Arm, svolta storica: dopo 35 anni arriva AGI CPU, il suo primo chip per data center

Mar 25, 2026 - 10:30
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Dopo oltre 35 anni passati a progettare architetture e concederle in licenza ai principali produttori di chip, Arm compie una svolta storica: per la prima volta realizza un processore completo. Si chiama Arm AGI CPU ed è pensato per i data center dedicati all’intelligenza artificiale, in particolare per i carichi di lavoro legati all’inferenza e ai sistemi AI distribuiti su larga scala. Il debutto segna un cambio di modello profondo per la società britannica, che entra ora in competizione diretta con molti dei suoi stessi partner.

Presentato a San Francisco, il nuovo chip è già pronto per la produzione e può essere ordinato. Il prezzo non è stato comunicato, ma dovrebbe collocarsi nell’ordine delle migliaia di dollari. Meta è il primo cliente e ha collaborato allo sviluppo fin dalle fasi iniziali, avviate nel 2023. Tra i partner di lancio figurano anche OpenAI, Cerebras e Cloudflare, insieme a un ecosistema più ampio che include aziende come Google, Amazon, Microsoft, Oracle, Samsung, SK Hynix e Marvell, con circa 50 realtà coinvolte.

UNA SVOLTA PER ARM

Per oltre tre decenni Arm, oggi controllata in maggioranza da SoftBank, ha costruito il proprio ruolo sull’architettura, senza produrre direttamente chip, limitandosi a fornire progetti ai produttori e a incassare royalties su ogni unità realizzata. Questo modello le ha permesso di diventare uno snodo centrale dell’industria, mantenendo una posizione neutrale rispetto ai grandi player. Con AGI CPU questo equilibrio cambia.



La scelta di puntare su una CPU è significativa. Negli ultimi anni l’attenzione si è concentrata sulle GPU, fondamentali per l’addestramento e l’esecuzione dei modelli AI, ma le CPU restano il perno dell’infrastruttura: gestiscono memoria, storage, scheduling dei carichi di lavoro e coordinano il flusso dei dati tra sistemi. Con l’evoluzione verso l’AI agentica, fatta di agenti software che operano in modo continuo e distribuito, questo ruolo diventa ancora più centrale, al punto che la CPU viene indicata come l’elemento che determina il ritmo dell’intera infrastruttura.

Il contesto industriale rafforza questa direzione. La domanda di CPU è in crescita e, allo stesso tempo, emergono difficoltà di approvvigionamento: Intel e AMD hanno segnalato tempi di consegna più lunghi in alcuni mercati, mentre il costo dei computer è iniziato a salire. Allo stesso tempo, nuovi carichi legati all’AI richiedono più capacità di calcolo, tanto che le CPU stanno diventando un limite operativo nei data center. Alcune analisi indicano anche una possibile crescita del mercato CPU superiore a quella delle GPU entro il 2028.


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Redazione Redazione Eventi e News