Sea Watch, altro fermo dopo il salvataggio di 93 migranti: annullato quello di Geo Barents, ma la nave non esiste più
Da una parte un fermo amministrativo appena disposto dalle autorità, dall’altra uno annullato nei confronti di una nave che oggi non è più in mare in operazioni di soccorso.
È il doppio volto della giustizia italiana nei confronti della Ong che si occupano di pattugliare il Mediterraneo per soccorrere i migranti. Come comunicato dalla organizzazione tedesca Sea Watch, le autorità italiane hanno imposto un fermo di 20 giorni e una multa da 10mila euro alla nave Sea-Watch 5, che lo scorso 15 marzo aveva soccorso 93 persone in difficoltà in acque internazionali.
In quell’occasione l’imbarcazione aveva dichiarato lo “stato di necessità” decidendo di non rispettare le indicazioni arrivate dalle autorità italiane, che aveva indicato alla nave di fare rotta sul porto di Marina di Carrara per procedere allo sbarco dei naufraghi recuperati durante le sue operazioni di soccorso nel Mediterraneo, procedendo verso il più vicino porto di Trapani ed evitando una traversata lunga oltre mille chilometri dal luogo del soccorso in mare dei naufraghi.
Già in quell’occasione la Ong aveva pronosticato il possibile fermo da parte delle autorità di Roma: “Con ogni probabilità il governo italiano fermerà la nostra nave semplicemente per aver difeso il diritto del mare. Come hanno già fatto in oltre 30 casi prima di noi negli ultimi 2 anni, costringendo navi di diverse organizzazioni di ricerca e soccorso a rimanere in porto mentre persone annegavano in mare”, era stata l’accusa già in quei giorni.
🔴 URGENT: First, Italy puts dozens of rescued people in danger, and now the authorities are detaining our Sea-Watch 5. We are blocked for 20 days and told to pay €10,000. But we won’t stand for it – we’re taking this to court! Our press statement ⬇️. https://t.co/dD3Lov6vKs
— Sea-Watch International (@seawatch_intl) March 30, 2026
Oggi è arrivato dunque il fermo e la multa, ma Sea Watch ha già annunciato che intraprenderà un’azione legale contro l’ordinanza di detenzione. Per Bana Mahmood, portavoce della Ong, “è chiaro chiaro che non si tratta di far rispettare le regole, ma di creare deliberatamente nuovi meccanismi con l’obiettivo di fermare e immobilizzare le navi di soccorso in mare. L’ostruzionismo amministrativo sta uccidendo persone in mare”.
Annullato il terzo fermo della nave Geo Barents di MSF
Nelle stesse ore arriva una notizia di lato opposto dal tribunale di Salerno, che ha annullato il terzo provvedimento di fermo della Geo Barents, la nave di ricerca e soccorso di Medici senza frontiere operativa tra giugno 2021 e dicembre 2024
A comunicarlo è stata la stessa organizzazione umanitaria, non mancando di sottolinea come la sentenza “ha dichiarato illegittimo il provvedimento di fermo e ha confermato che la condotta dell’equipaggio di Msf era del tutto legittima e conforme al diritto internazionale e nazionale”.
“Si tratta di un’altra sentenza che ribadisce il dovere di salvare vite in mare e mette in luce l’ostruzionismo sistematico delle autorità italiane nei confronti delle operazioni umanitarie di ricerca e soccorso nel Mediterraneo centrale”, ha dichiarato Juan Matías Gil, capomissione di Msf per la ricerca e soccorso in mare.
Attualmente l’organizzazione gestisce la nave di soccorso Oyvon: da dicembre 2024 infatti Medici senza frontiere ha annunciato la fine delle operazioni di ricerca e soccorso con Geo Barents.
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