Nasce a Milano la nuova rete ospedaliera per le emergenze oculistiche. C’è anche il presidio di Legnano

Regione Lombardia avvia un nuovo modello per la gestione delle emergenze e urgenze oculistiche nell’area metropolitana di Milano, con una rete dedicata che punta a ridurre gli accessi impropri, velocizzare le risposte e distinguere meglio tra casi complessi e urgenze minori.
Come nasce la nuova rete
La sperimentazione, della durata di un anno, è coordinata dall’ASST Fatebenefratelli–Sacco attraverso il Presidio Oftalmico, centro di riferimento cittadino per le emergenze oculistiche complesse. L’iniziativa nasce dall’analisi dei flussi del Pronto soccorso oftalmico: nel 2024 sono stati registrati 36.521 accessi, con circa un terzo di codici bianchi, mentre tra gennaio e ottobre 2025 gli accessi sono stati 31.714, di cui 10.780 codici bianchi. Uno studio ha inoltre rilevato che quasi un paziente su cinque era già passato in un altro ospedale nelle 36 ore precedenti e che il 47% aveva domicilio fuori Milano, segno del ruolo sovraterritoriale del presidio.
Ospedali coinvolti e ruolo di Legnano
La rete riguarda le strutture pubbliche con Unità operativa di Oculistica nell’area metropolitana, comprese le sedi con DEA di II livello:
- ASST Fatebenefratelli–Sacco (coordinatore, con il Presidio Oftalmico);
- Fondazione IRCCS Ca’ Granda Ospedale Maggiore Policlinico;
- ASST Santi Paolo e Carlo;
- ASST Grande Ospedale Metropolitano Niguarda;
- ASST Melegnano Martesana;
- ASST Rhodense;
- ASST Nord Milano;
- ASST Ovest Milano (con il presidio di Legnano);
- ASST Lodi.
In questo schema il Presidio Oftalmico centralizza le emergenze e le urgenze complesse, grazie a chirurgia maggiore, diagnostica avanzata e pronta disponibilità h24, mentre gli altri ospedali – tra cui Legnano, forte di una oculistica strutturata anche per l’urgenza – sono chiamati a gestire le urgenze minori e a fare da filtro sul territorio.
Come funzionerà il modello
Il progetto prevede:
- protocolli uniformi di triage oculistico per guidare i Pronto soccorso generali anche in assenza dello specialista;
- percorsi “fast track” ambulatoriali per i codici minori, così da ridurre gli accessi impropri al Pronto soccorso specialistico;
- potenziamento della telemedicina e dei teleconsulti tra specialisti della rete;
- formazione mirata per medici e infermieri su triage e gestione delle urgenze, con tecnologie video-assistite e possibilità di turni al Pronto soccorso oftalmico per favorire integrazione e crescita professionale.
Dopo sei mesi l’ASST Fatebenefratelli–Sacco invierà una relazione intermedia alla DG Welfare; sulla base dei risultati, la Regione potrà valutare l’estensione del modello anche alle strutture private accreditate dell’area metropolitana.
Le parole di Bertolaso
«Con questa sperimentazione introduciamo un modello organizzativo moderno e integrato che punta su appropriatezza, qualità e formazione continua – ha commentato l’assessore al Welfare Guido Bertolaso – Centralizziamo i casi complessi, valorizziamo le competenze diffuse sul territorio e utilizziamo telemedicina e protocolli condivisi per garantire ai cittadini risposte rapide, sicure e omogenee in tutta l’area metropolitana milanese».
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