Ritrovamenti storici di una riqualificazione energetica

A Udine, presso la scuola Ippolito Nievo, i lavori di riqualificazione del tetto hanno portato alla luce dei quaderni. Erano lì dal 1944. Lettere, riflessioni, disegni che contribuiscono a dare valore alla memoria storica di questi luoghi
Certe scoperte non fanno rumore. Affiorano piano, tra la polvere e ciò che resta di un cantiere e trasformano il modo in cui percepiamo gli spazi.
Era lo scorso 20 ottobre, quando, durante un intervento di riqualificazione energetica del tetto alla scuola primaria Ippolito Nievo di Udine, tra travi e materiali destinati allo smaltimento sono riemersi alcuni quaderni del 1944 appartenuti alle alunne della classe 5B.
Da quel momento, la scuola ha cominciato a raccontarsi in modo nuovo. La dirigente scolastica, Sara Cuomo, spiega a GreenPlanner: “è successo durante i lavori di riqualificazione. Tra gli scarti le maestre hanno notato dei quaderni, li abbiamo spolverati con delicatezza e messi al sicuro.
Sfogliarli è stato intenso: compiti di matematica, dettati, composizioni. Righe ordinate, pensieri limpidi. Non erano solo esercizi, ma testimonianze di bambini vissuti in un tempo drammatico, la guerra, eppure capaci di normalità e speranza“.
I quaderni hanno trasformato la percezione dell’edificio
Oggi la scuola non è solo uno spazio fisico, ma un luogo abitato dalla memoria, dove passato e presente dialogano. I banchi gialli e azzurri, come la bandiera friulana ed europea, si confrontano idealmente con i fogli ingialliti del 1944.
Quando i quaderni sono stati mostrati agli alunni, l’emozione è stata tangibile: lettere, riflessioni, disegni hanno trasformato la storia in relazione diretta con il presente. Ma alla Nievo la memoria storica cammina di pari passo con la sostenibilità ambientale.
Il tetto riqualificato riduce consumi e dispersioni di energia; il tinkering e l’upcycling trasformano materiali di scarto in nuovi strumenti di apprendimento; gli orti scolastici e le sementi antiche insegnano ai ragazzi a prendersi cura della terra; i murales dedicati all’ambiente e alla tradizione artistica locale animano i muri della scuola.
Come dice la dirigente: “conservare è un atto di cura: non solo dei quaderni, ma anche dell’ambiente. Dut al sta ben! – tutto è utile, nulla si butta – è un principio friulano che oggi chiameremmo economia circolare“.
Le alunne del 1944 e gli studenti di oggi si incontrano così su un terreno comune: impegno, rispetto, generosità, cura di ciò che ci circonda.
La scoperta dei quaderni diventerà parte dei percorsi di educazione civica e ambientale: ricerche negli archivi, progetti legati alla terra, dialogo con le generazioni più anziane.
“La sostenibilità non è solo risparmio energetico – conclude la dirigente – È anche custodia della memoria, tutela del passato e costruzione di un futuro consapevole. Tra banchi colorati e mani sporche di terra, le bambine del 1944 continuano a insegnare“.
Alla Ippolito Nievo, prendersi cura della memoria storica e dell’ambiente sono due facce della stessa responsabilità educativa: educare le nuove generazioni a rispettare ciò che le precede e ciò che le circonda, per costruire un futuro più giusto, consapevole e sostenibile.
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