Meloni in Parlamento: “No a elezioni anticipate”. Schlein: “Ci sfidate, ma avete già perso”. Conte: “Premier complice di un genocidio” – La diretta

Aprile 10, 2026 - 05:30
 0
Meloni in Parlamento: “No a elezioni anticipate”. Schlein: “Ci sfidate, ma avete già perso”. Conte: “Premier complice di un genocidio” – La diretta

È il giorno dell’informativa di Giorgia Meloni in Parlamento. Dopo l’intervento tenuto martedì dal ministro della Difesa Guido Crosetto sull’uso della basi militari Usa in Italia, la premier si presenta in Aula per riferire sui principali temi sul tavolo, dalla guerra in Iran alla crisi energetica, passando per il caso Piantedosi.

La presidente del Consiglio ha iniziato il suo intervento partendo dall’esito del referendum sulla magistratura, il cui esito, ha affermato, “è chiaro, ma la riforma della giustizia rimane una necessità“. Meloni ha anche aggiunto che il risultato del voto non comporta “né una ripartenza né un rimpasto. No a elezioni anticipate, governo avanti fino alla fine“.

Alla fine del discorso della premier, è arrivato il tweet del leader di Italia Viva, Matteo Renzi, che su X ha commentato: “Primo comizio della campagna 2027”.

L'informativa di Meloni in Parlamento – La diretta
Inizio diretta: 09/04/26 09:00
Fine diretta: 09/04/26 17:30
Ronzulli (FI): "Doppio registro sinistra su politica estera"

“La politica estera non si costruisce sulla base delle simpatie personali, ma nell’interesse dell’Italia, che è quello di restare saldamente ancorati all’alleanza con gli Stati Uniti. Siamo capaci di dire ai nostri alleati quando non siamo d’accordo con loro, anche di dissociarci con forza quando viene messo in discussione il nostro interesse nazionale. Ma non mettiamo mai in discussione il campo in cui vogliamo stare, che è quello dell’Occidente e della libertà. A sinistra, invece, in troppi continuano a usare un doppio peso, un doppio registro: durissimi con gli alleati occidentali, indulgenti e ambigui con i regimi sanguinari. Ma la politica estera non è un esercizio di convenienza, non si gioca su due tavoli: o si sta da una parte, con chiarezza e con coraggio, oppure si resta nel mezzo a galleggiare. E nel mondo di oggi galleggiare non è un’opzione, perché chi galleggia è irrilevante e alla fine annega”. Lo ha detto la senatrice di Forza Italia e vice presidente del Senato, Licia Ronzulli, intervenendo in Aula dopo l’informativa della premier Giorgia Meloni.

Boccia: "Meloni trasforma Palazzo Chigi in fortino, non si guida così l'Italia"

“C’è un momento in cui la realtà diventa più forte della propaganda. Quel momento è oggi: Giorgia Meloni ha trasformato Palazzo Chigi in un fortino. Mentre il governo continua a raccontare un Paese che non esiste, gli italiani fanno i conti con uno che conoscono fin troppo bene: prezzi che salgono, salari che non bastano, crescita che non arriva. E quando la distanza tra il racconto e la vita reale diventa così grande, non siamo più davanti a un errore politico: siamo davanti a un fallimento. La Presidente del Consiglio aveva l’occasione di dire la verità al Paese e di unire gli italiani davanti a una crisi storica, e invece ha scelto di chiudersi nel proprio racconto, trasformando un momento che richiedeva responsabilità e visione in un comizio identitario, fatto di orgoglio ferito, autocelebrazione e rimozione della realtà: non una leader che guida una nazione, ma una capo fazione già in campagna elettorale”. Così il presidente dei senatori del Pd Francesco Boccia nel suo intervento in aula dopo l’informativa di Giorgia Meloni.

Romeo (Lega): "Solo insulti da opposizione nervosa, elezioni nel 2027"

“Qualcuno spieghi” al centrosinistra “che le elezioni saranno nel 2027. Se iniziate adesso, rischiate troppo di arrivare con il fiuto corto”. Così il capogruppo della Lega al Senato, Massimiliano Romeo, intervenendo a Palazzo Madama dopo l’informativa della presidente del Consiglio, Giorgia Meloni. “Ho sentito solo un coro di attacchi e insulti” dalle opposizioni, “non una solo proposta. Siete in difficoltà, siete nervosi, l’abbiamo capito, non c’è bisogno che ce lo ripetete in continuazione”, ha aggiunto.

“Per vincere le elezioni politiche bisogna proporre un programma alternativo, che voi” dell’opposizione “non avete. Sulla politica estera come vi sareste mossi? Avreste abbandonato la Nato o avreste invitato la Flotilla nello Stretto di Hormuz? Questo vogliono sapere gli italiani. Oppure avreste fatto come il presidente Conte che partecipa alle manifestazioni pro-Pal e attacca gli Usa ma poi va a pranzo con l’amico di Trump, quasi come per scusarsi, conscio che se non ha la simpatia degli Stati Uniti, col cavolo che può diventare presidente del Consiglio. Ma quanta ipocrisiaà”, ha sottolineato Romeo.

Renzi: "Esecutivo 'Vinavil' scade nel 2027, dopo ritocca a noi"

“Avete una possibilità di restare in piedi: fare dividere l’opposizione. Perché se l’opposizione resta unita, il ‘no’ che rimbomba è un ‘no’ che da qui al 2027 vi porterà a fare le valigie. Il governo ‘Vinavil’ ha una data di scadenza chiara e tra poco ritocca a noi”. Così il leader di Iv Matteo Renzi, intervenendo al Senato dopo l’informativa della premier Giorgia Meloni sull’azione del governo.

Renzi: "Ridiventati giustizialisti dopo il referendum, non ci fate la morale"

Meloni sul referendum “non ci ha messo la faccia, quella di Santanchè però, di Delmastro e di Bartolozzi”, che si sono dimessi. Così il leader di Iv Matteo Renzi, intervenendo al Senato dopo l’informativa della premier Giorgia Meloni. “Siete ridiventati giustizialisti appena sono usciti gli exit poll tanto è vero che avete fatto dimettere gli indagati – prosegue l’ex premier-. Non ci venga a fare a morale sul garantismo”. 

Renzi: "Quando cittadini dicono No, si va al Quirinale e ci si dimette"

“C’è stato un No grosso come una casa che cambia la storia politica di questa legislatura, come in altre vicende i no referendari hanno fatto in questi anni, se lo faccia dire da un esperto della materia. Il no rimbomba per i prossimi 14 mesi”. Così il leader di Iv Matteo Renzi, intervenendo al Senato dopo l’informativa della premier Giorgia Meloni sull’azione del governo. “Presidente lei ha avuto la sfiducia – aggiunge -. Quando i cittadini ti dicono no, non si fa il video con gli uccellini ma si va al Quirinale e ci si dimette”.

Misiani (Pd): "Bilancio di Meloni sconfortante, crescita ferma e più tasse"

“Le comunicazioni di oggi della Presidente del Consiglio in Parlamento non riescono a nascondere una realtà che i dati evidenziano con chiarezza: il bilancio economico e sociale del governo Meloni è profondamente deludente”. Così in una nota Antonio Misiani, responsabile Economia nella segreteria nazionale del Partito democratico. “Quando Giorgia Meloni si è insediata, nell’ottobre 2022, l’Italia cresceva al 4,8 per cento – sottolinea – e il nuovo governo aveva ereditato dai precedenti esecutivi 200 miliardi di risorse del PNRR da investire. Tre anni e mezzo dopo, la crescita si è arenata allo 0,5 per cento nel 2025, un dato nettamente inferiore alla media della zona euro, e questo nonostante l’apporto tutt’altro che trascurabile degli investimenti del Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza. Senza il PNRR, il quadro sarebbe ancora più cupo. La manifattura italiana – prosegue l’esponente dem – ha pagato il prezzo più alto: la produzione industriale è calata per tre anni consecutivi, e settori cruciali come l’automotive hanno subito una crisi devastante, come dimostrano i dati della produzione di Stellantis, crollata del 45 per cento in tre anni. Una debacle industriale senza precedenti nel dopoguerra, di fronte alla quale il governo ha risposto con ritardo, improvvisazione e misure del tutto insufficienti. Sul fronte fiscale – aggiunge Misiani – la cosiddetta riforma “epocale” ha prodotto l’effetto opposto a quello promesso: la pressione fiscale è passata dal 41,7 per cento del PIL nel 2022 al 43,1 per cento nel 2025, il livello più alto da undici anni. I cittadini e le imprese italiane pagano oggi più tasse di prima. Altro che riduzione del carico tributario. Sul versante della spesa pubblica, il governo ha scelto l’austerità, scaricandone il costo sui servizi fondamentali: in rapporto al PIL sono stati ridotti gli stanziamenti per sanità, istruzione, università, ricerca e innovazione, politiche industriali, casa e assetto urbanistico. Scelte che ipotecano il futuro del Paese. Sì, l’occupazione è cresciuta, e questo va riconosciuto. Ma in un contesto di stagnazione economica, quella crescita occupazionale si è tradotta in un sensibile calo della produttività del lavoro, con salari reali ancora al di sotto dei livelli di cinque anni fa. Non è questo il modello di sviluppo di cui l’Italia ha bisogno”, evidenzia il senatore dem. “Meloni aveva costruito la propria narrazione sull’idea che ‘i conti sono in ordine’ e che ‘l’Italia sta meglio del resto d’Europa’. Quella narrazione sta crollando sotto il peso dei fatti. La ‘stabilità’ tanto decantata si è tradotta in zero riforme strutturali, produzione industriale in calo ininterrotto e un Paese che cresce meno della metà dei suoi partner europei. Questa è la condizione reale dell’Italia dopo tre anni e mezzo di governo della destra. Gli italiani – conclude Misiani – avrebbero meritato risposte serie. Da Giorgia Meloni, oggi, hanno avuto l’ennesimo comizio elettorale”.

