Veneto, nasce lo psicologo territoriale: obiettivo intercettare precocemente le situazioni di disagio psicologico

Mar 26, 2026 - 05:00
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Veneto, nasce lo psicologo territoriale: obiettivo intercettare precocemente le situazioni di disagio psicologico

I dati indicano che circa un quarto dei pazienti che si rivolge al medico di base presenta disturbi psicologici rilevanti, ma solo una minoranza accede ai servizi specialistici. Lo psicologo territoriale in Veneto lavorerà in stretta collaborazione con medici di medicina generale, pediatri di libera scelta e specialisti ambulatoriali

La Regione Veneto si prepara a rafforzare i servizi sanitari introducendo una nuova figura professionale: lo psicologo territoriale. L’iniziativa nasce con l’obiettivo di rendere la sanità più vicina ai cittadini, migliorando la capacità di ascolto, prevenzione e intervento tempestivo sui bisogni legati alla salute mentale.

Una risposta ai bisogni emergenti

Negli ultimi anni, diversi fattori hanno contribuito ad aumentare la richiesta di supporto psicologico. Tra questi si evidenziano l’invecchiamento della popolazione, la diffusione delle patologie croniche, le difficoltà economiche e l’emergere di nuove fragilità sociali. A questo scenario si sono aggiunti gli effetti della pandemia da Covid-19, che ha intensificato problematiche come ansia, depressione e isolamento, colpendo in particolare giovani, anziani e persone vulnerabili.

Il ruolo dello psicologo territoriale

La nuova figura sarà pensata come primo punto di contatto tra cittadini e sistema sanitario per quanto riguarda il disagio psicologico. Il suo compito principale sarà intercettare precocemente le situazioni problematiche, evitando che possano aggravarsi e trasformarsi in condizioni più complesse. In questo modo, si punta anche a ridurre il fenomeno del disagio sommerso, spesso non adeguatamente trattato.

Colmare il divario nei servizi

I dati indicano che una parte significativa dei pazienti che si rivolge al medico di base, circa un quarto, presenta disturbi psicologici rilevanti, ma solo una minoranza accede ai servizi specialistici. Questa discrepanza comporta un utilizzo non sempre appropriato di altre risorse sanitarie, come il pronto soccorso. L’introduzione dello psicologo territoriale mira proprio a colmare questo divario, integrando la psicologia all’interno della medicina di prossimità.

Organizzazione del servizio

Il servizio sarà finanziato attraverso il Servizio sanitario regionale e gestito dalle Aziende Ulss a livello di distretto sanitario. Lo psicologo lavorerà in stretta collaborazione con medici di medicina generale, pediatri di libera scelta e specialisti ambulatoriali, seguendo un modello di presa in carico graduale e calibrato sulle esigenze del paziente. La presenza sarà garantita anche all’interno delle Case di Comunità.

Benefici per cittadini e sistema sanitario

Oltre al miglioramento della qualità della vita dei cittadini, l’iniziativa potrebbe avere effetti positivi anche sulla sostenibilità economica del sistema sanitario. Studi recenti evidenziano come l’integrazione dei servizi psicologici sul territorio possa ridurre la spesa sanitaria fino al 33-47%, grazie alla diminuzione degli accessi impropri al pronto soccorso, al minor ricorso ai farmaci e alla prevenzione dell’aggravamento dei disturbi.

Una scelta orientata al futuro

L’introduzione dello psicologo territoriale rappresenta una strategia a lungo termine che punta a mettere al centro il benessere della persona. Si tratta di un intervento strutturale che mira a rendere il sistema sanitario più efficiente, equo e capace di rispondere alle sfide sociali e demografiche dei prossimi anni.

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