziz Akhannouch ha rassicurato i cittadini che “non ci sarà alcun aumento dei prezzi del gas butano e dell’elettricità”, dopo la prima riunione del comitato ministeriale incaricato di monitorare l’impatto delle tensioni geopolitiche in Medio Oriente sull’economia marocchina. In un’intervista televisiva, Akhannouch ha spiegato che dall’inizio del conflitto in Iran, il 28 febbraio scorso, “il prezzo del gas sui mercati internazionali è aumentato del 68 per cento”. Nonostante ciò, “il prezzo della bombola di gas resterà invariato in Marocco”, ha ribadito il premier, indicando che il governo di Rabat sta “seguendo attentamente l’andamento dei prodotti agricoli, senza tuttavia annunciare al momento misure specifiche”. In vista della Festa dei lavoratori del primo maggio, i sindacati impegnati nel dialogo sociale di aprile intensificano le rivendicazioni, con la Confederazione democratica del lavoro che chiede un aumento generalizzato di salari e pensioni per far fronte al caro vita.
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