Addio Android e iOS? Jolla Phone è lo "smartphone europeo" senza Google ed Apple
Chi cerca uno smartphone che non ruoti attorno ai servizi di Google o Apple oggi ha più opzioni rispetto a qualche anno fa, ma resta comunque una nicchia. In questo spazio ristretto prova a inserirsi il nuovo Jolla phone (sì, vi abbiamo appena sbloccato un ricordo), un dispositivo che punta su software indipendente, produzione in Europa e un approccio diverso alla privacy.
La finlandese Jolla non è un nome nuovo: da oltre dieci anni porta avanti Sailfish OS, un sistema basato su Linux che rifiuta il modello classico di Android e iOS. Con questo nuovo smartphone, l'azienda prova a rientrare davvero nel gioco dell'hardware, puntando su chi vuole ridurre la dipendenza dalle big tech senza doversi trasformare in un esperto di modding.
Il nuovo Jolla phone viene assemblato interamente a Salo, in Finlandia, la stessa città che per anni ha ospitato la produzione dei telefoni Nokia. L'azienda insiste sul concetto di "telefono europeo", in linea con la crescente richiesta di tecnologie sovrane e con la diffidenza verso le piattaforme digitali statunitensi.
Detto questo, la catena di fornitura del Jolla phone resta globale. Il chip è un MediaTek che arriva da Taiwan, i sensori fotografici Sony provengono dal Giappone, mentre i moduli di memoria RAM (8 o 12 gigabyte) sono forniti dalla coreana SK hynix.
L'azienda ammette la presenza di componenti cinesi e non prova a mascherarla. Il punto su cui insiste è il controllo del software e del processo di installazione in Finlandia, che secondo Jolla permette di tutelare meglio l'integrità del prodotto e ridurre il rischio di interferenze esterne sul sistema operativo.
Il cuore del progetto resta Sailfish OS, un sistema operativo basato su Linux e non sul codice di Android (AOSP). Questo significa assenza di legami diretti con Google e nessuna necessità di processi di “de-Googlizzazione”: il sistema nasce già senza Play Store, servizi Google e integrazioni predefinite con l’ecosistema statunitense.
Rispetto a soluzioni come GrapheneOS o e/OS, che derivano comunque da Android, Sailfish segue una strada più autonoma. L’utente può comunque eseguire molte app Android, grazie a un livello di compatibilità integrato, ma l’implementazione non è perfetta e alcune applicazioni possono mostrare problemi di compatibilità.
Sul fronte sicurezza, diversi osservatori sottolineano che Sailfish OS non offre lo stesso livello di compartimentazione di sistemi come GrapheneOS, dove ogni app vive in una sandbox molto rigida. Qui l’approccio è meno estremo, con un equilibrio più orientato all’uso quotidiano che alla massima blindatura possibile.
Per facilitare la vita a chi arriva da uno smartphone tradizionale, durante la configurazione iniziale il telefono propone l’installazione di microG, un progetto open source che replica alcune funzioni dei servizi Google su dispositivi senza Play Store. In questo modo molte app che si aspettano quelle API riescono a funzionare meglio, pur senza dipendere direttamente dall’infrastruttura di Mountain View.
Un altro dettaglio non banale: per usare il Jolla phone non serve creare un account Sailfish OS. Questo riduce la quantità di dati centralizzati dall’azienda, ma toglie anche qualche comodità tipica degli ecosistemi più integrati.
Il nuovo Jolla phone sarà disponibile da settembre 2026 a 649 euro e ha già superato i 10.000 preordini dopo la presentazione di dicembre 2025. Il posizionamento resta da prodotto di nicchia, con un rapporto tra hardware e prezzo che non punta a competere con i grandi marchi sul puro listino.
Sotto la scocca troviamo il chip MediaTek Dimensity 7100 5G, una soluzione di fascia media pensata per bilanciare consumi e prestazioni. La memoria RAM è da 8 gigabyte (con opzione fino a 12 gigabyte a seconda della configurazione), mentre lo spazio di archiviazione interno è di 256 gigabyte, espandibile tramite microSD. Non manca il supporto dual SIM, utile per chi gestisce numero personale e lavoro sullo stesso dispositivo.
Lo schermo è un pannello AMOLED da 6,36 pollici con risoluzione 1080p, quindi in linea con molti smartphone di fascia media attuali. Sul retro ci sono due fotocamere: un sensore principale da 50 megapixel e un ultra-grandangolare da 13 megapixel, entrambi forniti da Sony. Davanti, la fotocamera per selfie arriva a 32 megapixel.
La batteria da 5.500 mAh risulta piuttosto generosa rispetto alle dimensioni del telefono e punta a garantire una buona autonomia. Sul fronte connettività, invece, Jolla resta più conservativa: troviamo Wi‑Fi 6 e Bluetooth 5.4, quindi niente Wi‑Fi 7 o altre soluzioni di ultimissima generazione.
Come spesso accade per gli smartphone di nicchia, il prezzo risente dei volumi ridotti e dell'assenza delle economie di scala dei grandi produttori. È insomma una soluzione per appassionati del progetto e dell'ideologia che c'è dietro, più che un reale concorrente per Apple e Google.
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