Meloni: "Non vedo questione settentrionale e meridionale, ma nazionale"

“Io non vedo le cose nel senso secondo cui esiste una questione meridionale e una questione settentrionale. Esiste una questione nazionale e, se noi non allineiamo questa nazione e le consentiamo di correre alla stessa velocità, il prezzo lo pagheranno tutti”. Così la presidente del Consiglio, Giorgia Meloni, nell’informativa sull’azione del governo in corso al Senato.

Meloni: "Ringrazio chi dall'opposizione non manca mai di fare proposte"

“Sarò felice di ascoltare le proposte che certamente le forze di maggioranza, ma anche quelle di opposizione, vorranno fare in quest’aula per aiutarci ad affrontare questa difficile congiuntura della storia. Ogni buona idea sarà vagliata senza pregiudizi e magari attuata, se ce ne saranno le condizioni. Se invece i partiti di opposizione – o alcuni partiti di opposizione, perché voglio anche ringraziare quelli che non mancano mai di fare delle proposta – vorranno usare il tempo a loro disposizione per inveire contro chi sta governando durante la tempesta, ce ne faremo una ragione”. Così la presidente del Consiglio, Giorgia Meloni, nell’informativa sull’azione del governo in corso al Senato.

Maraio (Avanti Psi): "Meloni ai titoli di coda, fine di una stagione"

“Giorgia Meloni è ai titoli di coda”. Così Enzo Maraio, segretario nazionale di Avanti Psi sull’intervento in Aula della premier. “Tanti annunci, molta propaganda, ma incapacità di incidere davvero sulla politica estera. E alla fine – spiega – contano i fatti, non le parole. Non possiamo contare su una linea chiara e credibile fuori dai confini. Sul piano interno, la sicurezza non migliora e la pressione fiscale resta ai massimi livelli e penalizza famiglie ed imprese. Il Paese ha bisogno di risultati concreti, non di narrazioni. Ormai è chiaro, finita una stagione”, conclude.

Magi (+Europa): "Siamo in crisi irreversibile e Meloni avvia la campagna elettorale"
magi cannabis light

“Il governo è entrato in una crisi irreversibile: ce lo dimostra l’intervento da avvio di campagna elettorale di questa mattina di Giorgia Meloni. Ma un anno di campagna elettorale, perché il governo ha esaurito la spinta politica, questo paese non può permetterselo: non farà del bene al paese e questa è un’altra cosa di cui Meloni si assume la responsabilità”. Lo ha detto nell’aula di Montecitorio il segretario di +Europa, Riccardo Magi. “Noi ci saremmo aspettati questa mattina un mea culpa per il ‘non condanno né condivido’ che aveva espresso in merito alle scelerate guerre di Trump e Netanyahu; ci saremmo aspettati un passo indietro dopo la bocciatura del referendum sulla giustizia in cui la destra è riuscita nel capolavoro di trasformare una battaglia garantista in una campagna giustizialista, e il risultato che avete raccolto è il frutto anche di questo cortocircuito oltre che del no a tutta l’azione del suo governo espresso da milioni di italiani; ci saremmo aspettati – ha proseguito Magi – le scuse per non aver potuto porre un freno all’aumento dei prezzi causati dalla dall’iniziativa del presidente americano; ci saremmo aspettati una strategia energetica che ci affranchi dai combustibili fossili; ci aspettavamo forse troppo, ma questa mattina veramente ogni aspettativa anche le più basse sono state tradite: Meloni ha fatto un discorso da gioco delle tre carte intriso di vittimismo in cui ha confermato che andrà avanti su questa strada”. “Dopo la sconfitta del referendum – ha continuato il segretario di +Europa – Meloni ha fatto saltare qualche testa. Potrà anche costringere alle dimissioni tutti ma il problema non sono i suoi ministri ma problema è la stessa presidente Meloni, le sue idee e le sue convinzioni. Doveva essere il ponte tra l’Italia e l’Europa e Trump e ha preferito poi il presidente degli Stati Uniti, che ha bombardato quel ponte con i dazi e con gli attacchi unilaterali. Il re è nudo la politica estera del governo è nuda e chi le chiede di fare la scelta, non si rende conto che Meloni la scelta già l’ha fatta. Ha scelto Orban, ha scelto di strizzare l’occhio alle autocrazie ed è la scelta sbagliata che condanna e danneggia gli interessi degli italiani”.

Boldrini: "Meloni accusa di nervosismo le opposizioni, ma il livore è tutto suo"
Laura Boldrini davanti ai microfoni della stampa (Foto Cecilia Fabiano/LaPresse)

“Oggi alla Camera Giorgia Meloni ha tentato un discorso da fiducia, senza chiedere la fiducia. Il suo è un libro dei sogni di una realtà che non esiste. Ignora le difficoltà reali delle italiane e degli italiani che non riescono più a fare la spesa perché i salari sono impoveriti, che non riescono a curarsi perché la sanità pubblica è allo sfascio, che non riescono neanche più a fare benzina perché il prezzo del carburante è alle stelle e i provvedimenti del governo sono meno di un pannicello caldo. Ignora, Meloni, il messaggio chiaro e forte dei 15 milioni di no al referendum che le diceva anche di smetterla di essere vassalla di Trump e Netanyahu da cui, neanche questa volta, neanche davanti al disastro globale che viviamo, prende le distanze con nettezza e determinazione. Ha accusato di nervosismo le opposizioni, ma il suo è stato un intervento pieno di livore e rabbia verso chi non sta con lei. Come ha detto la segretaria Schlein, toccherà a noi risolvere i problemi delle italiane e degli italiani. Lo faremo nella prossima legislatura”. Lo dichiara Laura Boldrini, deputata Pd e presidente del Comitato permanente della Camera sui diritti umani nel mondo

Patuanelli (M5S): "Da Meloni un comizio senza risposte"

“Pensavo di assistere a un intervento di responsabilità, a una presa d’atto del fallimento della diplomazia internazionale, a parole chiare per rispondere alle paure reali dei cittadini. Caro vita; caro alimentari; caro benzina; una recessione che bussa alla porta. Quattro anni di crescita zero. E invece no. Abbiamo assistito al primo comizio della campagna elettorale della destra. Mentre il Paese arranca, loro fanno propaganda. Mentre famiglie e imprese faticano, loro recitano slogan. Come siamo messi ragazzi…”. Lo scrive sui social il vicepresidente M5S, Stefano Patuanelli.

Meloni all'opposizione: "Alla Camera solo insulti, ma nessuna proposta reale"

“Alla Camera ho ascoltato molto improperi, insulti, accuse, tante demagogia, quasi nessuna proposta reale in una delle fasi più difficili che l’Italia sta affrontando, salvo quella che riguarda il tema dei congedi parentali, sulla quale peraltro non ci si dice dove si prendono le risorse”. Così la presidente del Consiglio, Giorgia Meloni, nell’informativa sull’azione del governo in corso al Senato.

Meloni: "L'opposizione non è unita nemmeno sulla richiesta di dimissioni"

Giorgia Meloni comincia il suo intervento all’Aula del Senato. “Ho scoperto alla Camera durante il dibattito che c’è anche un partito di opposizione che invece invoca le dimissioni del governo, quindi prendo atto che neanche su questo l’opposizione è unita”, ha esordito la presidente del Consigli.

