AI, l'inventore del Web la giudica preoccupante e invoca un confronto
Tim Berners-Lee, l'inventore del Wold Wide Web, è convinto che la rete si sia allontanata dalla sua visione originaria di "spazio aperto e collaborativo" a causa di diversi fattori. Primo fra tutti la commercializzazione del sistema dei nomi dominio, a cui fa risalire la prima perversione di Internet così come era stato concepito. A suo avviso, sarebbe stato più giovevole se il Web fosse stato gestito da un'organizzazione senza scopo di lucro nell'interesse pubblico. Invece – afferma –, dagli anni Novanta lo spazio .com è stato preso d'assalto da "ciarlatani".
Del resto, la stessa ricerca del profitto fece da propulsore alla crescita di Internet. Il punto è che oggi questo aspetto è esasperato, e gli si dà priorità anche rispetto al benessere e alla salute di chi il Web lo abita.
Berners-Lee distingue nettamente tra "buoni" e "cattivi". I primi sono la posta elettronica, Zoom, i podcast… I secondi sono i social, la manipolazione a scopo di engagement, la disinformazione… Sui social, in particolare, afferma che non tutti sono uguali. Il modo in cui si progetta un sito web, come Reddit, Pinterest o Snapchat, può essere "esplicitamente buono" oppure, se si dà priorità al coinvolgimento, l'algoritmo può essere semplicemente pessimo (nocivo).
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