Pacchi extra UE, stop alla tassa da 2 euro (per ora)

Mar 12, 2026 - 18:30
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Pacchi extra UE, stop alla tassa da 2 euro (per ora)

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Il contributo amministrativo sui piccoli pacchi provenienti da Paesi extra UE non entrerà subito in vigore. Il Governo ha infatti deciso di posticipare l’applicazione della misura, inizialmente prevista dalla legge di bilancio 2026, concedendo più tempo agli uffici competenti per adeguare le infrastrutture informatiche necessarie alla gestione della nuova procedura.


La novità è stata resa nota dal Ministero dell’Economia e delle Finanze, che ha diffuso un comunicato ufficiale annunciando l’arrivo imminente di un provvedimento legislativo destinato a modificare alcune disposizioni della legge 30 dicembre 2025, n. 199. Oltre alla sospensione temporanea della cosiddetta “tassa sui piccoli pacchi”, il testo conterrà anche correzioni su IVA nelle operazioni permutative e modifiche al nuovo regime di iper-ammortamento per gli investimenti delle imprese.

Tassa sui piccoli pacchi extra UE: slitta l’avvio

Tra le principali novità figura il rinvio dell’entrata in vigore del contributo amministrativo previsto per le spedizioni di valore ridotto provenienti da Paesi extra europei.

La legge di bilancio 2026 aveva introdotto un importo fisso di 2 euro per le spedizioni con valore inferiore a 150 euro. L’obiettivo della norma era quello di coprire i costi sostenuti dall’amministrazione doganale per la gestione delle procedure di importazione relative a questo tipo di merci, sempre più diffuse soprattutto nel commercio elettronico internazionale.

Secondo quanto comunicato dal MEF, tuttavia, l’applicazione effettiva della misura sarà rinviata fino al 30 giugno 2026.

La decisione nasce da esigenze tecniche legate all’operatività del sistema doganale. In particolare, il differimento consentirà l’aggiornamento del sistema informativo dell’Agenzia delle Dogane e dei Monopoli, passaggio necessario per gestire correttamente il nuovo meccanismo di riscossione del contributo.

In sostanza, la norma resta prevista nel quadro normativo, ma la sua efficacia sarà sospesa per alcuni mesi, evitando nel frattempo possibili disfunzioni operative.

E-commerce e importazioni: perché la misura aveva fatto discutere

Il contributo sui pacchi di piccolo valore aveva suscitato diverse reazioni già durante l’esame della legge di bilancio.

Negli ultimi anni, infatti, le spedizioni di importazione di importo contenuto sono aumentate in modo significativo, soprattutto a causa della crescita delle piattaforme di commercio online che spediscono direttamente da Paesi extra UE.

Molte di queste operazioni comportano comunque controlli e attività amministrative da parte delle autorità doganali. Proprio per questo motivo il legislatore aveva introdotto il contributo di 2 euro, pensato come copertura dei costi amministrativi connessi alla gestione delle importazioni.

Il rinvio dell’applicazione non elimina la misura, ma rappresenta piuttosto una pausa tecnica necessaria per predisporre gli strumenti operativi richiesti dalla normativa.

IVA sulle permute: chiarimento sui contratti già stipulati

Il futuro provvedimento legislativo non riguarderà soltanto la questione delle spedizioni internazionali.

Il Ministero dell’Economia ha infatti annunciato anche un intervento interpretativo su una disposizione della legge di bilancio relativa alla determinazione della base imponibile IVA nelle operazioni di permuta e nelle cosiddette dazioni in pagamento.

La normativa introdotta con la manovra stabilisce che la base imponibile dell’IVA debba essere calcolata considerando l’ammontare complessivo dei costi sostenuti per la realizzazione dell’operazione.

Il nuovo provvedimento chiarirà però l’ambito temporale di applicazione della regola. In particolare:

  • il nuovo criterio si applicherà alle operazioni effettuate in esecuzione di contratti stipulati o rinnovati dal 1° gennaio 2026;

  • per gli accordi sottoscritti prima di questa data continuerà invece ad applicarsi il metodo basato sul valore normale.

La precisazione ha una funzione importante: evitare effetti retroattivi sulle operazioni già programmate e tutelare gli equilibri contrattuali definiti in base alla disciplina precedente.

Il MEF ha sottolineato che la scelta risponde all’esigenza di rispettare il principio del legittimo affidamento e della certezza del diritto, due elementi fondamentali nei rapporti tra amministrazione e contribuenti.

Iper-ammortamento: stop al vincolo geografico sugli acquisti

Il terzo intervento annunciato riguarda il nuovo regime di iper-ammortamento per gli investimenti in beni strumentali, introdotto dalla stessa legge di bilancio.

La misura prevede una maggiorazione del costo fiscalmente riconosciuto dei beni acquistati dalle imprese, con l’obiettivo di incentivare investimenti produttivi e innovazione tecnologica.

Nella versione originaria della norma, tuttavia, il beneficio era limitato agli acquisti di beni prodotti:

  • nell’Unione europea

  • oppure in Stati aderenti allo Spazio economico europeo.

Il provvedimento legislativo in arrivo eliminerà questa limitazione geografica, consentendo alle imprese di accedere all’agevolazione indipendentemente dall’area di produzione del bene acquistato.

Si tratta di una modifica rilevante per il mondo produttivo, perché amplia le possibilità di approvvigionamento delle imprese e rende la misura più flessibile rispetto alle esigenze del mercato globale.

Un intervento correttivo sulla legge di bilancio

Nel complesso, l’iniziativa annunciata dal Ministero dell’Economia rappresenta un intervento di manutenzione normativa sulla legge di bilancio 2026.

Non si tratta quindi di una riforma complessiva, ma piuttosto di un pacchetto di correttivi mirati destinati a:

  • adeguare alcune disposizioni alla realtà operativa delle amministrazioni;

  • chiarire il perimetro di applicazione di alcune norme fiscali;

  • rendere più efficaci gli strumenti di incentivo agli investimenti.

La pubblicazione del provvedimento legislativo è attesa nelle prossime settimane. Solo allora saranno definiti con precisione tempi e modalità di entrata in vigore delle modifiche annunciate.

Nel frattempo, per quanto riguarda il contributo sui piccoli pacchi provenienti da Paesi extra UE, la decisione del Governo appare chiara: la misura resta prevista, ma la sua applicazione è stata rinviata alla metà del 2026, lasciando spazio agli adeguamenti tecnici necessari al sistema doganale.

Il testo del comunicato del MEF

Qui il documento completo.

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