Boschi (Iv): "Meloni scappa e ci mette la faccia di Santanchè"

“La sconfitta referendaria rovescia il racconto di questi anni. Giorgia Meloni non è più la ‘figlia del popolo’, ma la figlia del palazzo. Di fronte a un no chiaro degli italiani, ci saremmo aspettati serietà e un cambio di passo, invece avete fatto un rimpastino”. Così la presidente dei deputati di Italia Viva intervenendo in aula dopo l’informativa di Meloni. “Sul garantismo basta prendere in giro gli italiani – sottolinea – lo avete indossato come una maschera in campagna referendaria e l’avete tolto il giorno dopo. Dice che non scappa, ma per averla in Aula ci sono voluti venti giorni e un video nel giardino di casa. La verità è che scappa, eccome. E quando dice che ci ha messo la faccia, sì, una faccia ce l’ha messa, ma non la sua, quella della ministra Santanchè”. “Noi chiediamo serietà e un’assunzione di responsabilità, invece abbiamo ascoltato il solito elenco di ‘vorrei ma non posso’, come se fosse il primo giorno di Governo. Restano quindici mesi: li usi per fare finalmente le riforme su lavoro, costo della vita e imprese. Perché se questa stabilità non cambia il Paese, non serve a nulla  Lei ci sfida? Raccogliamo la sfida, anche in Europa. Domenica con chi sta in Ungheria, con Orban o con l’Europa? Basta con la propaganda e gli spot. Ha chiuso la campagna referendaria per iniziare la campagna elettorale perché a lei non interessa dove saranno gli italiani tra un anno ma dove sarà lei”, conclude.

Zangrillo: "In parole di Meloni coerenza e determinazione a continuare"

“È la fotografia di quanto il Governo ha fatto in tre anni e mezzo di lavoro, degli impegni mantenuti, della capacità di rispondere alle esigenze contingenti, senza mai perdere una visione che guarda al futuro, al Paese che verrà e agli obiettivi da raggiungere. Questo è quel senso profondo di responsabilità che ha animato l’intervento alla Camera del Presidente del Consiglio Giorgia Meloni. Un ragionamento che ha ribadito il nostro reale impegno, la capacità di restare concentrati su ciò che c’è da fare per affrontare una congiuntura di straordinaria complessità. Alle strumentalizzazioni, alla macchina del fango, il Governo ha risposto e risponderà ancóra con i fatti, con concrete risposte ai reali bisogni delle italiane e degli italiani”. Così il ministro della Pubblica amministrazione Paolo Zangrillo, che ha poi concluso: “Nelle parole del Presidente ritroviamo coerenza e determinazione nel rispettare con costanza il chiaro mandato che ci è stato affidato dagli elettori. Ed è proprio quel mandato che continua e continuerà a ispirare l’intera maggioranza in un’azione di Governo, portata avanti con impegno e spirito di servizio”.

Braga (Pd): "Fallimento sicurezza, Meloni scarica Piantedosi"

“Le parole di Giorgia Meloni oggi in Aula certificano un dato politico ormai evidente: il fallimento delle politiche sulla sicurezza del Governo. Un fallimento che ha un nome e un cognome: Matteo Piantedosi. La presidente del Consiglio dicendosi insoddisfatta delle politiche per la sicurezza ha di fatto preso le distanze dal ministro dell’Interno, scaricandone le responsabilità senza però assumersi fino in fondo quelle dell’Esecutivo che guida. Un tentativo tardivo e poco credibile. Resta grave e inaccettabile il silenzio del ministro su questioni che non attengono alla sfera privata, ma riguardano la trasparenza e l’indipendenza dell’azione pubblica. I rapporti che possono aver inciso, o incidere, sull’esercizio delle sue funzioni devono essere chiariti senza ambiguità”. Così in una nota Chiara Braga, capogruppo Pd alla Camera dei deputati.

Il Pd a Meloni: "Basta ipocrisia, si proceda con audizioni di Delmastro"

“Presidente Meloni, nel suo discorso di stamattina, insieme ai consueti autoattestati di impegno antimafia, impegno sconfessato dagli atti del suo Governo, lei ha fatto anche appelli impropri alla commissione Antimafia, pensando di tirare dentro tutti. Oltre che ipocrita, è anche inutile: le audizioni su Delmastro e la vicenda del clan Senese (come su Hydra e le sue connessioni tra criminalità e politica), le abbiamo già chieste noi e con noi gli altri gruppi di opposizione. E siamo noi che ora sollecitiamo la massima solerzia nel fissarle e fare chiarezza”. Così i componenti Pd della Commissione Antimafia Verini, Serracchiani, Rando, Provenzano, Ghio, Barbagallo, Mirabelli, Valente.

Mollicone (FdI): "L'informativa di Meloni conferma coerenza e serietà"

“Le parole della presidente Giorgia Meloni oggi in Aula non solo rivendicano tre anni e mezzo di risultati concreti, ma tracciano la rotta per il futuro dell’Italia, basata sulla responsabilità e sulla visione a lungo termine, lontano dalle facili scorciatoie del passato”. Così in una nota il deputato di Fratelli d’Italia, Federico Mollicone, commentando l’informativa urgente del Presidente del Consiglio. “Il Governo Meloni ha scelto la strada più difficile ma più giusta: non foraggiare il consenso con bonus e sussidi sterili, ma investire sul lavoro. I dati Istat sono una sentenza contro le bugie della sinistra: oltre 1,2 milioni di posti di lavoro stabili in più, un crollo della precarietà con 550 mila contratti a termine in meno, portando anche il lavoro femminile a superare la soglia storica dei 10 milioni di occupate”. Il presidente Mollicone ha, quindi, concluso: “Dalla politica estera, con il successo del Piano Mattei che ha abbattuto gli sbarchi e ridotto le tragedie in mare, alla lotta alla mafia condotta con i fatti e non con i selfie, questo Governo si distingue per coerenza e serietà. Non accettiamo lezioni da chi ha costruito carriere su ambiguità e percentuali. Continueremo a rispondere agli attacchi con il sorriso di chi sta cambiando l’Italia”.

Meloni arrivata al Senato per l'informativa sull'azione dell'esecutivo

La presidente del Consiglio, Giorgia Meloni, è arrivata al Senato per l’informativa sull’azione del governo. Al suo arrivo la premier è stata accolta dal presidente di Palazzo Madama, Ignazio La Russa.

Conte: "Meloni chiarisca le presunte infiltrazioni in FdI"

“Il problema è che” Giorgia Meloni “deve chiarire i rapporti e le presunte infiltrazioni in FdI. Quindi non solo il caso Delmastro, c’è l’inchiesta a Milano, ‘Hydra’, da cui filtrano alcune notizie. Lei non può continuare a rispondere ‘sono entrata in politica quando c’è stato il delitto Borsellino’. Non è sufficiente se sei responsabile di un partito. Non sei solo presidente del Consiglio, sei leader di un partito”. “Il caso Delmastro e alcune notizie che leggo come voi ci dicono che c’è un problema di presunte infiltrazioni che va chiarito, se sei leader di partito”. Così il leader M5S Giuseppe Conte rispondendo ai cronisti in Transatlantico.

Conte: "Meloni in modalità rimozione, abbiamo davanti mesi inutili"

Giorgia Meloni è “in modalità rimozione. Di chi addirittura rimane così legata testardamente ai suoi errori e al suo racconto che non riesce più a ricollegarsi con la realtà. Non c’è possibilità di nessun recupero, perché se non parti dal presupposto che tu puoi fare un bagno di umiltà nel principio di realtà, e non lo fai, ti precludi ogni possibilità. Continuerà con la propaganda, col metterci la faccia, a raccontare che siamo il Paese dei record. Il che è preoccupante perché ha dichiarato che non prendono atto della sberla politica che hanno avuto al referendum, la prospettiva di continuare con questa modalità e ragionevolmente avremo dei mesi assolutamente inutili con un peggioramento complessivo”. Così il leader M5S Giuseppe Conte rispondendo ai cronisti in Transatlantico.

Conte: "Meloni 'sceglie' Schlein? Non decide lei nel nostro campo"

Giorgia Meloni si è rivolta per due volte a Elly Schlein nel corso del suo intervento alla Camera, la premier vuole giocare un ruolo nelle primarie di centrosinistra? “Qualsiasi decisione prenderemo, non sarà certo Meloni che deciderà nel nostro campo chi, quando e come sceglieremo il leader del campo progressista. Se voi imputate alla premier questa intenzione, si può rassegnare Meloni perché non sarà lei che sceglierà chi da questo lato dovrà interpretare e attuare il programma” progressista. Così il leader del M5S Giuseppe Conte rispondendo ai cronisti in Transatlantico.

Conte: "Italia non può dissanguarsi per aderire a Maga"

“Trump e gli USA ovunque si muovono tutelano i loro interessi economici e commerciali. La formula Make America Great Again non può essere sottoscritta dagli alleati più piccoli come l’Italia, io non posso dare il sangue al mio alleato to Make America Great Again”. Così il leader M5S, Giuseppe Conte, in un’intervista a Bloomberg. “Quindi è chiaro che un approccio multipolare è fondamentale, pur nel quadro di un’alleanza che in questo momento sta attraversando una fase completamente critica, che io non voglio buttare a mare”, ha spiegato Conte, sottolineando: “Nessuno può chiedere che i miei interessi siano rimessi nelle condizioni e nei ricatti del mio alleato maggiore che mi fa la guerra commerciale”.

