Superfood o elisir? Alghe irlandesi protagoniste della Giornata della Salute

Aprile 9, 2026 - 16:00
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Superfood o elisir? Alghe irlandesi protagoniste della Giornata della Salute
foto da ufficio stampa
Il 7 aprile si celebra la Giornata Mondiale della Salute 2026, che sarà il 7 aprile e l’Irlanda invita a scoprire un prodotto “benessere” delle sue coste selvagge.

Qui l’alchimia tra l’oceano e la terra ha dato vita a un modello di benessere unico: l’uso delle alghe come alleato del corpo e dello spirito. Dall’abbraccio purificante dei bagni caldi ai nutrienti “superfood” raccolti a mano lungo la Wild Atlantic Way, l’Irlanda brilla in questa giornata globale, mettendo in luce l’oro verde delle sue acque, grazie alla capacità di fare tesoro di tradizioni e saperi tramandati di generazione in generazione.

Acque a “Stato Ecologico Eccellente”

Parlando di queste amiche della salute (anche ambientale) vale la pena evidenziare che il segreto delle alghe irlandesi risiede proprio nella purezza delle acque atlantiche. Lungo la Wild Atlantic Way, in particolare, le correnti oceaniche profonde e fredde garantiscono un ricambio continuo, mantenendo i livelli di inquinanti e metalli pesanti ai minimi storici rispetto ai mari chiusi.

Bio-accumulatori selettivi

Poiché, inoltre, le alghe assorbono nutrimento direttamente dall’acqua per osmosi, la loro ricchezza in oligoelementi e sali minerali è lo specchio fedele di un mare sano. In Irlanda, la crescita rigogliosa di specie sensibili come la Himanthalia elongata (Spaghetto di mare) è considerata dai biologi un certificato di garanzia naturale. Le alghe non solo “godono”, quindi, della pulizia del mare, ma la mantengono, creando un circolo virtuoso di ossigenazione che sostiene l’intera catena alimentare marina.

Superfood, spa e rimedi naturali: l’universo delle alghe

Dal punto di vista alimentare, le alghe irlandesi (come il Dulse o il Moss) sono alleate della salute poiché veri superfood biodisponibili, ricchi di iodio per la tiroide, vitamine A, B, C e D e fibre prebiotiche che rafforzano il sistema immunitario. La ricerca scientifica le promuove come pilastro della nutrizione sostenibile, essenziale per contrastare le carenze micronutrizionali nelle diete moderne.

Oltre alla tavola, le alghe irlandesi dominano la balneoterapia e la cosmesi funzionale grazie all’alto contenuto di polisaccaridi solfatati e polifenoli, capaci di stimolare il metabolismo cellulare e il drenaggio linfatico. Anche il contenuto vitaminico è un altro fattore importante per il nutrimento dell’epidermide. Investigando un po’ sui vecchi rimedi si scopre, inoltre, che generazioni, madri e nonne hanno preparato infusi di Carrageen Moss per curare raffreddori e tosse, tramandando conoscenze sulle proprietà curative naturali.

Una mappa di scoperte

Forte di saperi ancestrali, l’Irlanda ha trasformato le sue coste selvagge in un laboratorio gastronomico a cielo aperto, dove l’antica pratica del seaweed foraging rivive grazie a pionieri della sostenibilità lungo la Wild Atlantic Way. Immaginando di tracciare una rotta in senso orario lungo la costa occidentale, il viaggio parte da Kinsale, nel sud, e risale progressivamente fino all’Irlanda del Nord: a Kinsale, nella contea di Cork, è possibile partecipare ai Foraging and Coastal Tours per scoprire come le maree invernali e della prima primavera portino, per esempio, a riva l’alga rossa e saporita chiamata Sleabhac, che spesso viene bollita e servita con il bacon.

Risalendo la costa ovest, un’altra tappa ideale può essere fatta allo Sneem Hotel, nell’omonimo villaggio della contea di Kerry, dove si possono anche sperimentare rigeneranti bagni alle alghe, con Sneem Seaweed Baths, restando piacevolmente a mollo in una botte di acqua calda con vista sull’estuario di un fiume (uscire e fare un bagno nell’acqua fredda e salmastra è ideale per la circolazione). Questa struttura funge da base perfetta per i laboratori di Atlantic Irish Seaweed guidati da esperti come John Fitzgerald, che insegnano a identificare – e a volte assaggiare – il Nori o, tra aprile e luglio, il Carrageen Moss, quando l’alga raggiunge il picco ideale di nutrienti per i tradizionali budini ricostituenti (anche aromatizzati alla vaniglia).

Salendo ancora più a nord, sempre lungo il lato ovest dell’isola, verso il cuore del Connemara, l’esperienza si arricchisce alla Mungo Murphy’s Seaweed Co., una “boutique farm” dove, tra maggio e settembre, si impara, tra le altre alghe, a raccogliere i lunghi nastri noti come Sea Spaghetti, che in tarda primavera offrono una consistenza tenera perfetta per l’uso crudista. In abbinamento al foraging di alghe, il tour propone anche quello di piante selvatiche e una sosta all’eco-allevamento del prezioso mollusco monovalve abalone, terminando il percorso con un pranzo con vista su Cashla Bay per assaggiare alghe e abalone. Focalizzando l’attenzione in quest’area su eccellenze della cosmesi si incontra il volto “bio-luxury” del West, Rí Na Mara: utilizzano solo alghe raccolte a mano nel Connemara per creare una linea di prodotti.

Galway offre l’esperienza dello chef stellato JP McMahon del ristorante Aniar che eleva la rara Pepper Dulse, definita il tartufo di mare per la sua piccantezza aromatica, la lattuga di mare o la quercia marina (abbinata all’erba selvatica barbabietola di mare) a protagoniste dell’alta cucina tutto l’anno e soprattutto durante le grandi maree di inizio estate.

Proseguendo verso nord, la contea di Sligo custodisce i templi della balneoterapia: Voya Seaweed Baths di Strandhill, dove la ricerca scientifica incontra il lusso, trasformando le alghe raccolte a mano in elisir di giovinezza. In evidenza sulla mappa anche l’Irlanda del Nord, oltre che per storici bagni come Soak Seaweed Baths, anche per realtà come Crawfords Rock Seaweed che ha sviluppato una linea cosmetica con prodotti come il siero per il viso e integratori per potenziare il sistema immunitario.

La foto pubblicata è stata inviata dall’ufficio stampa.

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