Auto elettrica, l’UE è a due velocità: nel nord Europa si immatricola di più
Bruxelles – Sulla mobilità pulita l’Unione europea viaggia a due velocità. Le regioni del nord Europa sono quelle che maggiormente scelgono l’auto elettrica, mentre le regioni dell’Europa meridionale le acquistano meno, dimostrando una predilezione per motori più tradizionali o situazioni diverse come l’ibrido. È quanto emerge dai dati di Eurostat, l’Ufficio di statistica dell’Unione europea, aggiornati al 2024, e che vedono l’Italia fare fatica a rinnovare il parco auto con opzioni a batteria.
Numeri alla mano, nell’UE ci sono regioni con tassi di auto elettriche pari al 22,08 per cento del totale circolante come nel caso della regione olandese delle Flevoland, seguite, nell’ordine, dalle regioni di Stoccolma (14,4 per cento) e di Hovedstaden in Denmark (13.3 per cento). In Italia, è la provincia autonoma di Trento a essere capofila della mobilità con auto elettrica, con appena il 3,31 per cento delle quattro ruote circolanti. Segue la provincia autonoma di Bolzano, con un tasso dell’1,8 per cento. Insomma, la Penisola e le sue regioni sono in ritardo nello stimolo delle domanda di auto a batteria.
Perché, sottolinea l’istituto di statistica europeo, “la quota di autovetture elettriche può essere collegata a diversi fattori, quali incentivi governativi (come riduzioni fiscali o sussidi), disponibilità e accesso alle stazioni di ricarica, nonché l’offerta di autovetture elettriche e il loro costo”. Vuol dire che c’è una parte di Unione europea che deve fare di più, visto che nel 2024, le quote più elevate di autovetture elettriche tra tutte le autovetture sono state immatricolate nelle regioni settentrionali dell’UE.
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