Tunisia di gran gusto: viaggio tra i suoi tesori gastronomici

Della Tunisia e della valorizzazione della suggestiva regione del Dahar, la cui suggestiva autenticità offre importanti esperienze di viaggio, abbiamo scritto recentemente su L’Agenzia di Viaggi magazine.
In queste righe, invece, mettiamo in evidenza il nuovo modo di viaggiare che la Tunisia sta promuovendo, il turismo gastronomico e l’agriturismo e questo in vista della candidatura della penisola del Cap Bon, nel nord-est della Tunisia, a Regione Mondiale della Gastronomia.
Presso la residenza dell’Ambasciata Tunisina a Roma abbiamo fatto un vero e proprio tuffo culturale, paesaggistico e gastronomico, andando anche oltre alle sabbie dorate che si trovano lungo la costa settentrionale, alle oasi nel deserto al sud, alle vasti valli verdi nord occidentale, ai preziosi monumenti storici e ai siti archeologici che richiamano turisti da tutto il mondo durante tutto l’anno.
Tra tutte le attrattive in cui convivono in Tunisia tra autenticità e modernità spicca la gastronomia. Parlando di cibo, importante è soffermarsi su uno dei suoi prodotti distintivi, le olive e l’olio di oliva, materia prima che profuma ogni cucina tunisina, essenziale nella cultura e simbolo dell’identità quotidiana oltre che abitudine alimentare sana. Gli uliveti hanno fatto della Tunisia uno dei leader mondiali nella produzione e nell’esportazione dell’olio d’oliva biologico, riconosciuto a livello internazionale grazie ai premi ottenuti per la sua elevata qualità.
Segue queste tracce la nuova tendenza al turismo slow e gastronomico, presentata durante l’evento “Tunisia: beyond tourism, a land of flavours” dalla dottoressa Lamia Temimi, esperta dell’International Institute of Gastronomy, Culture, Arts and Tourism, che oggi lavora anche come consulente di turismo sostenibile ed è cofondatrice di “Sawa, taste of Tunisia”, tour operator locale che propone viaggi culinari di più giorni che includono corsi di cucina e laboratori, degustazioni di prodotti tipici, visite guidate ai mercati e passeggiate gastronomiche.
«Chiudete gli occhi per un momento, immaginate il profumo del pane appena sfornato, immaginate il suono del mare al tramonto e le mani di una donna che impasta lentamente. Questa è la Tunisia. Una Tunisia che vive al ritmo delle stagioni, dove il turismo non è solo visitare ma è anche esperienze, condivisione, e dimensione a misura d’uomo – ha raccontato Lamia Temimi – Noi invitiamo a scoprire una Tunisia autentica attraverso il suo patrimonio gastronomico e agricolo, con la parola Sawa, che in arabo significa insieme, perché insieme possiamo fare le cose. Con il mio business partner, l’antropologo Jamie Furniss, organizziamo delle esperienze autentiche attraverso secoli di influenze ottomane, berbere, arabe, andaluse, mediterranee, italiane, il cui risultato è la cucina tunisina, con i suoi territori e i suoi produttori. La Tunisia, quindi, non è più solo una destinazione ma è una storia, storia di contadini, viaggiatori, tradizioni passare da madre in figlia a di tavola in tavola. Un viaggio in Tunisia inizia sempre con una casa dove la porta si apre, un sorriso vi accoglie e prima ancora di parlare vi si offre da mangiare. L’ospitalità non è un servizio, è un valore».
Last but not least della giornata tunisina a Roma, alcune premiazioni, tra cui quella di Alessandro Biasi, marketing manager Mainstream & Seamless Division di Alpitour Spa, per «aver sviluppato con l’ente del turismo della Tunisia numerose e significative azioni promozionali congiunte, contribuendo a rafforzare la presenza e l’attenzione della Tunisia sul mercato italiano».
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