All’interno di un sistema visivo sempre più saturo, Prada sceglie di rallentare dando vita a una campagna fuori dal comune
All’interno di un sistema visivo sempre più saturo, Prada sceglie di rallentare e riconsiderare il proprio linguaggio, dando vita a una campagna fuori dal comune.
La Primavera/Estate 2026, firmata da Miuccia Prada e Raf Simons, diventa così un terreno di sperimentazione grazie alla collaborazione con l’artista Jordan Wolfson. Tra i protagonisti: John Glacier, Levon Hawke, Nicholas Hoult, Damson Idris, Carey Mulligan, Hunter Schafer e Liu Wen. L’artista statunitense Jordan Wolfson, è noto per le sue creazioni che combinano tecnologie avanzate e immaginari disturbanti. La scelta di Wolfson non è casuale: la sua pratica, centrata su percezione e immaginario moderno, si allinea a una campagna che mira a coinvolgere lo spettatore in modo critico e non solo visivo.
Attraverso figure ibride e scenari sospesi tra reale e virtuale, l’artista introduce un linguaggio volutamente ambiguo, capace di generare attrazione e al tempo stesso disorientamento. Non si tratta di casualità, ma di intenzione: la campagna utilizza l’ambivalenza per suscitare reazioni contrastanti e aprire una riflessione sul modo in cui l’identità viene rappresentata. Il culmine si raggiunge in un video corale, in cui un’affermazione lasciata incompleta diventa simbolo di identità aperte e in continua trasformazione. In questo modo, Prada ribadisce la propria volontà di sfidare le convenzioni, trasformando la pubblicità in uno spazio di ricerca culturale e sperimentazione visiva.
Amica ©RIPRODUZIONE RISERVATA
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