Schlein: "Da Meloni nessun rilancio, ma solito repertorio"

“Ha fatto un comizio referendario postumo, rilanciando una sfida che ha già perso perché sulla Costituzione gli italiani hanno detto una parola chiara. Uno si poteva aspettare un rilancio su qualche teme, invece abbiamo ascoltato il solito repertorio”. Così la leader Pd Elly Schlein intercettata dai cronisti in Transatlantico.

Foti: "Linea di Meloni chiara, avanti fino a fine legislatura"

“Giorgia Meloni ha tracciato con chiarezza e determinazione la linea: il governo andrà avanti fino alla fine della legislatura con coraggio, responsabilità e visione, affrontando a testa alta una fase internazionale complessa e segnata da forti tensioni geopolitiche. Di fronte a questa coerenza, appare evidente l’atteggiamento di un’opposizione sempre più distante dagli interessi reali della Nazione, che sceglie sistematicamente di remare contro l’Italia e contro gli italiani, alimentando polemiche strumentali utili solo alla propria propaganda. Il governo prosegue senza sosta per garantire stabilità, consolidando il ruolo dell’Italia nello scenario internazionale e difendendo il suo posizionamento atlantista e occidentale. È grazie al presidente Meloni se oggi l’Italia è tornata protagonista, rispettata e ascoltata in Europa e nei principali contesti globali. Continueremo a lavorare con fermezza nel solco tracciato in questi anni: priorità a famiglie e imprese, sostegno alla crescita, difesa del potere d’acquisto e valorizzazione del sistema produttivo nazionale. Il governo va avanti compatto e coerente. La missione è una sola: difendere e rafforzare l’Italia, dentro e fuori dai propri confini. E su questa strada proseguiremo, con serietà e determinazione”. Così il ministro per gli Affari Europei, Tommaso Foti, commenta l’informativa sull’azione del governo della presidente del Consiglio Giorgia Meloni alla Camera.

Bonelli: "Meloni molto nervosa, non ha detto nulla contro le bombe di Netanyahu sui civili"

“Signora presidente del Consiglio, la vedo molto nervosa. Lei non è riuscita ad esercitare una funzione di critica, anche di condanna, a dire una parola rispetto a quello che sta accadendo. Netanyahu ha bombardato ieri civili come se niente fosse, ma voi che dite? Avete il coraggio di prendere provvedimenti? Per noi quello è uno Stato terrorista, abbiate il coraggio di difendere la storia della politica estera di questo Paese”. Lo ha detto Angelo Bonelli, deputato e co-leader di Avs, intervenendo alla Camera dopo l’informativa della premier Giorgia Meloni sull’azione del governo.

Bignami (FdI): "Da Schlein dati falsi, menzogne spacciate per verità"

“Giorgia Meloni oggi con il suo discorso alla Camera dei deputati ha confermato la sua levatura da statista di respiro internazionale. Un intervento di visione e di prospettiva dove non c’è stato spazio per la retorica e gli slogan buoni per la campagna elettorale. Quelli che invece hanno caratterizzato l’intervento della segretaria del Pd, Elly Schlein, che è rimasta imprigionata in una logica da partito di opposizione. E lo confermano i dati palesemente falsi che ha citato: dalla riduzione del potere d’acquisto all’aumento dei reati, dalla riduzione dei salari all’aumento dell’inflazione. Tutto falso. E sarebbe bastato leggere i dati dell’Istat per rendersi conto di menzogne spacciate per verità e che con il governo Meloni, con le sue politiche, con le scelte coraggiose di Fratelli d’Italia, la nostra Nazione sta meglio rispetto a quando erano il Pd e il M5S a governare”. Lo dichiara il capogruppo di Fratelli d’Italia alla Camera dei deputati, Galeazzo Bignami.

Stefania Craxi (FI): "Da Meloni orizzonte chiaro, avanti con responsabilità"

“L’intervento in Aula del presidente del Consiglio Giorgia Meloni ha delineato un orizzonte di legislatura chiaro e di ampio respiro, poggiato su obiettivi chiari e concreti. In un momento storico caratterizzato da profonde incertezze e da scenari internazionali complessi, l’Italia ha più che mai bisogno di stabilità politica e istituzionale per affrontare con efficacia le sfide presenti e future. Il governo e l’intera maggioranza di centrodestra continueranno a garantire questa stabilità, guidando il Paese con serietà e responsabilità. In questo quadro, resta centrale il sostegno all’economia reale, affiancato dal rafforzamento di un’agenda sociale attenta e inclusiva, capace di non lasciare indietro nessuno. Temi che costituiscono da sempre le coordinate dell’impegno politico di Forza Italia e che continueranno a orientare la nostra azione. Lavoreremo, come sempre, per dare il nostro contributo all’esecutivo e per garantire risposte serie e concrete alle famiglie e alle imprese del nostro Paese”. Lo dichiara la presidente dei senatori di Forza Italia, Stefania Craxi.

Bonelli a Meloni: "Il suo discorso apre la campagna elettorale, nulla in 4 anni"
Roma, Camera dei Deputati voto sul rinnovo del consigli di amministrazione Rai

“E’ stato il discorso del suo declino. Lei ha detto oggi che non si dimette ma qui nel Parlamento ha fatto il discorso di apertura della sua campagna elettorale sfidando le opposizioni. Noi abbiamo fatto tante proposte, la sua maggioranza e lei ce le ha bocciate tutte quante. Dopo quattro anni, signora presidente, ci faccia la cortesia di non dire agli italiani che cosa farà e in quattro anni non ha fatto assolutamente nulla, se non raccontare tante bugie, a partire dai dati economici di cui si vanta”. Lo ha detto Angelo Bonelli, deputato e co-leader di Avs, intervenendo alla Camera dopo l’informativa della premier Giorgia Meloni sull’azione del governo.

Barelli (FI): "Il governo ha dimostrato solidità in un contesto internazionale complesso"

“Il governo di centrodestra” ha “dimostrato costantemente solidità e un tracciato chiaro in un contesto internazionale tra i più complessi degli ultimi decenni. Viviamo un tempo in cui l’agenda internazionale è segnata da un’imprevedibilità costante e con un’impressionante successione di crisi”. Lo ha detto il capogruppo di Forza Italia alla Camera, Paolo Barelli, dopo l’informativa urgente della premier Giorgia Meloni sull’azione del governo. “La stabilità politica interna non è un valore accessorio, ma una condizione imprescindibile per garantire credibilità e autorevolezza al nostro Paese”, ha aggiunto.

Donzelli (FdI): "Chi si aspettava Meloni all'angolo è rimasto deluso"

“Chi pensava di trovare una Giorgia Meloni rinunciataria, in difficoltà e all’angolo, è rimasto deluso. Oggi abbiamo visto con quale determinazione andremo avanti”. Così il responsabile organizzazione di FdI Giovanni Donzelli, intervenendo alla Camera dopo l’informativa della premier Giorgia Meloni.

Conte a Meloni: "Pronti a sfida progressista, la manderemo a casa"

“La smetta con le menzogne e con la propaganda, noi siamo pronti per la sfida progressista, abbiamo lavorato e la manderemo a casa. Con gli italiani”. Così il leader M5S Giuseppe Conte, intervenendo nell’aula della Camera dopo l’informativa della premier Giorgia Meloni. “La faccia ce la mette, la faccia tosta non le manca. Ci ha sfidato, ma se ci vuole sfidare noi abbiamo presentato tante proposte concrete”, ha aggiunto.

Conte a Meloni sull'Iran: "Complice di un genocidio e della distruzione del diritto internazionale"

“Lei ancora oggi è completamente confusa, fa la critica a Sanchez. Ma qui non si tratta di scegliere tra Sanchez e Orban, deve scegliere la Costituzione. Nessuno osa contraddire il Capo ed è ancora più grave quando a non contraddire il Capo è la leader del G7. Se rimane silente e complice di fronte a Netanyahu, lei incoraggia un genocidio. Se di fronte a Trump dice ‘non condivido e non condanno’ lei contribuisce a distruggere il diritto internazionale”. Così il leader M5S Giuseppe Conte, intervenendo nell’aula della Camera dopo l’informativa della premier Giorgia Meloni.

Calenda: "Da Meloni relazione debole e rivendicativa"

“Una relazione debole e rivendicativa di Giorgia Meloni. Il problema non è aver perso il referendum ma continuare a non prendere atto della scelta di fondo che l’Italia deve fare, costruendo l’Europa e riconoscendo la realtà dell’abbandono da parte di Trump della cultura democratica liberale. Manca la gravitas che la situazione drammatica richiederebbe, parlando a tutto il paese e non ad una parte e a una fazione. Non è tempo di guelfi e ghibellini. Quando destra e sinistra lo capiranno sarà già troppo tardi”. Lo afferma il leader di Azione, Carlo Calenda.

