Omicidio Sharon Verzeni, Sangare condannato all’ergastolo
È stato condannato all’ergastolo Moussa Sangare per l’omicidio di Sharon Verzeni, la giovane donna uccisa a coltellate nella notte tra il 29 e il 30 luglio 2024 a Terno d’Isola, in provincia di Bergamo. Lo ha stabilito la Corte d’Assise di Bergamo, presieduta da Patrizia Ingrascì, al termine di una camera di consiglio durata oltre quattro ore. La sentenza è stata pronunciata nel pomeriggio, in un’aula carica di tensione e silenzio, davanti ai familiari della vittima e alle parti coinvolte nel processo.
I giudici hanno accolto la richiesta della pubblica accusa, riconoscendo la piena responsabilità dell’imputato per un delitto che aveva profondamente scosso la comunità bergamasca. Nel dispositivo letto in aula è stata confermata la pena massima prevista dall’ordinamento, a fronte della gravità dei fatti e delle modalità dell’aggressione. Restano ora da depositare le motivazioni della sentenza, che chiariranno nel dettaglio il percorso logico-giuridico seguito dalla Corte.
All’uscita dal tribunale, i legali delle parti si sono limitati a brevi dichiarazioni. La difesa ha annunciato l’intenzione di valutare il ricorso in appello, mentre i rappresentanti della famiglia Verzeni hanno parlato di un verdetto atteso, sottolineando come nessuna decisione giudiziaria possa colmare la perdita subita. La pronuncia chiude il primo grado di giudizio di una vicenda che, sin dall’inizio, aveva attirato grande attenzione mediatica e suscitato un intenso dibattito pubblico.
Con la condanna all’ergastolo si apre adesso la fase successiva dell’iter processuale, mentre Terno d’Isola e l’intero territorio provinciale continuano a ricordare Sharon Verzeni, simbolo di una tragedia che ha lasciato un segno profondo nel tessuto sociale locale.
Famiglia Sharon in lacrime durante lettura sentenza
I genitori di Sharon Verzeni, Bruno Verzeni e Maria Teresa Previtali, hanno ascoltato la sentenza di condanna all’ergastolo per Moussa Sangare in lacrime. Si abbracciano e tra loro in lacrime anche il compagno della vittima, Sergio Ruocco, la sorella e il fratello della vittima, Melody e Cristopher Verzeni. Nessuna reazione, invece, da parte di Sangare che, dopo la lettura della sentenza è stato scortato fuori dall’aula dagli agenti della penitenziaria per fare rientro in carcere.
Padre Sharon: “Non si può mai essere soddisfatti”
“Non si può mai essere soddisfatti di queste cose”. Sono le prime parole di Bruno Verzeni, padre di Sharon Verzeni, uccisa a coltellate nella notte tra il 29 e il 30 luglio 2024 a Terno d’Isola, in provincia di Bergamo, dopo la sentenza di condanna all’ergastolo per Moussa Sangare.
Procuratrice aggiunta: “Famiglia aveva bisogno di giustizia”
“Siamo soddisfatti nel senso che è stato chiuso il processo in relazione a un crimine orrendo e la famiglia aveva necessità di avere giustizia”. Lo ha detto Maria Cristina Rota, procuratrice aggiunta di Bergamo, lasciando il tribunale dopo la sentenza di condanna all’ergastolo per Moussa Sangare per l’omicidio di Sharon Verzeni. “Anche se dire soddisfatti, quando c’è un ergastolo, non è mai bello”, ha aggiunto.
Sorella Sharon: “Sangare non ha riconosciuto suo delitto”
“Abbiamo sperato fino all’ultimo che l’imputato riconoscesse il suo efferato delitto, ma purtroppo non è accaduto”. Lo ha detto Melody Verzeni, sorella di Sharon Verzeni, uccisa a coltellate nella notte tra il 29 e il 30 luglio 2024 a Terno d’Isola, in provincia di Bergamo, leggendo una nota a nome della famiglia all’uscita del tribunale dopo la condanna all’ergastolo per Moussa Sangare. “Ciò non fa altro che aumentare la sua pericolosità per gli altri – ha affermato – Auspichiamo che il tempo concesso possa fargli almeno accettare il male che ha commesso”.
Sorella Sharon: “Pena inflitta è quella prevista dalla legge”
“Riteniamo che la pena decisa dalla Corte di Assise sia quella prevista dalla legge”. Lo ha detto Melody Verzeni, sorella di Sharon Verzeni, leggendo una nota a nome della famiglia dopo la sentenza di condanna all’ergastolo per Moussa Sangare per l’omicidio della donna. “Ringraziamo la Corte d’Assise per il giudizio giusto e obiettivo pronunciato con questa sentenza – ha affermato – Non ci dimenticheremo del lavoro svolto da pubblico ministero, dall’Arma dei Carabinieri e da quanti hanno lavorato per far emergere la verità. Un grazie anche ai giornalisti per il tempo loro dedicato a questa nostra vicenda”. “Un’ultima cosa la diciamo a Sharon. Sarei sempre viva, sappiamo che sei con noi tutti i giorni”, ha sottolineato.
Questo articolo Omicidio Sharon Verzeni, Sangare condannato all’ergastolo proviene da LaPresse
Qual è la tua reazione?
Mi piace
0
Antipatico
0
Lo amo
0
Comico
0
Furioso
0
Triste
0
Wow
0




