Unione europea, ok al nuovo quadro doganale. Sanzioni per i prodotti non conformi
L’Unione europea accelera nella sua lotta all’ultra fast fashion. Pochi giorni fa è stato raggiunto a Bruxelles un accordo su una riforma radicale del sistema doganale comunitario, che include in primo piano un ulteriore giro di vite sulle piattaforme e-commerce, principalmente cinesi, che rischiano così pesanti sanzioni in caso di vendita di prodotti non conformi alla legislazione del Vecchio Continente.
I 27 Stati membri mirano, infatti, a coordinare la riscossione dei dazi e i controlli di sicurezza, nel tentativo di gestire l’elevato volume di pacchi di scarso valore provenienti dal commercio digitale, il cui totale avrebbe raggiunto i 5,8 milioni solo nel 2025.
Quello siglato dai rappresentanti del Parlamento europeo è ancora un accordo provvisorio, seguito a numerosi negoziati. Ad ogni modo, in base al nuovo sistema gli e-tailer che vendono all’interno dell’Unione saranno considerate importatori – non più meri intermediari digitali – e dunque responsabili del pagamento dei dazi e della sicurezza dei prodotti. Le aziende che violeranno ripetutamente le norme di Bruxelles potrebbero incorrere in sanzioni comprese tra l’1% e il 6% del fatturato totale generato nell’Ue nei dodici mesi precedenti.
Come già noto, anche l’esenzione dai dazi dei pacchi di valore inferiore ai 150 euro – di cui hanno beneficato nella propria ascesa colossi del fast fashion quali Shein e Temu – è prossima al tramonto: a partire dal mese di luglio l’Ue introdurrà una tassa di tre euro sulle spedizioni ‘low cost’; una misura provvisoria a cui seguirà, si apprende, una commissione di gestione aggiuntiva da applicare a partire dal mese di novembre.
Intanto, la città francese di Lille è stata scelta come sede della futura Autorità doganale dell’Ue (Euca), il cui personale di 250 unità supervisionerà un nuovo hub di dati dell’Unione europea per fornire una visione più centralizzata e digitale delle merci in entrata.
L’apertura dell’hub di dati per le spedizioni di e-commerce è prevista per il 2028, mentre la copertura di tutte le merci importate scatterà entro il 1° marzo 2034.
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