Ocse: inflazione Usa al 4,2 per cento a causa dello shock energetico per la guerra in Iran, la più alta nel G7

Mar 27, 2026 - 00:30
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Ocse: inflazione Usa al 4,2 per cento a causa dello shock energetico per la guerra in Iran, la più alta nel G7

L’inflazione negli Stati Uniti salirà quest’anno al 4,2 per cento, il livello più alto tra i Paesi del G7, a causa dello shock energetico provocato dalla crisi in Medio Oriente e dalla guerra tra Stati Uniti, Israele e Iran. È quanto prevede l’Organizzazione per la cooperazione e lo sviluppo economico (Ocse) nel suo aggiornamento economico intermedio, secondo cui l’aumento dei prezzi dell’energia farà crescere sensibilmente l’inflazione a livello globale, con “significativi rischi al ribasso” per la crescita se le interruzioni nelle esportazioni energetiche dovessero aggravarsi. L’Ocse stima che l’inflazione statunitense salirà dal 2,6 per cento del 2025, mentre anche Paesi come Cina, Corea del Sud e India subiranno una forte accelerazione dei prezzi. “L’ampiezza e la durata del conflitto sono molto incerte, ma un periodo prolungato di prezzi energetici più elevati aumenterà nettamente i costi per le imprese e l’inflazione per i consumatori, con conseguenze negative per la crescita”, riferisce l’organizzazione con sede a Parigi nel rapporto pubblicato oggi. La crescita degli Stati Uniti è attesa rallentare al 2 per cento nel 2026 e all’1,7 per cento nel 2027, mentre quella globale dovrebbe scendere dal 3,3 per cento dello scorso anno al 2,9 per cento nel 2026, per poi risalire al 3 per cento l’anno successivo.

L’Ocse nell’analisi sottolinea che prima della guerra con l’Iran l’economia mondiale mostrava una notevole resilienza, sostenuta anche dagli investimenti nell’intelligenza artificiale e dai rialzi dei mercati azionari, ma che il quadro è cambiato radicalmente dopo gli attacchi di fine febbraio, che hanno fatto salire i prezzi di petrolio e gas naturale con effetti su metalli e fertilizzanti. L’organizzazione evidenzia inoltre che lo Stretto di Hormuz rappresenta un quarto del commercio mondiale di petrolio via mare e un quinto di quello di gas naturale liquefatto, mentre gli Stati del Golfo coprono il 34 per cento delle esportazioni mondiali di urea e la metà di quelle di zolfo. L’inflazione complessiva del G20 è stata rivista al rialzo di 1,2 punti percentuali al 4 per cento nel 2026, mentre per l’Eurozona la crescita è ora prevista allo 0,8 per cento quest’anno e all’1,2 per cento nel 2027.

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Redazione Eventi e News Redazione Eventi e News in Italia