Oncologia femminile e agopuntura: una ricerca conferma i benefici contro gli effetti collaterali delle terapie

Presentati al Policlinico di Sant’Orsola IRCCS i risultati di una ricerca condotta da AMAB (Associazione Medici Agopuntori Bolognesi) presso l’Oncologia Medica Senologica del Policlinico che rileva: dolore ridotto dal 46% al 16% e insonnia dimezzata per 113 pazienti oncologiche. E’ l’associazione Loto Odv che due anni fa ha reso possibile l’attivazione del servizio di agopuntura, completamente gratuito e a disposizione di tutte le pazienti del reparto; qui possono integrare le cure oncologiche senza l’uso di ulteriori farmaci, abbattendo gli effetti collaterali della chemioterapia.
Riduzione del dolore, contrasto all’insonnia e un netto miglioramento dello stato di salute percepito: l’agopuntura si conferma un alleato prezioso per le donne che affrontano il percorso terapeutico contro il cancro.
Sono questi i pilastri dei risultati emersi dai primi due anni di attività del servizio di agopuntura presso l’Oncologia Medica Senologica e Ginecologica del Policlinico di Sant’Orsola IRCCS, offerto dall’associazione Loto Odv in collaborazione con A.M.A.B. (Associazione Medici Agopuntori Bolognesi, attiva dal 1986) e il Policlinico.
L’indagine realizzata da A.M.A.B., su 113 pazienti oncologiche evidenzia come questa pratica a possa ridurre drasticamente gli effetti collaterali delle cure oncologiche, migliorando il benessere fisico e psicologico delle donne sottoposte alle terapie.
L’incontro “Un percorso di medicina integrata: l’impiego dell’agopuntura nel trattamento di pazienti oncologiche” è stato aperto da Sandra Balboni, Presidente nazionale di Loto Odv, che ha introdotto la Direttrice generale del Policlinico di Sant’Orsola IRCCS Chiara Gibertoni, gli Assessori regionali Massimo Fabi (Politiche per la Salute) e Isabella Conti (Welfare, Terzo settore); sono seguiti gli interventi clinici del prof. Pierandrea De Iaco, ordinario del Dipartimento di Scienze Mediche e Chirurgiche, Direttore Scuola di Specializzazione Ginecologia e Ostetricia e della dott.ssa Anna Mandrioli, dell’Oncologia Medica Senologica e Ginecologica del Policlinico di Sant’Orsola IRCCS; Manuela Bignami, direttrice Loto OdV, ha proseguito con un focus sull’importanza delle associazioni di pazienti nel supporto delle terapie integrate e ha poi lasciato la parola agli esperti di A.M.A.B.: il dott. Carlo Maria Giovanardi, Presidente F.I.S.A. e A.M.A.B. si è concentrato sul contributo dell’agopuntura a supporto della paziente oncologica, mentre la dott.ssa Alessandra Poini e il dott. Diego Donnini hanno approfondito i risultati della ricerca, dando voce anche alla testimonianza di una delle pazienti.
I risultati: meno farmaci, più benessere
La ricerca si è concentrata su un campione di 113 donne in terapia oncologica, monitorando l’efficacia dell’agopuntura nel gestire sintomi spesso debilitanti che accompagnano la chemioterapia e le terapie ormonali.
Tra le 95 che hanno completato il protocollo di 10 sedute settimanali, i benefici registrati tramite questionari certificati sono stati ampiamente significativi.
I risultati principali hanno evidenziato miglioramenti in diverse aree critiche: il dolore (oncologico e non) è diminuito, con un punteggio medio crollato dal 46,5% al 16%; i disturbi del sonno come l’insonnia sono più che dimezzati, passando dal 43,2% al 19,6%; la stanchezza cronica è scesa dal 49,7% al 26,5%; la percezione generale dello stato di salute è salita dal 50% al 68,4%, confermando un impatto positivo sulla qualità della vita non solo fisico, ma anche sociale.
Un approccio scientifico e umano
L’agopuntura può essere di aiuto anche per i suoi vantaggi in termini di sicurezza e di non interazione con altre terapie, in quanto terapia non farmacologica.
“L’agopuntura non è una medicina alternativa, non cura il tumore, ma può alleviare i sintomi più strettamente legati alle terapie oncologiche, affiancandole in un’ottica di medicina integrata – spiega Claudio Zamagni, Direttore Oncologia Medica del Policlinico di Sant’Orsola IRCCS e membro del comitato scientifico di Loto Odv – L’agopuntura permette infatti di modulare la risposta dell’organismo senza introdurre ulteriori molecole farmacologiche, evitando così il rischio di interazioni e alleggerendo il carico tossico sulle pazienti già provate dalle cure”.
Affrontare un tumore non significa solo combattere la malattia, ma gestire un carico di sintomi spesso invalidanti nella vita quotidiana, come sottolinea Carlo Maria Giovanardi, Presidente dell’Associazione Medici Agopuntori Bolognesi (A.M.A.B.):
“I risultati di questa indagine confermano che prenderci cura della persona, e non solo della malattia, è la chiave della medicina moderna. Grazie alla sinergia con Loto Odv e alla preparazione specifica dei nostri medici, siamo riusciti a offrire un sollievo concreto a problemi come l’insonnia e l’astenia, per i quali spesso non esistono terapie standard. Vedere il punteggio dello stato di salute delle nostre pazienti salire significativamente dopo il trattamento è la conferma più importante del valore umano di questo progetto di medicina integrata”.
Come è articolato l’iter per le pazienti
Sono l’oncologo o il medico di riferimento a segnalare alla paziente la possibilità di accedere al servizio di agopuntura come strumento per alleviare i disturbi correlati alle terapie.
Nel corso della prima visita, il Medico Agopuntore discute con la paziente il piano terapeutico per lei più indicato: il ciclo completo è costituito da 10 sedute di circa 30 minuti l’una.
La frequenza delle sedute varia a seconda della patologia trattata, della sensibilità individuale della paziente, del risultato che si intende raggiungere.
“Ogni giorno, circa 50 donne affrontano cicli di chemioterapia al Sant’Orsola, convivendo con effetti collaterali che gravano pesantemente sulla loro quotidianità. Con questo progetto di agopuntura Loto Odv vuole donare alle pazienti una risorsa in più, non farmacologica e sicura, che permetta loro di affrontare le terapie salvavita con maggiore serenità e meno dolore. Mettere il benessere della donna al centro rimane la priorità assoluta della nostra associazione” conclude Sandra Balboni, Presidente nazionale Loto OdV.
Loto Odv (lotonlus.org) è un’associazione non profit con l’obiettivo di colmare il vuoto informativo e di consapevolezza sui tumori ginecologici. Nasce nel 2013 a Bologna su iniziativa di un gruppo di pazienti: oggi ha numerose sedi sul territorio nazionale e collabora con volontari, pazienti, famiglie, medici, istituti sanitari, enti di ricerca e testimonial. Con le sue attività Loto Odv supporta le donne affette dai tumori femminili garantendo accoglienza, orientamento, accompagnamento delle pazienti nei day hospital oncologici.
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