Conte a Meloni: "Sveglia del referendum non ha suonato, Italia in braghe tela"
Camera dei Deputati esamina la sospensiva sulla proposta di legge su salario minimo

Dopo Elly Schlein prende la parola il presidente del Movimento 5 Stelle, Giuseppe Conte. “Lei racconta una realtà mitologica, credo che la sveglia referendaria non abbia suonato a palazzo Chigi. Dice ancora, ‘faremo, diremo’. Lei ha un grande futuro alle spalle. Due numeretti: 4 anni, zero riforme. Continua a dire che ci metterà la faccia ma l’Italia si trova in braghe di tela”, ha detto Conte.

Schlein a Meloni: "Volete riscrivere la storia e non raccontare quella di Regeni"

“L’art. 9 della Costituzione promuove la cultura e la ricerca. Mentre voi l’avete resa, come la Rai, terreno di caccia di poltrone dove piazzare gli amici più fedeli, dove far prevalere la voglia di riscrivere la storia anziché sostenere chi racconta la storia di Giulio Regeni ucciso e torturato in Egitto, paese che voi considerate sicuro”. Così la segretaria del Pd Elly Schlein, intervenendo nell’aula della Camera dopo l’informativa della premier Giorgia Meloni.

Schlein a Meloni: "Avevate numeri per fare tutto ma fatto niente"

“Milioni di italiani in questo momento stanno scegliendo se tardare il pagamento dell’affitto o delle bollette, se possono permettersi una visita medica nel privato o se rinunciare a curarsi, se accettare uno stage gratuito o partire all’estero. Questo è il bilancio economico e sociale di quattro anni del suo governo. Che incredibile occasione di cambiare il paese ha sprecato, presidente Meloni. Avevate i numeri qui dentro per fare tutto, e non avete fatto niente che cambiasse la vita degli italiani”. Così la segretaria del Pd Elly Schlein, intervenendo nell’aula della Camera dopo l’informativa della premier Giorgia Meloni. “Toccherà a noi – ha aggiunto – e approveremo subito un salario minimo per quei 4 mln di lavoratrici e lavoratori che sono poveri anche se hanno un lavoro. Ci occuperemo di combattere caporalato e sfruttamento, di abolire gli stage gratuiti, di contrastare il part time forzato, ci occuperemo del welfare per il lavoro autonomo. Toccherà a noi rimediare ai vostri tagli, al tetto alle assunzioni che non avete tolto, toccherà a noi costruire la sanità del futuro che è quella di territorio, che avvicina la cura alle case delle persone. Toccherà a noi investire sulla salute mentale come chiedono i ragazzi nelle scuole”, ha concluso.

Schlein a Meloni: "Non riuscite a dire a Trump e Netanyahu che devono fermarsi"

“Due giorni fa il presidente Trump ha minacciato di morte un’intera civiltà. E’ lo stesso uomo per cui lei ha proposto il Nobel per la Pace. Ma quale Nobel per la Pace? Nessuno vuole rinunciare alla relazione con gli Stati Uniti, ma ci si sta a testa alta, dicendosi che si sbaglia, dicendo a lui come a Netanyahu che si devono fermare. Ieri hanno continuato a bombardare il Libano, come non ci fosse stata una tregua, hanno colpito anche un mezzo italiano e voi non riuscite a dire chiaramente ‘Vi dovete fermare’. Non denunciamo solo la vostra subalternità a Trump ma anche il fatto che non riuscite a scegliere l’Europa “. Così la segretaria del Pd Elly Schlein, intervenendo nell’aula della Camera dopo l’informativa della premier Giorgia Meloni.

Meloni: "Introdurremo la figura dell'ausiliario di carabinieri e polizia"

“Personalmente non sono soddisfatta dei risultati sulla sicurezza. Perché la sicurezza è il primo dovere dello Stato, e noi dobbiamo riuscire a incidere con maggiore efficacia nella vita quotidiana dei cittadini e nella loro percezione di sicurezza. Per questo intendiamo, ad esempio, incrementare ulteriormente la presenza di forze dell’ordine sul territorio, continuando a riorganizzare l’attività amministrativa per avere più personale in strada. E stiamo lavorando per introdurre la figura dell’ausiliario dei Carabinieri e delle Forze di polizia, assumendo 10 mila unità di volontari in ferma prefissata per fare attività di sicurezza e controllo del territorio”. Così la presidente del Consiglio, Giorgia Meloni, nell’informativa alla Camera sull’azione del governo.

Schlein a Meloni: "Costruiremo l'alternativa con gli alleati e in mezzo alle persone"

“Non si preoccupi, presidente Meloni, toccherà a noi costruire l’alternativa con gli alleati e in mezzo alle persone. Toccherà a noi attuare fino in fondo la Costituzione che avete provato a stravolgere”. Così la segretaria del Pd Elly Schlein, intervenendo nell’aula della Camera dopo l’informativa della premier Giorgia Meloni.

Schlein: "Se Meloni non è troppo impegnata con gli scandali, c'è il Paese reale"

“Se non è troppo impegnata con gli scandali dei suoi ministri, vi mando una cartolina dal paese reale, quello in cui negli ultimi 4 anni gli stipendi reali si sono abbassati di 9 punti percentuali”. Così la segretaria del Pd Elly Schlein, intervenendo nell’aula della Camera dopo l’informativa della premier Giorgia Meloni.

Renzi: "Da Meloni primo comizio della campagna 2027, provoca l'opposizione"
Matteo Renzi ospite nella trasmissione Porta a Porta

“Meloni ha fatto in Parlamento il primo comizio della campagna 2027. La premier non governa il Paese (e si vede dai risultati), ma si diverte a provocare l’opposizione. È una sfida che va raccolta a viso aperto. Le rispondo alle 14.15 dal Senato in diretta televisiva e sui social”. Lo scrive sui social il leader di Iv Matteo Renzi.

Schlein a Meloni: "Fate in fretta a sostenere Molise, Abruzzo e Puglia"

“Fate in fretta a sostenere il Molise, l’Abruzzo, la Puglia. Non dimenticate la Sicilia. Toccherà a noi fare un grande piano contro il dissesto”. Così la segretaria del Pd Elly Schlein, intervenendo nell’aula della Camera dopo l’informativa della premier Giorgia Meloni.

Schlein: "Sconti saranno mangiati dagli aumenti, è presa in giro"

“Quei pochi centesimi di sconto che avete dato, se la tregua non diventa pace, se li mangeranno gli aumenti dei carburanti di questi giorni. Chi volete prendere in giro?”. Così la segretaria del Pd Elly Schlein, intervenendo nell’aula della Camera dopo l’informativa della premier Giorgia Meloni.

Schlein a Meloni: "Discorso di autoconvincimento; ci sfida, ma avete già perso"

Alla Camera dei deputati iniziano le repliche dopo l’informativa della presidente del Consiglio. Dopo l’intervento di Giovanni Donzelli, membro di FdI, prende la parola la segretaria del Partito democratico, Elly Schlein. “Presidente il suo è stato un discorso di autoconvincimento. Lei ci sfida, ma vi do una notizia, l’avete già persa quella sfida perché avete sfidato la Costituzione e avete perso. Volete tornare all’opposizione, vi accontenteremo”, ha affermato la segretaria dem.

Meloni: "Pronta ad ascoltare le idee dell'opposizione se non vorrà solo inveire"

“Sarò felice di ascoltare le proposte che certamente le forze di maggioranza, ma anche quelle di opposizione, vorranno fare in quest’aula per aiutarci ad affrontare questa difficile congiuntura della storia. Ogni buona idea sarà vagliata senza pregiudizi e magari attuata, se ce ne saranno le condizioni. Se invece i partiti di opposizione vorranno usare il tempo a loro disposizione per inveire contro chi sta governando durante la tempesta, ce ne faremo una ragione”. Così la presidente del Consiglio, Giorgia Meloni, nell’informativa alla Camera sull’azione del governo.“A chi ci guarda con scetticismo risponderemo con i fatti. A chi spera nel nostro fallimento, risponderemo con la determinazione – sottolinea la premier -. A chi getta fango, risponderemo con l’orgoglio di chi può ancora permettersi di guardare gli altri, tutti gli altri, negli occhi. E a chi, invece, crede in questa Nazione diciamo: ricordatevi che non siete soli. Il governo c’è, e farà la sua parte, ogni ora di ogni singolo giorno, fino all’ultimo. E quando quel giorno arriverà, se avremo agito così, non avremo alcuna ragione di temere il giudizio del popolo sovrano”.

