Oncologi: fino al 50% del tempo impiegato in burocrazia

Il carico burocratico in sanità rappresenta una criticità sistemica, soprattutto in oncologia. Secondo alcune stime, le attività amministrative come modulistica, inserimento dati e compilazione schede AIFA possono arrivare ad assorbire fino al 50% del tempo lavorativo dei clinici, penalizzando il dialogo medico-paziente e l’efficienza del SSN. Il Gruppo “La salute: un bene da difendere, un diritto da promuovere”, cui aderiscono quasi 50 associazioni dei pazienti, insieme al Collegio Italiano dei Primari Oncologi Medici Ospedalieri (CIPOMO) portano all’attenzione delle Istituzioni il problema dell’eccessiva burocratizzazione in corsia e sollecitano proposte di indirizzo finalizzate a trovare soluzioni concrete per liberare dai legacci amministrativi i clinici e favorire il tempo clinico.
Il carico burocratico associato alle attività professionali rappresenta un fenomeno noto e in parte inevitabile nelle organizzazioni sanitarie, oggi ulteriormente aggravato dalla carenza di personale medico.
Negli ultimi anni il rapporto tra tempo dedicato ai compiti amministrativi e tempo dedicato all’attività clinica ha assunto caratteri critici: secondo alcune stime, le attività amministrative possono arrivare a occupare fino al 50% delle 38 ore lavorative settimanali.
Da un’indagine realizzata dal Collegio Italiano dei Primari Oncologi Medici Ospedalieri (CIPOMO) nei reparti di oncologia medica ospedaliera emerge che l’86,1% degli oncologi ritiene delegabili le attività precedenti l’atto clinico (raccolta di dati anagrafici e documentazione clinica, registrazione con finalità amministrative) e per 1 Centro su 2 è considerata critica, in particolare, la fase relativa all’inserimento delle informazioni in Scheda AIFA.
Su queste premesse è stato organizzato a Roma un incontro per portare all’attenzione dei media e delle Istituzioni il problema dell’eccessiva burocratizzazione in corsia; incontro che vede siglare ufficialmente la partnership tra Il Gruppo “La salute: un bene da difendere, un diritto da promuovere” e il CIPOMO.
Un’alleanza che segue e rafforza anni di vicendevole e fattiva collaborazione, annunciata da Annamaria Mancuso, Coordinatrice del Gruppo di advocacy nato nel 2014 cui aderiscono quasi 50 associazioni di pazienti oncologici e onco-ematologici, e da Paolo Tralongo, Presidente CIPOMO.
La sproporzione tra la ripartizione del tempo comporta conseguenze rilevanti, quali riduzione del tempo dedicato alla clinica (visite, colloqui); disaffezione alla professione e aumento del burnout; incremento dei costi per il Servizio Sanitario Nazionale; aumento delle liste di attesa; peggioramento della qualità del servizio e della soddisfazione dei pazienti.
Il fenomeno è documentato in oncologia e in numerose altre specialità, nonché nella medicina generale, con evidenze scientifiche consolidate a livello nazionale e internazionale.
Il Gruppo di Lavoro CIPOMO (Collegio Italiano dei Primari Oncologi Medici Ospedalieri) ha affrontato il tema della deburocratizzazione in oncologia attraverso una metodologia propositiva, basata sulle evidenze.
Dall’analisi emerge che: anamnesi prossima, valutazione degli esami, scelta del trattamento e consenso informato al trattamento restano attività ad alta intensità clinica e non delegabili.
L’86,1% dei clinici ritiene delegabile le attività della fase che precede l’atto clinico (dati anagrafici, raccolta della documentazione clinica e registrazione con finalità amministrative).
La fase che ne consegue (programmazione esami di approfondimento, posizionamento PICC/IAP, etc.) ad alta variabilità tra i vari contesti, per oltre il 50% è ritenuta possibile oggetto di delega e/o standardizzazione.
Il 50% dei centri considera critica la fase relativa all’inserimento delle informazioni in Scheda AIFA.
