Esercitazioni nelle grotte del Campo dei Fiori per testare una nuova tecnologia di comunicazione

Alla Grotta del Frassino, nel complesso carsico del Campo dei Fiori, tre giorni di test per migliorare le comunicazioni durante i soccorsi in ambiente ipogeo. Dal 27 al 29 marzo la Commissione Tecnica Speleologica del Corpo Nazionale Soccorso Alpino e Speleologico (CNSAS) ha condotto un’esercitazione dedicata allo sviluppo di nuove tecnologie, con l’obiettivo di rendere più efficaci e sicuri gli interventi in grotta.
L’attività ha visto impegnati tecnici e operatori nella sperimentazione di sistemi innovativi che potrebbero affiancare o sostituire i tradizionali collegamenti analogici su doppino telefonico, ancora oggi ampiamente utilizzati nelle operazioni di soccorso speleologico.
Nuove reti wireless in ambiente ipogeo
Tra i principali ambiti di prova, l’utilizzo di sistemi di comunicazione wireless basati su rete digitale con protocollo mesh. Si tratta di tecnologie che permettono la trasmissione bidirezionale non solo della voce, ma anche di testi, immagini e dati.
Il funzionamento si basa su una rete di nodi trasmettitori distribuiti lungo la cavità, in grado di comunicare tra loro e garantire continuità del segnale anche in ambienti complessi e articolati come quelli sotterranei.
Il sistema Ermes e la telemedicina in grotta
Parallelamente sono proseguiti i test sul sistema Ermes, sviluppato dalla stessa Commissione Tecnica Speleologica per portare la connettività Internet in grotta. Una tecnologia che apre scenari importanti anche dal punto di vista sanitario.
Grazie a questo sistema, infatti, il team medico che interviene sul ferito può trasmettere all’esterno dati diagnostici, immagini e comunicazioni, ricevendo supporto specialistico in tempo reale.
Prove tecniche e sviluppo futuro
Le esercitazioni hanno riguardato anche aspetti tecnici come la coesistenza tra sistemi analogici tradizionali ed Ermes sullo stesso cavo, la qualità delle comunicazioni in presenza di cavi deteriorati e il comportamento del segnale in diverse configurazioni operative.
Un lavoro di ricerca e sviluppo che si inserisce in un percorso più ampio del CNSAS, finalizzato a integrare tecnologie innovative con sistemi già consolidati, migliorando così il coordinamento e l’efficacia degli interventi di soccorso in ambiente ipogeo.
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