Meloni: "No a misure roboanti come Rdc e Superbonus, non lascio conto da pagare"

“Come avete notato, non ho annunciato misure roboanti tipo ‘daremo a tutti uno stipendio senza lavorare’ o ‘potrete ristrutturare la vostra villa a spese dello Stato’. Avrò probabilmente deluso chi immaginava di rivedere lo stesso schema che abbiamo visto tante, troppe volte, in passato. Cioè, quello di governi che in vista delle elezioni davano vita a misure puramente demagogiche, e devastavano i conti pubblici nel tentativo disperato di raccogliere consenso facile, scaricando sui giovani il costo di bonus e privilegi. Ma il costume di quei politici che invitano tutti a bere al bar gratis, e lasciano ad altri il conto da pagare, non ci apparteneva ieri e non ci apparterrà domani. Per questo tipo di scelte bisogna rivolgersi ad altri. Noi scegliamo la serietà e non rinunciamo a convincere con risposte concrete e di lungo periodo, una strategia chiara, continuità nelle scelte che hanno funzionato, riforme coraggiose, verità in luogo delle menzogne e tanto, tanto lavoro. È quello che faremo anche in questo ultimo anno di governo, per poi attendere con serenità il giudizio sul nostro lavoro e sui risultati che ha prodotto”. Così la presidente del Consiglio, Giorgia Meloni, nell’informativa alla Camera sull’azione del governo.

Meloni: "In vista 1 maggio in Cdm Piano Casa, 100mila alloggi in 10 anni"

“Altro tema che a noi sta particolarmente a cuore è quello della casa. Un bene primario, il luogo dove si cresce, si studia, si sogna e si mette al mondo il futuro. Senza una casa è impossibile costruire una famiglia, garantire una vita dignitosa ai propri cari, rispondere ai bisogni fondamentali delle persone. Purtroppo, oggi il problema dell’accesso alla casa riguarda una quantità sempre maggiore di cittadini. Tantissimi italiani – giovani coppie, studenti, lavoratori fuori sede, famiglie monoreddito, persone con disabilità, e molti altri -, cioè gente che lavora, si impegna e paga le tasse, si trova in una zona grigia: è – passatemi il termine, troppo ‘benestante’ per accedere alle graduatorie delle case popolari, ed è troppo ‘povera’ per far fronte alle richieste, sempre più alte, del mercato immobiliare. Ecco, io penso che uno Stato giusto non debba lasciare queste persone nel limbo, e debba porsi il problema di come aiutarle a camminare da sole. Ed è quello che intendiamo fare. Anche in vista della ricorrenza del Primo Maggio, il Consiglio dei Ministri approverà, finalmente, i provvedimenti necessari alla realizzazione, in Italia, di quel vasto Piano Casa a cui stiamo lavorando da tempo. Un piano robusto, imponente, strutturale. Che ha come obiettivo quello di rendere disponibili, tra alloggi popolari e alloggi a prezzi calmierati, oltre 100 mila case nei prossimi 10 anni”. Così la presidente del Consiglio, Giorgia Meloni, nell’informativa alla Camera sull’azione del governo.

Meloni: "Commissione si occupi di infiltrazione nei partiti, compreso FdI"

“Non sono solita ingerire nel lavoro delle commissioni parlamentari d’inchiesta, ma mi permetto di chiedere alla commissione parlamentare antimafia di occuparsi dei tentativi di infiltrazione della criminalità organizzata nei partiti politici, Fratelli d’Italia compreso. Mentre alcuni usano il tema per fare propaganda contro gli avversari, a me interessa costruire gli anticorpi a un fenomeno che ci riguarda tutti. Non accetto che i miei sacrifici possano essere usati per gli interessi di quelli che combatto dal 19 luglio del 1992, e non accetto lezioni su questo tema”. Così la presidente del Consiglio, Giorgia Meloni, nell’informativa alla Camera sull’azione del governo. “Sui rapporti tra questo governo e la criminalità organizzata parlano i fatti. Non abbiamo nulla da imparare da chi, invece, i boss li scarcerava a colpi di decreto con la scusa del Covid. Combatto la mafia fin da ragazzina, e continuerò a farlo fino al mio ultimo respiro, senza se e senza ma. Mi auguro che almeno su questo si possa a lavorare insieme”, ha sottolineato la premier.

Meloni: "Su di me ultima palata di fango da un'opposizione disperata"

“Intendiamo andare avanti anche sulla proposta di legge a prima firma della Presidente della commissione antimafia Colosimo per togliere la potestà genitoriale ai boss mafiosi, tanto per rispondere ancora una volta con il sorriso e con i fatti all’ultima palata di fango infilata nel ventilatore da un’opposizione disperata, che costruisce surreali teoremi su una mia presunta vicinanza con la criminalità organizzata tirando in ballo un padre, morto peraltro, che non vedo da quando avevo undici anni”. Così la presidente del Consiglio, Giorgia Meloni, nell’informativa alla Camera sull’azione del governo.

Meloni: "Alla politica spetta scrivere norme, alla magistratura applicarle"

“Sull’immigrazione avevamo promesso un cambio di passo. E certamente il cambio di passo c’è stato, anche se non ci basta. Abbiamo siglato accordi internazionali che prima non esistevano, abbiamo ridotto gli sbarchi, aumentato sensibilmente i rimpatri, rafforzato il controllo delle frontiere, combattuto i trafficanti di esseri umani e, soprattutto, abbiamo ridotto le morti nel Mediterraneo. E grazie all’Italia è cambiato l’approccio dell’intera Europa al governo dei flussi migratori: oggi abbiamo una lista europea di Paesi sicuri di origine e una nuova definizione di Paese terzo sicuro, che consentiranno di applicare procedure di frontiera accelerate; abbiamo una copertura giuridica ancora più chiara a sostegno delle cosiddette soluzioni innovative, a partire da quegli hub per i rimpatri in Paesi extra-Ue sul modello del protocollo Italia-Albania; e un nuovo regolamento europeo sui rimpatri sta per essere finalizzato proprio per renderli sempre più effettivi”. Così la presidente del Consiglio, Giorgia Meloni, nell’informativa alla Camera sull’azione del governo. “Ora è necessario consolidare questo approccio, e renderlo stabile e strutturale. Anche per questo, nell’ultimo disegno di legge sulla sicurezza, abbiamo previsto la possibilità di attivare, in caso di conclamata necessità, un blocco navale temporaneo al largo delle nostre coste. Un’altra proposta che portiamo avanti da tempo, che era nei nostri programmi e che abbiamo costruito con pazienza. E, ora che la campagna referendaria è alle spalle, voglio rinnovare il mio appello affinché tutti i poteri dello Stato facciano la loro parte per garantire il rispetto di queste norme. Spetta alla politica scrivere norme chiare ed efficaci, spetta alle forze dell’ordine – a cui va il nostro plauso e il nostro ringraziamento – verificarne le eventuali violazioni, e spetta in ultimo alla magistratura assicurarne l’effettiva applicazione. È questo che fa chi rispetta la separazione tra i poteri dello Stato scritta nella nostra Costituzione”, ha spiegato la premier.

Meloni rivendica distanza dalla criminalità, standing ovation della maggioranza

Nuova standing ovation della maggioranza quando la premier Giorgia Meloni rivendica in aula alla Camera la sua distanza dalla criminalità organizzata, dopo le polemiche degli ultimi giorni. “Dillo a Delmastro”, hanno urlato dai banchi delle opposizioni.

Opposizioni rumoreggiano sulla sicurezza, Meloni: "Vi vedo nervosi, colleghi"

Giorgia Meloni elenca, nell’aula della Camera, i provvedimenti messi in campo dal Governo sul tema sicurezza e le opposizioni rumoreggiano. “Vi vedo nervosi, colleghi”, replica la premier mentre – dai banchi dem – la segretaria Pd Elly Schlein invita i suoi alla calma e Meloni ad andare avanti.

Meloni: "Allo studio modalità per estendere meccanismo Zes a tutta Italia"

“Continueremo ad investire sul Sud. Grazie al lavoro fatto fino ad oggi, il Sud – finalmente – non è più il fanalino di coda della Nazione e sta colmando quel divario che gravava sull’Italia da troppo tempo. Anche grazie alla Zona economica speciale unica, agli investimenti nelle infrastrutture, alla spinta del PNRR, ad un miglior utilizzo delle politiche di coesione, il PIL e l’occupazione del Mezzogiorno sono cresciuti più della media nazionale. Nel secondo trimestre 2025, il tasso di occupazione tra i 15 e i 64 anni nel Sud ha raggiunto il dato più alto dall’inizio delle serie storiche dell’Istat. Non era mai successo, e questo non può che renderci orgogliosi. E proprio partendo dall’esperienza positiva della ZES unica del Mezzogiorno, che ha dato ottima prova di sé e che abbiamo già esteso a Umbria e Marche, intendiamo fare un ulteriore passo avanti. Stiamo infatti studiando le modalità tecniche per riprendere alcuni dei meccanismi, in particolare quelli di semplificazione della ZES Unica che si sono rivelati più efficaci, e applicarli a tutto il territorio nazionale. Perché semplificare, ridurre la burocrazia, ridurre i tempi delle autorizzazioni, in poche parole rendere la vita più facile a chi vuole investire, creando lavoro e sviluppo, è un passo avanti decisivo che non deve conoscere restrizioni territoriali”. Così la presidente del Consiglio, Giorgia Meloni, nell’informativa alla Camera sull’azione del governo.

