Responsabilità medica: un tassello mancante per il vero Spazio Sanitario Europeo

Mar 24, 2026 - 17:00
 0
Responsabilità medica: un tassello mancante per il vero Spazio Sanitario Europeo

Il tragico caso del bambino deceduto a Napoli a causa di una presunta catena di errori medici è una ferita aperta che ci impone una riflessione profonda. Dinanzi a tali drammi, la giustizia per le vittime e le loro famiglie è un atto dovuto e imprescindibile. Tuttavia, come legislatori, abbiamo il dovere di chiederci se l’attuale sistema di responsabilità medica stia davvero proteggendo i cittadini o se, al contrario, non stia finendo per compromettere la qualità stessa delle cure.

La frammentazione europea: un ostacolo alla salute

Uno studio recente del Servizio Ricerca del Parlamento Europeo (EPRS) conferma quanto la situazione sia eterogenea e preoccupante. In Europa convivono regimi giuridici opposti: da una parte modelli “no-fault”, come quello svedese o francese, che privilegiano l’indennizzo rapido del paziente senza necessariamente criminalizzare il medico; dall’altra sistemi come quello italiano, dove la pressione del diritto penale è costante.
Questa frammentazione non è solo un tema giuridico, è un limite strutturale. Se un medico opera costantemente sotto la minaccia di un tribunale, la conseguenza inevitabile è la “medicina difensiva”. Lo studio EPRS evidenzia come questo fenomeno non solo faccia lievitare i costi pubblici, ma allontani i giovani professionisti dalle specializzazioni vitali, come la chirurgia o l’ostetricia, creando un vuoto di competenze che minaccia il futuro della nostra sanità.

Oltre la colpa: l’Agenzia Europea per il Rischio Clinico

Valentina Palmisano
Valentina Palmisano (M5S)

Non possiamo limitarci a reagire all’errore, dobbiamo prevenirlo. Per farlo, serve un salto di qualità istituzionale. La mia proposta è quella di lavorare all’istituzione di un’Agenzia Europea per il contrasto del rischio clinico.
Così come oggi l’EMA, attraverso sistemi come EudraVigilance, monitora e previene i rischi legati ai farmaci a livello UE, abbiamo bisogno di una struttura che raccolga dati comparabili tra gli Stati membri sugli incidenti clinici. Un organismo capace di trasformare l’errore da evento punitivo a occasione di apprendimento collettivo, individuando best practices comuni per la sicurezza dei pazienti in tutta l’Unione.

L’Intelligenza Artificiale: opportunità e nuove tutele

Il quadro si fa ancora più urgente con l’avvento dell’Intelligenza Artificiale. Come discusso recentemente a Bruxelles con esperti del calibro del professor Giulio Sozzi, Professore Associato Saint Camillus International University of Health Sciences di Roma e dell’Avvocato Vania Cirese, Specialista in diritto sanitario, responsabilità medica, sistemi sanitari europei, gestione del rischio clinico, l’AI trasformerà la diagnostica e la chirurgia. Ma senza un quadro di responsabilità chiaro — che integri l’AI Act e le direttive sulla responsabilità da prodotto — rischiamo di lasciare i medici in un limbo giuridico. L’innovazione deve essere supportata da regole che chiariscano il ruolo del medico come decisore finale, proteggendolo da responsabilità improprie derivanti da algoritmi non trasparenti.

Costruire lo Spazio Sanitario Europeo (EHDS)

Il progetto dello Spazio Sanitario Europeo non può limitarsi alla pur fondamentale libera circolazione dei dati clinici. Deve evolvere verso un’armonizzazione delle tutele giuridiche. Non possono esserci cittadini di “serie A” o medici di “serie B” a seconda della frontiera sotto cui operano.

Dobbiamo lavorare per un sistema europeo che:
• Distingua nettamente tra errore umano e negligenza grave, limitando l’uso del diritto penale ai casi di reale dolo o colpa manifesta.
• Garantisca indennizzi certi e rapidi ai pazienti attraverso fondi di garanzia, riducendo il ricorso a lunghissimi e dolorosi contenziosi legali.
• Investa nella gestione del rischio, rendendo gli ospedali luoghi in cui la sicurezza è frutto di protocolli condivisi e non solo di coraggio individuale.

Garantire ai medici un ambiente di lavoro sereno non significa concedere privilegi, ma assicurare ai pazienti cure più attente, umane e sicure. È tempo che l’Europa si faccia carico di questa sfida per trasformare il diritto alla salute in una realtà uniforme e protetta in tutto il continente.

*Valentina Palmisano è una deputata europea de laSinistra/M5S

Qual è la tua reazione?

Mi piace Mi piace 0
Antipatico Antipatico 0
Lo amo Lo amo 0
Comico Comico 0
Furioso Furioso 0
Triste Triste 0
Wow Wow 0
Redazione Eventi e News Redazione Eventi e News in Italia