Salvini, la (mezza) retromarcia su Rogoredo dopo gli attacchi all’inchiesta “odiosa” sul poliziotto: “Oltraggio alla divisa”

Febbraio 24, 2026 - 20:00
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Salvini, la (mezza) retromarcia su Rogoredo dopo gli attacchi all’inchiesta “odiosa” sul poliziotto: “Oltraggio alla divisa”

A Matteo Salvini erano bastati 37 minuti per prendere le difese di Carmelo Cinturrino, l’assistente capo della polizia prima indagato e oggi fermato con l’accusa di omicidio volontario per la morte di Abderrahim Mansouri, il pusher ucciso nei pressi del “boschetto” di Rogoredo, a Milano, nel tardo pomeriggio del 26 gennaio.

Tanto era servito al vicepremier e ministro della Infrastrutture per intervenire via social in difesa dell’agente “senza se e senza ma”. Trascorrono altri tre giorni e Salvini torna a parlare di Cinturrino, da questa mattina in stato di fermo dopo l’evolversi clamoroso dell’inchiesta condotta dal pm Giovanni Tarzia e dal procuratore Marcello Viola, che hanno coordinato le indagini della Squadra Mobile di Milano, per accusa i magistrati milanesi di condurre una indagine “veramente ingenerosa, gratuita”, un “fascicolo odioso” per omicidio volontario come se “quell’agente avesse sparato per uccidere”.

Salvini, insomma, non aveva dubbi. Neanche la Lega: ancora oggi sul sito del Carroccio è presente una raccolta firme “Io sto col poliziotto” per esprimere “solidarietà e vicinanza” all’agente del commissariato Mecenante, mentre la vittima Mansouri viene definito semplicemente “un nordafricano irregolare e con diversi precedenti”.

D’altra parte il caso di Rogoredo era stato immediatamente strumentalizzato politicamente dal partito, ma anche dagli altri partner di maggioranza, per spingere sul pacchetto sicurezza e sullo scudo penale per le forze dell’ordine.

Oggi, col fermo di Cinturrino e l’evolversi di una indagine che sembra evidenziare un quadro impressionante nella condotta dell’assistente capo della polizia, accusato di aver sparato ad un uomo disarmato e di aver successivamente, con la complicità di alcuni colleghi, piazzato una pistola finta accanto ad un Mansouri moribondo, chiamando i soccorsi del 119 dopo oltre 23 minuti dal fatto, Salvini si trova costretto ad una mezza marcia indietro.

Di fronte ad un quadro delle indagini radicalmente mutato, il vicepremier arretra, almeno in parte. “Penso soprattutto alle centinaia di migliaia di ragazze e ragazzi in divisa che oggi sono per strada in tutta Italia, nelle stazioni, a rischiare la vita per salvare le vite. Quindi se fosse confermato il suo comportamento criminale sarebbe un oltraggio ai suoi colleghi in divisa”, le parole di Salvini a margine di una visita al Villaggio olimpico, all’indomani della chiusura delle Olimpiadi di Milano Cortina.

“Chi sbaglia paga, se qualcuno sbaglia in divisa paga anche di più, perché io come quasi tutti gli italiani, porto rispetto e fiducia nelle forze dell’ordine. Se qualcuno invece usa la divisa per fare affari o per regolamenti di conto personali, non è degno di quella divisa”, spiega il vicepremier, ribaltando così il piano del discorso. Ma ai microfoni del Fatto Quotidiano Salvini evidenzia però di non aver compreso la lezione, che rifarebbe il post in cui “a caldo” sosteneva di essere dalla parte del poliziotto: “Assolutamente sì”.

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Redazione Eventi e News Redazione Eventi e News in Italia