Meloni: "In vista 1 maggio Cdm con regole contro lavoro povero"

“Sostenere la crescita dell’occupazione femminile rimane la nostra priorità, per allineare l’Italia agli standard europei e recuperare un ritardo strutturale che pesa sulla nostra economia. Allo stesso modo, vogliamo continuare a concentrarci anche sulla qualità del lavoro, in particolare dei lavoratori più fragili. Molto ci siamo occupati dei salari, in questi anni, in ultimo con la detassazione degli aumenti contrattuali, ma è evidente che esistono ancora sacche di lavoro povero che occorre affrontare. Così, nel Consiglio dei Ministri che si terrà in vista della Festa dei Lavoratori, rispettando una tradizione che va avanti fin dal nostro insediamento, vareremo ulteriori regole per combattere il lavoro povero, rafforzando i diritti di quei lavoratori attraverso la contrattazione collettiva”. Così la presidente del Consiglio, Giorgia Meloni, nell’informativa alla Camera sull’azione del governo.

Meloni: "Non è tabù ragionare sullo stop al Patto di stabilità Ue"

“Se la crisi in Medio Oriente dovesse conoscere una nuova recrudescenza, dovremmo porci seriamente il tema di una risposta europea, non dissimile per approccio e strumenti a quella messa in campo per rispondere alla pandemia. In quel caso, riteniamo che non dovrebbe essere un tabù ragionare di una possibile sospensione temporanea del Patto di stabilità e crescita. Non una deroga per singolo Stato Membro, ma un provvedimento generalizzato. Così come l’Italia rimane pronta ad attivare ogni possibile misura per prevenire possibili comportamenti speculativi, compresi, se necessari, ulteriori interventi sui profitti delle società energetiche”. Così la presidente del Consiglio, Giorgia Meloni, nell’informativa alla Camera sull’azione del governo.

Meloni: "Gli Usa? Dai dazi all'Iran, detto con chiarezza quando non sono d’accordo"

“Poi, ci sono gli Stati Uniti, l’altra faccia della medaglia. Perché ciò che definiamo Occidente si poggia su due gambe: la gamba europea e la gamba nordamericana. Se le due gambe non si muovono nella stessa direzione, l’Occidente è destinato alla paralisi. E, in ultima analisi, all’irrilevanza. Continuo a credere nella necessità di lavorare per garantire l’unità dell’Occidente, argomento che sostengo con forza fin da quando alla Casa Bianca sedeva ben altra amministrazione. Mi verrebbe da dire, prendendo a prestito una frase cara all’onorevole Schlein, che noi siamo ‘testardamente unitari’. E se può permettersi di esserlo lei rispetto alle variopinte forze politiche che compongono il campo largo, potrò ben permettermelo io rispetto a Europa e Stati Uniti che stanno insieme da molto, molto tempo. Siamo ‘testardamente occidentali’, perché solo se l’Occidente è unito può essere una forza capace di dire la propria sul palcoscenico del mondo. E perché senza quella unità, noi, non altri, saremmo più deboli. Ma, ovviamente, per stare insieme, bisogna volerlo in due. Ed è per questo che, nel rapporto con gli Stati Uniti, dobbiamo essere chiari”. Così la presidente del Consiglio, Giorgia Meloni, nell’informativa alla Camera sull’azione del governo. “Come è normale tra alleati, bisogna dire con chiarezza anche quando non si è d’accordo. Come abbiamo fatto in passato con i dazi, che abbiamo molte volte definito una scelta sbagliata che non condividevamo. Come abbiamo fatto per difendere l’onore dei nostri soldati in Afghanistan, che erano stati definiti ‘inutili’ in modo inaccettabile. Come abbiamo fatto sulla Groenlandia, partecipando a ogni documento europeo di difesa dell’integrità del suo territorio e della sovranità del suo popolo, e sull’Ucraina di fronte alle proposte di negoziato che non consideravamo sostenibili. E, da ultimo, come abbiamo fatto con la guerra in Iran, un’operazione militare che l’Italia non ha condiviso e a cui non ha partecipato. Un dato emerso in tutta la sua concretezza con la vicenda di Sigonella, nella quale l’Italia si è, ovviamente, attenuta scrupolosamente alla lettera dei trattati e degli accordi che regolano i nostri rapporti con gli Stati Uniti. Circostanza che fa giustizia della solita propaganda a buon mercato ascoltata anche in queste settimane”, ha concluso la premier.

Meloni sull'Iran: "Impegnati a ripristinare la piena libertà di navigazione nello Stretto di Hormuz"

In Medio Oriente serve un “pieno ripristino della libertà di circolazione nello Stretto di Hormuz, che non deve essere soggetta a nessuna forma di restrizione, come invece sembra essere accaduto nelle ultime ore”. Così la presidente del Consiglio, Giorgia Meloni, nell’informativa alla Camera sull’azione del governo. “Questo rimane uno dei punti più critici in fase di attuazione dell’accordo perché, se l’Iran dovesse riuscire a ottenere la facoltà di applicare extra-dazi ai transiti nello Stretto, questo potrebbe ancora portare a conseguenze economiche e di orientamento dei flussi commerciali, al momento, imponderabili. È quindi interesse prioritario dell’Italia, e dei suoi partner europei e occidentali, che la libertà di navigazione venga pienamente ripristinata alle condizioni precedenti al 28 febbraio, in modo da poter normalizzare la situazione di tensione sui mercati energetici, delle materie prime critiche, dei fertilizzanti e di altri prodotti essenziali per la nostra economia. Su questo punto siamo già al lavoro con la coalizione per lo Stretto di Hormuz promossa dal Regno Unito, alla quale partecipano oltre 30 Paesi, per provare a costruire condizioni di sicurezza che consentano il pieno ripristino della libertà di navigazione e di approvvigionamento. Un contributo che, crediamo, sia importante in questa fase negoziale”, ha spiegato la premier. 

Standing ovation della maggioranza per "Io non scappo" di Meloni

Standing ovation della maggioranza, con i deputati tutti in piedi ad applaudire, quando Giorgia Meloni, rivolgendosi alle opposizioni , nel corso dell’informativa alla Camera sull’azione del Governo, ha detto: “Io ho moltissimi difetti tranne uno: io non scappo, non scappo dai problemi e sono abituata a metterci la faccia”. Di fronte la prolungarsi dell’applauso la premier ha aggiunto: “È ancora lunga raga’…”.

Meloni: "Non scappo davanti ai problemi, abituata a metterci la faccia"

“Io ho moltissimi difetti, tranne uno. Non sono una persona abituata a scappare. Non scappo da missioni sconsigliabili per ragioni di sicurezza, non scappo davanti ai problemi, non scappo di fronte alle mie responsabilità. Sono abituata a mettere la faccia su quelle responsabilità”. Così la presidente del Consiglio, Giorgia Meloni, nell’informativa alla Camera sull’azione del governo.

Meloni sull'Iran: "A un passo dal punto di non ritorno, perseguire pace con determinazione"

“Nella notte tra martedì e mercoledì è stato concordato un temporaneo cessate il fuoco tra l’Iran, gli Stati Uniti e i rispettivi alleati nel conflitto iniziato lo scorso 28 febbraio. Siamo arrivati a un passo dal punto di non ritorno, ma ora abbiamo davanti una pur flebile prospettiva di pace, che deve essere perseguita con determinazione. L’Italia esprime il proprio plauso al Presidente del Pakistan Sharif, che si è fatto carico di questo difficile negoziato, con il sostegno di altri attori regionali. Ora ci auguriamo che i colloqui di pace che prenderanno il via tra poche ore a Islamabad possano rafforzare i punti generali dell’accordo e in essi possano trovare spazio le priorità che l’Italia, insieme ai suoi partner europei, ha sostenuto fin dal primo giorno. Allo stesso modo, condanniamo con fermezza qualsiasi forma di violazione del cessate il fuoco”. Così la presidente del Consiglio, Giorgia Meloni, nell’informativa alla Camera sull’azione del governo.

