Alle Scuole Manfredini di Varese un incontro con i sopravvissuti alla bomba atomica

Mar 26, 2026 - 20:30
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Alle Scuole Manfredini di Varese un incontro con i sopravvissuti alla bomba atomica
hiroshima bomba atomica

Alle Scuole Manfredini di Varese la storia è diventata testimonianza diretta e responsabilità. Martedì 24 marzo, nell’Aula Magna di via Merano, circa duecento studenti hanno partecipato all’incontro “Sopravvivere alla bomba atomica e ricostruire la vita”, ascoltando le parole dei testimoni legati alla tragedia di Nagasaki.

Protagonisti della serata Wakako Saito e il fratello Yasuhiko, collaboratori del professor Masao Tomonaga, medico hibakusha sopravvissuto al bombardamento del 9 agosto 1945. Impossibilitato a essere presente, Tomonaga ha aperto l’incontro con un videomessaggio: «La bomba non ha distrutto solo una città, ma vite, famiglie e speranze», ha ricordato, sottolineando gli effetti duraturi delle radiazioni.

Dalla memoria alla responsabilità

Il racconto ha riportato gli studenti dentro la storia: Tomonaga aveva due anni al momento dell’esplosione e ha poi scelto di diventare medico vedendo le conseguenze della bomba sui sopravvissuti. Oggi, a 83 anni, è impegnato anche a livello internazionale nello studio degli effetti di un eventuale conflitto nucleare.

Ma l’incontro non si è fermato alla memoria. «Voi siete la speranza per creare pace» – ha detto Wakako agli studenti – invitandoli a farsi carico di un’eredità che i sopravvissuti stanno consegnando alle nuove generazioni.

Un dialogo con gli studenti

I ragazzi hanno partecipato attivamente, ponendo domande su perdono, ricostruzione e memoria. Un confronto che ha trasformato l’incontro in un dialogo tra culture e generazioni, rendendo attuale una vicenda storica spesso percepita come lontana.

Un percorso educativo più ampio

L’iniziativa è il primo appuntamento del ciclo “Verso la Maturità – Percorsi nel Contemporaneo”, promosso dalle Scuole Manfredini con il patrocinio del Comune di Varese e del Consiglio regionale della Lombardia. Un percorso che proseguirà nei prossimi mesi con incontri dedicati ad attualità, tecnologia e cultura.

I simboli della pace

A chiudere la serata, due gesti simbolici. Il racconto della campana della cattedrale di Nagasaki, ricostruita grazie alla collaborazione tra Giappone e Stati Uniti e tornata a suonare nel 2025. E la consegna agli studenti di origami provenienti da Hiroshima, simbolo di pace legato alla storia della giovane Sadako Sasaki.

Un gesto semplice ma significativo, accompagnato da un messaggio chiaro: «La pace inizia da ognuno di noi».

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Redazione Redazione Eventi e News