Le foreste del Giappone: il lato wild del Sol Levante

Pensi al Giappone in primavera e il colore che viene subito in mente è il rosa dei sakura, nella amata e ricercata fioritura dei ciliegi.
Ma la natura nipponica ha tante altre sfumature, soprattutto in verde, quello delle foreste. Il Giappone, con i suoi 34 parchi nazionali e il 70% della sua superficie ricoperta da foreste, custodisce un immenso patrimonio di biodiversità. Dalle selvagge foreste vergini dello Hokkaido a quelle subtropicali di Yakushima, si può andare a scoprire il lato più verde del Paese del Sol Levante.
Shirakami Sanchi
Shirakami Sanchi è un’ampia regione montuosa al confine tra le prefetture di Aomori e Akita che si estende per oltre 130.000 ettari. Nell’area, patrimonio dell’umanità Unesco dal 1993, sorge la più grande foresta vergine di faggi dell’Asia orientale, prezioso ecosistema ricco di biodiversità la cui età supera i 300 anni di vita normalmente attribuita a questa varietà. Nella parte occidentale della prefettura di Aomori si trovano le tre cascate di Anmon, raggiungibili sia a piedi seguendo i vari percorsi escursionistici che attraversano la foresta che con i mezzi pubblici. Alle infinite sfumature di verde di questa maestosa foresta si aggiungono quelle smeraldine dei 12 laghi di Juniko che, a dispetto del nome (“juniko” significa “dodici” in giapponese), sono invece 33. Il più celebre è il Blue Pond (Aoike), le cui limpide acque, profonde una decina di metri, lasciano intravedere il fondale.
Amami Oshima
Completamente diversa ma ugualmente suggestiva è la foresta di mangrovie Kuroshio Forest Mangrove Park della remota e incontaminata isola di Amami Oshima, parte dell’Amami Gunto National Park, nella regione di Kyushu. Amami Oshima ospita un’incredibile biodiversità ed è la casa di una moltitudine di specie inesistenti al di fuori dell’isola, come la ghiandaia di Amami o la colorata rana di Amami Ishikawa. Il modo migliore per esplorare questa immensa foresta di mangrovie è un’escursione in kayak, per respirarne l’atmosfera e osservare le specie animali che la popolano da una prospettiva particolare.
Yakushima
La regione di Kyushu custodisce un’altra oasi di natura incontaminata: l’isola di Yakushima, Patrimonio naturale Unesco dal 1993, nella prefettura di Kagoshima. Particolarità di Yakushima è la varietà di temperature e climi, che si traducono nella coesistenza sull’isola di vegetazione subtropicale e di specie tipiche di zone dal clima freddo e temperato. È un paradiso per gli escursionisti, molti dei quali intraprendono i 10 chilometri dell’Arakawa Trail per ammirare Jomon-sugi, un imponente cedro che si ritiene abbia più di 2000 anni. Chi ama l’animazione non può non mettere in programma una visita alla gola di Shiratani Unsuikyo, cui si è ispirato lo Studio Ghibli nella realizzazione de “La principessa Mononoke”: qui troneggiano alcuni dei cedri più grandi dell’isola, tra cui Nidaio Sugi, Kuguri Sugi eYayoi Sugi, tra pietre ammantate di muschio e una vegetazione fittissima.
Shiretoko
La penisola di Shiretoko è uno dei luoghi dalla natura più incontaminata di tutto il Giappone. Ospita il Parco Nazionale di Shiretoko, sito Patrimonio dell’Unesco. Qui ci si perde tra numerosi percorsi di trekking che si snodano tra i cinque laghi del parco e tra cascate nascoste. Al centro del parco, a circa 2 km dalla località termale di Kawayu Onsen, si erge il monte Io Iozan, uno stratovulcano ancora attivo appartenente alla caldera Kussharo, dal cui fianco sgorgano acque termali che si mescolano a quelle di un corso d’acqua fresca. Presso le cascate di Kamuiwakka, infine, è possibile immergersi nelle acque termali per un’esperienza di onsen all’aria aperta (facendo attenzione agli orsi)
Kyoto
Tadasu no Mori è un’antica foresta di 12 ettari che sorge tra i fiumi Kamo e Takano e che cinge il santuario di Shimogamo, a Kyoto. Protetta con cura fin dal periodo Heian (794- 1185), è una delle ultime foreste primordiali (alcuni degli alberi che la abitano hanno ben seicento anni) che ammantano la conca di Kyoto. I suoi quasi 5000 alberi appartenenti a più di 40 specie diverse formano un ecosistema brulicante di vita, incurante del paesaggio urbano che vi si è sviluppato attorno, dove passeggiare serenamente tra i raggi del sole che filtrano tra i rami e i suoni della natura. Una curiosità: in questa foresta, considerata luogo sacro, si dice che le bugie vengano alla luce e per questo si ritiene che sia un luogo propizio a risolvere le discussioni.
Nagano
La prefettura di Nagano, situata nel Giappone centrale, vanta il più alto numero di siti “forest bathing”; proprio qui, nella città di Shinanomachi, leader nella forest therapy, sono stati condotti i primi studi medici sugli effetti positivi delle foreste su corpo e mente.
L‘Akasawa Natural Recreational Forest nell’area meridionale della prefettura, con i suoi cipressi di 300 anni è conosciuta per essere una delle più belle foreste giapponesi, ed è un’area protetta già dal 1600: il pregiato legname ricavato dagli alberi è utilizzato nella ricostruzione dei santuari di Ise, abbattuti e ricostruiti ogni vent’anni. Con i suoi sette percorsi escursionistici nella natura è considerata la culla del forest bathing, dove è possibile ammirare i Kiso Goboku (“I cinque alberi di Kiso”), cinque specie di conifere e cipresso particolarmente preziose per la qualità del loro legname, anticamente trasportato lungo una ferrovia costruita per facilitarne il commercio. Oggi, la “forest rail” di Akasawa trasporta i turisti in un viaggio nostalgico di 25 minuti tra gli imponenti cipressi.
La foto pubblicata è stata inviata dall’ufficio stampa.
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