Chi è Shelly Kittleson, la giornalista americana rapita in Iraq: collabora anche con media italiani

Aprile 1, 2026 - 00:30
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Chi è Shelly Kittleson, la giornalista americana rapita in Iraq: collabora anche con media italiani

Il rapimento in Iraq

Il ministero dell’Interno iracheno ha confermato il rapimento della giornalista americana, Shelly Kittleson, senza tuttavia confermarne l’identità. “Il ministero dell’Interno annuncia che questa sera una giornalista straniera è stato rapito da individui non identificati. Le forze di sicurezza hanno immediatamente avviato un’operazione per individuare i responsabili, sulla base di informazioni precise e attraverso attività operative sul campo, seguendo i movimenti dei sequestratori. L’inseguimento ha portato all’intercettazione di un veicolo utilizzato dai rapitori, che si è ribaltato nel tentativo di fuga. Le forze di sicurezza hanno arrestato uno dei sospetti e sequestrato uno dei mezzi impiegati nel sequestro”, si legge in una nota del Ministero.

Da Baghdad assicurano che “sono in corso le operazioni per rintracciare gli altri individui coinvolti, ottenere la liberazione del giornalista e adottare tutte le misure legali necessarie nei confronti dei responsabili, in conformità con la legge”.

“Le indagini – si legge ancora – sono tuttora in corso per chiarire pienamente la dinamica dell’accaduto e ulteriori dettagli saranno forniti successivamente”. Il Ministero ribadisce infine “il proprio impegno a impedire qualsiasi tentativo di destabilizzare la sicurezza o colpire cittadini stranieri, assicurando che le forze dell’ordine continueranno a operare con fermezza per perseguire i responsabili”.

La carriera professionale

Giornalista indipendente statunitense, Kittleson ha una lunga esperienza nelle aree di conflitto e ha dedicato gran parte della sua carriera al racconto del Medio Oriente e dell’Asia centrale. Dopo aver iniziato a lavorare in Afghanistan, negli ultimi anni ha seguito soprattutto Iraq e Siria, operando spesso da Baghdad. I suoi reportage si distinguono per la presenza diretta sul campo, anche in prima linea, e per l’attenzione alle dinamiche locali e agli equilibri geopolitici della regione. Nel corso della sua attività ha documentato, tra l’altro, le operazioni contro lo Stato Islamico e le attività delle milizie filo-iraniane in Iraq, oltre a realizzare analisi sugli sviluppi politici e di sicurezza in Medio Oriente.

Nel corso della carriera ha collaborato con numerose testate internazionali, tra cui Al-Monitor, Foreign Policy, The National e The Christian Science Monitor, oltre a piattaforme e centri di ricerca come Syria Deeply, Warscapes e il programma sui conflitti della London School of Economics. Ha avuto anche diversi rapporti professionali con l’Italia: ha scritto per Il Foglio e nel 2012 ha realizzato per Radio Rai 3 un documentario in cinque puntate sulla riforma del sistema giudiziario afghano guidata dall’Italia, basato su interviste raccolte a Kabul. Nel 2016 ha partecipato a Torino alla mostra “In Prima Linea”, dedicata alle fotogiornaliste impegnate nei teatri di guerra, e nel 2017 ha ricevuto il Premio Caravella per il suo lavoro di reportage dalle zone di conflitto.

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Redazione Redazione Eventi e News