I dati confermano una rilevante quota di tempo medico assorbita da attività a prevalente contenuto organizzativo o di sistema.
Il Gruppo di Lavoro oltre a identificare alcune raccomandazioni operative (quick wins) riguardo l’organizzazione dei reparti di oncologia ospedaliera (cantiere CIPOMO) indica alcune direttrici prioritarie di intervento da proporre a livello istituzionale.
Delegare le attività non cliniche a nuove figure, introdurre e implementare l’innovazione digitale anche con l’aiuto della Intelligenza Artificiale, pensare a ad una diversa revisione e compilazione delle schede AIFA: sono alcune delle proposte di indirizzo suggerite dal gruppo di lavoro del CIPOMO, che ha raccolto informazioni in 24 reparti di oncologia medica ospedaliera rappresentativi di 12 realtà regionali.
ll carico burocratico e le attività amministrative contribuiscono a ridurre il tempo dedicato alla clinica, aumentando il rischio di burnout dei professionisti, penalizzando la relazione medico-paziente, con un peggioramento della qualità delle cure, un incremento dei costi per il SSN e delle liste d’attesa.
CIPOMO, in partnership con il Gruppo “La salute: un bene da difendere, un diritto da promuovere”, intende portare all’attenzione delle Istituzioni le possibili soluzioni affinché si impegnino a trovare interventi che alleggerendo il peso amministrativo, liberino la quota di tempo medico assorbita da attività di tipo organizzativo o di sistema, la maggior parte delle quali delegabile a figure non mediche.
Delega delle attività non cliniche a nuove figure dedicate, da definire in relazione alle risorse del contesto locale (es. key/case manager del percorso, infermiere con competenze clinico-amministrative, operatore sociosanitario o altre figure dedicate).
Obiettivi: migliore appropriatezza di impiego dei profili professionali; liberazione di tempo medico; maggiore sostenibilità organizzativa.
Priorità all’identificazione, certificazione e adozione nazionale di strumenti di AI ad alta interoperabilità, tramite bandi nazionali e forte commitment istituzionale (Ministero della Salute, AGENAS, Regioni).
Revisione delle Schede AIFA. Proposte specifiche: chiusura tempestiva dei registri dopo un periodo definito di monitoraggio; valutazione dell’eliminazione o sospensione dei registri non legati a MEA, con eventuali controlli a campione; valutazione condivisa dei risultati e del rapporto costo-efficacia; sviluppo di strumenti di supporto AI a cura di AIFA.
«CIPOMO partecipa da molti anni attivamente al progetto di advocacy del Gruppo “La salute: un bene da difendere, un diritto da promuovere” fornendo competenze scientifiche, cliniche e organizzative che ci aiutano ad affrontare le criticità della rete oncologica, non ultimo la carenza di personale medico e infermieristico e di risorse, portando le nostre istanze alle Istituzioni – dichiara Annamaria Mancuso, Presidente di Salute Donna ODV e Coordinatrice del Gruppo – per questo, siamo veramente contenti di siglare formalmente la partnership con un prezioso alleato come CIPOMO. Ringrazio il Presidente Tralongo per la vicinanza al Gruppo, la lungimiranza e l’impegno dimostrato nel corso degli anni che porterà a future importanti attività e iniziative sempre volte a migliorare la qualità delle cure e il benessere dei pazienti. L’evento di oggi è il primo atto di questa alleanza e non potevamo focalizzare la nostra attenzione che su un tema sentito come prioritario sia dagli oncologi ospedalieri sia dalle associazioni dei pazienti. Il peso burocratico è diventato insostenibile, riduce in maniera pesante il tempo clinico, ovvero quel tempo che l’oncologo dedica alla visita, alla prescrizione delle terapie, alle spiegazioni, all’ascolto e ai consigli. Il tempo è elemento fondamentale per rafforzare il patto di fiducia medico-paziente, per assicurare una presa in carico consapevole, efficiente e sostenibile, ma soprattutto per motivare il paziente e aumentare l’aderenza ai trattamenti e al follow up».