Meloni all'opposizione: "Vi sfido su politica e soluzioni alla crisi"

“Sgomberato il campo, colleghi, vi sfido sulla politica, sulla vera politica. Vi sfido a un dibattito nel merito. Nel merito della crisi internazionale, nel merito dei rischi per l’approvvigionamento energetico, nel merito di un’Europa che non riesce a recuperare una rilevanza reale, nel merito di come mettere l’economia al riparo in un mondo sempre più caotico. Nel merito delle risorse, dove prenderle e dove metterle. Parliamo delle soluzioni, vediamo chi ne ha. Perché lo scenario che abbiamo di fronte non consente più a nessuno di cavarsela dicendo che è tutta colpa della Meloni. Finanche l’aumento mondiale del prezzo del petrolio”. Così la presidente del Consiglio, Giorgia Meloni, nell’informativa alla Camera sull’azione del governo. “Gli italiani hanno il diritto di conoscere le diverse proposte in campo, perché certo, al governo spetta l’onere e l’onore di governare, ma all’opposizione spetterebbe anche di dimostrare di essere in grado di rappresentare un’alternativa di governo. Così dovrebbe funzionare e funziona una moderna democrazia dell’alternanza – sottolinea Meloni – A partire dalla situazione internazionale che stiamo vivendo, e dalla collocazione internazionale dell’Italia. Collocazione che, giova ricordarlo, non ha inventato questo Governo, ma è la stessa da circa ottant’anni a questa parte. Lo dico per rispondere già prima che vada in scena l’ormai scontato ritornello sulla subalternità della sottoscritta al Presidente americano Trump o quello ancora più scontato dal titolo ‘la Meloni scelga tra Trump e l’Europa’”.

Meloni rinnova la solidarietà all'Unifil, applauso bipartisan

Applauso bipartisan, nell’aula della Camera, quando la premier Giorgia Meloni ha rinnovato “la solidarietà e la vicinanza dell’Italia” ai militari Unifil impegnati in Libano

Meloni: "Noi garantisti, chiesti passi indietro nell'interesse dell'esecutivo"

“Nei giorni scorsi ho chiesto un passo indietro ad alcuni membri del governo che pure, nell’esercizio delle loro deleghe, avevano lavorato bene. Non sono state scelte semplici né indolori, a maggior ragione per noi che rimaniamo saldamente garantisti, ma abbiamo voluto ancora una volta anteporre l’interesse della Nazione a quello di partito. Perché non abbiamo tempo da perdere in polemiche infinite e pretestuose, che nulla hanno a che fare con l’azione di Governo, e che finiscono per oscurarla. Che spostano il dibattito dalle soluzioni necessarie per i cittadini, alle polemiche utili per i partiti”. Così la presidente del Consiglio, Giorgia Meloni, nell’informativa alla Camera sull’azione del governo. 

Meloni "ruba" il 'testardamente unitari' a Schlein, la leader del Pd sorride

Prende in prestito il “siamo testardamente unitari” di Elly Schlein Giorgia Meloni, nel corso dell’informativa alla Camera sull’azione del Governo, per parlare del rapporto con gli Stati Uniti. La leader del Pd, chiamata in causa, si lascia andare ad un sorriso.

Meloni: "No a dimissioni o elezioni anticipate, avanti fino alle fine"

“Quanto alle dimissioni, colleghi. Certo, probabilmente sarebbe convenuto sul piano tattico. Invocare le elezioni per giocare sull’effetto sorpresa, sulla divisione delle forze di opposizione, e nella peggiore delle ipotesi lasciare a qualcun altro il compito di mettere la faccia sui difficili mesi che arriveranno. Cioè esattamente lo scenario che l’opposizione teme di più, tanto che definisce questo governo un ‘pericolo per l’Umanità’ ma non ne invoca le dimissioni. Posizione bizzarra, di chi evidentemente ostenta una sicurezza che non ha. Non temete. Ci siamo presi l’impegno di governare questa Nazione per cinque anni, ed è esattamente quello che faremo. Non importa quanto sarà difficile, siamo persone troppo responsabili per far ripiombare l’Italia nell’incertezza nel bel mezzo del peggiore scenario possibile”. Così la presidente del Consiglio, Giorgia Meloni, nell’informativa alla Camera sull’azione del governo. “Gli italiani sappiano che il Governo c’è, nel pieno delle sue funzioni, determinato a fare del suo meglio, ancora meglio, fino all’ultimo giorno del suo mandato. Quando, ancora una volta, sarà nelle urne e non nel palazzo che si farà un altro Governo. Non scapperemo, non indietreggeremo, non ci metteremo al riparo facendo pagare ai cittadini il prezzo dei soliti giochi di palazzo. Governeremo, come fanno le persone serie e in pace con la propria coscienza. Continueremo a farlo sulla base delle direttrici di governo che ho esposto in quest’aula il 25 ottobre del 2022, quando al Parlamento chiedemmo una fiducia che da allora non è mai venuta meno”.

Meloni: "Dopo referendum non serve né ripartenza né rimpasto"

“Non sono qui per parlare di quello che è stato, ma per sgomberare il campo da troppe fantasiose ricostruzioni e delineare quello che sarà. Leggo, ormai da settimane, bizzarre ricostruzioni sulle conseguenze del voto referendario. Si continua a parlare di dimissioni imminenti del governo, di rimpasti, di fase 2, 3 o quattro del governo. Di ripartenza. Alchimie di palazzo di un mondo caro ad altre maggioranze, ad altri partiti, ad altri presidenti del Consiglio. Un mondo distante anni luce da noi, nel quale non intendiamo far ripiombare l’Italia. Non c’è alcuna ripartenza da fare, posto che il governo non si è mai fermato e da giorni lavora, come si è visto, per scongiurare le conseguenze della crisi internazionale e per mettere a terra altri provvedimenti. E non servono nuove linee programmatiche, perché le nostre linee programmatiche sono da sempre scritte nel programma di governo. Non c’è alcuna intenzione di fare un rimpasto, perché con tutti i limiti che abbiamo, questo rimane il governo che – nonostante si sia trovato a gestire la peggiore congiuntura degli ultimi decenni – ha restituito all’Italia stabilità politica, credibilità internazionale, serietà nella gestione delle risorse, e fondamentali economici decisamente migliori di quelli che aveva negli anni passati”. Così la presidente del Consiglio, Giorgia Meloni, nell’informativa alla Camera sull’azione del governo.

Meloni: "Esito del referendum chiaro, ma la riforma rimane una necessità"

Giorgia Meloni inizia il suo discorso alla Camera dei Deputati partendo dall’esito del referendum sulla magistratura, vinto dal No. “Non voglio esimermi da una breve riflessione sull’Italia che ci è stata consegnata dal voto referendario del 22 e del 23 marzo scorsi. Un’Italia che ha visto una grande partecipazione popolare al voto e, allo stesso tempo, una altrettanto grande polarizzazione. Un confronto serrato, ahimè non sempre sul merito, ma con un esito comunque chiaro. E noi, come ho già detto, rispettiamo sempre il giudizio degli italiani, qualunque esso sia, anche quando non coincide con le nostre opinioni o le nostre aspettative. Certo, rimane il rammarico di aver perso un’occasione, a nostro avviso, storica di modernizzare l’Italia allineandola agli standard europei. Perché, colleghi, la riforma della giustizia rimane una necessità”, ha affermato la presidente del Consiglio. “Ecco perché l’auspicio che formulo, a maggior ragione oggi, è che il cantiere di questa riforma non venga abbandonato, come probabilmente qualcuno si augura – sottolinea la premier -. Perché i problemi sul tappeto rimangono, e noi abbiamo il dovere di trovare soluzioni concrete, coraggiose, efficaci, possibilmente in un clima di collaborazione. Non certo contro la magistratura, come si è voluto raccontare, ma a favore di una magistratura libera dai condizionamenti politici e ideologici. E, aggiungo, a favore di una politica che commetterebbe un errore storico se, per ragioni tattiche, rinunciasse al proprio ruolo, che è quello di fare le leggi, modifiche costituzionali comprese”.

Squadra dei ministri al gran completo per l'informativa di Meloni
La presidente del Consiglio Giorgia Meloni nell'aula della Camera dei deputati in occasione dell'informativa sull'azione del governo, Roma, Giovedì 9 Aprile 2026 (Foto Roberto Monaldo / LaPresse)

 Squadra di Governo al gran completo alla Camera per l’informativa della premier Giorgia Meloni sull’azione del Governo. Accanto alla presidente del Consiglio siedono i vicepremier Matteo Salvini e Antonio Tajani. Presenti poi i ministri Matteo Piantedosi, Adolfo Urso, Gilberto Pichetto Fratin, Nello Musumeci, Orazio Schillaci, Giuseppe Valditara, Anna Maria Bernini, Luca Ciriani, Alessandra Locatelli, Paolo Zangrillo, Andrea Abodi, Tommaso Foti, Alessandro Giuli, Guido Crosetto, Carlo Nordio, Giancarlo Giorgetti, Elvira Calderone. Seduti ai banchi dell’opposizione, tra gli altri, Elly Schlein, Giuseppe Conte, Angelo Bonelli e Nicola Fratoianni.

Questo articolo Meloni in Parlamento: “No a elezioni anticipate”. Schlein: “Ci sfidate, ma avete già perso”. Conte: “Premier complice di un genocidio” – La diretta proviene da LaPresse

Qual è la tua reazione?

Mi piace Mi piace 0
Antipatico Antipatico 0
Lo amo Lo amo 0
Comico Comico 0
Furioso Furioso 0
Triste Triste 0
Wow Wow 0
Redazione Redazione Eventi e News