Non soddisfa l’accordo quadro pomodoro industria Nord Italia
Roma, 30 mar. (askanews) – È stato sottoscritto venerdì 27 marzo l’accordo quadro per il pomodoro da industria del Nord Italia, al termine di una trattativa complessa che consente di avviare la campagna 2026, ma che presenta condizioni giudicate da Confagricoltura Piacenza non soddisfacenti dalla componente agricola. L’intesa definisce un prezzo di riferimento pari a 13,40 euro al quintale, più premialità per servizi ed eventuali premi e introduce una revisione delle tabelle qualitative che risulta peggiorativa per i produttori. E ora “le valutazioni da fare sono di stretta convenienza economica: occorre decidere se conviene davvero realizzare il programmato o ridurre, nonostante le intenzioni di trapianto”.
“La chiusura dell’accordo si è resa necessaria per garantire una mappatura chiara delle superfici e consentire la programmazione delle attività di trapianto e raccolta”, precisa Confagri Piacenza sottolineando che il risultato “riflette un equilibrio contrattuale non favorevole alla parte agricola, anche alla luce della pressione produttiva che si è determinata nelle fasi precedenti alla trattativa”.
Nelle intenzioni, infatti, le difficoltà registrate in altri comparti hanno alimentato una previsione di incremento delle superfici investite a pomodoro da industria, elemento che ha inciso sul confronto negoziale, rafforzando la posizione della parte industriale. A ciò si è aggiunta una fase iniziale caratterizzata da un coordinamento non adeguato tra le Organizzazioni di Produttori, che non sono riuscite a orientare in modo efficace le scelte degli agricoltori.
“L’accordo raggiunto non soddisfa le imprese agricole né sul piano del prezzo né su quello delle condizioni qualitative – commenta il presidente di Confagricoltura Piacenza, Umberto Gorra – Ci troviamo di fronte a un risultato che risente di una pressione produttiva costruita anche sulle difficoltà di altri comparti e frutto di una fase iniziale in cui è mancato un adeguato coordinamento della parte agricola. In queste condizioni, questo era verosimilmente il punto di caduta possibile, ma resta un esito che evidenzia una debolezza della nostra capacità di incidere nella trattativa”.
La sottoscrizione dell’accordo era comunque necessaria per garantire l’avvio della campagna, ma “ora è indispensabile che nella fase operativa si recuperi un coordinamento effettivo tra tutti i soggetti della filiera, a partire dalle Organizzazioni di Produttori”. Per Giovanni Lambertini, presidente della sezione di prodotto pomodoro da industria di Confagricoltura Piacenza e della federazione regionale, il prezzo di riferimento fissato a 13,40 euro al quintale “non è coerente neppure con l’andamento dei costi di produzione, che a causa delle incertezze geopolitiche restano su livelli elevati, il gasolio agricolo ha già subito rincari che vanno dal 40% al 50% e anche i fertilizzanti sono aumentati della stessa misura”.
Inoltre, le modifiche introdotte nelle tabelle qualitative risultano ulteriormente “penalizzanti per i produttori che potrebbero vedersi il prezzo al quintale immediatamente decurtato di altri 50 centesimi rispetto al prezzo di riferimento, oltre alle penalizzazioni applicabili in corso di campagna”.
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