Il carico burocratico, fenomeno noto da tempo, ma esploso in questi ultimi anni, rappresenta oggi una criticità sistemica, soprattutto in Oncologia dove la complessità del percorso diagnostico terapeutico richiede una rigorosa integrazione tra attività puramente cliniche e processi gestionali.
«Il carico burocratico che grava sugli oncologi medici ospedalieri – dichiara Paolo Tralongo, Presidente CIPOMO – rappresenta oggi una delle principali criticità organizzative del sistema sanitario, aggravata dalla crescente carenza di personale. Per questo CIPOMO ha istituito un Gruppo di Lavoro sulla deburocratizzazione, con l’obiettivo di contribuire al dibattito nazionale con proposte concrete di semplificazione delle attività cliniche. Oggi il tempo dedicato agli adempimenti amministrativi ha raggiunto proporzioni patologiche, sottraendo spazio alla cura dei pazienti, aumentando inefficienze e costi per il SSN, allungando le liste di attesa e alimentando la disaffezione verso la professione, con un impatto negativo sulla qualità dei servizi».
«L’oncologo opera in un sistema sempre più complesso, la sua giornata tipo non si esaurisce in diagnosi e terapia, accanto a compiti di valore clinico cresce il tempo speso in attività amministrative, spesso lontane dalla missione primaria di cura. La nostra analisi condotta attraverso focus group su 24 reparti di oncologia, evidenzia che il valore clinico della visita oncologica resta centrale e insostituibile, un tempo non comprimibile e non delegabile – spiega Luisa Fioretto, Past President CIPOMO e Coordinatore del Gruppo di lavoro – concentrato sulla relazione e sulla decisione terapeutica e necessita di tempi adeguati. Il problema riguarda ciò che circonda l’atto clinico prima e dopo, e che finisce per sottrarre tempo alla cura. Oggi capita di frequente che il valore sia econometrico in termini di minutaggio. Il nostro punto di vista clinico spesso genera valori che sono incompatibili con i minutaggi come, ad esempio, il tempo di relazione con i nostri pazienti. Se non verranno avviate misure correttive nella direzione auspicata, tutto il sistema delle cure ne risentirà pesantemente. con riduzione della qualità delle prestazioni e percezione, da parte dell’utenza e dei familiari, di carenza nella presa in carico del SSN e conseguente calo del consenso verso gli amministratori politici della sanità».
Semplificazione è la parola d’ordine, occorre meno burocrazia per restituire tempo alla cura dei pazienti e al rapporto del medico con chi ha bisogno di assistenza.
«Il Governo è già intervenuto su questo tema con la legge di bilancio, garantendo la copertura finanziaria per l’assunzione a tempo indeterminato di ulteriori 1.000 medici e 5.000 infermieri – commenta
l’On. Vanessa Cattoi, Coordinatrice dell’Intergruppo “Insieme per un impegno contro il cancro” alla Camera dei Deputati – ma è necessario intervenire anche sulla semplificazione degli adempimenti amministrativi/burocratici che oggi gravano sul personale medico. In questa direzione vanno le proposte del Collegio Italiano dei Primari Oncologi Medici Ospedalieri (CIPOMO) che rappresentano un contributo importante per rendere più efficienti i processi organizzativi. Come maggioranza siamo impegnati a sostenere interventi di semplificazione e innovazione organizzativa, anche attraverso la digitalizzazione prevista dal PNRR, per ridurre le inefficienze e restituire tempo alla cura. Migliorare l’efficienza del sistema significa rafforzare il SSN e garantire risposte più rapide e di qualità ai cittadini».
Alleggerire il carico amministrativo non è un dettaglio organizzativo, ma una condizione necessaria per garantire la sostenibilità della presa in carico oncologica, migliorare la qualità delle cure e assicurare al paziente un percorso integrato, continuo e realmente centrato sui suoi bisogni.
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