Bosnia-Italia, le pagelle di CM: Bastoni 3, Dimarco horror. Bajraktarevic brilla, Tabakovic per la storia

Aprile 1, 2026 - 05:30
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Bosnia-Italia, le pagelle di CM: Bastoni 3, Dimarco horror. Bajraktarevic brilla, Tabakovic per la storia

I voti della gara decisiva per la qualificazione ai prossimi Mondiali.

L'Italia non andrà ai Mondiali per la terza edizione consecutiva: decisiva la sconfitta con la Bosnia ai rigori nella finale degli spareggi.

Di seguito, tutti i voti della sfida nelle nostre pagelle.

BOSNIA

Vasjli 5,5: inspiegabile il suo "assist" a Barella che porta all'azione del vantaggio della selezione di Gattuso. Un errore davvero horror. Si riscatta con la parata sul colpo di testa di Esposito.

Memic 6: le sovrapposizioni sono il suo pane quotidiano, crea costanti difficoltà agli Azzurri. Lascia la sua squadra per un piccolo problema fisico al flessore. (Dal 71' Burnic 6: entra per fornire maggior dinamismo alle trame offensive bosniache).

Muharemovic 6: una gara disputata con diligenza, prima di rischiare il cartellino rosso nel primo tempo supplementare per un intervento su Palestra, ma la direzione di gara, VAR compreso, decide di graziarlo.

Katic 6,5: si prende qualche responsabilità in meno rispetto al compagno di reparto. Compie un brutto fallo su una possibile ripartenza di Tonali e si lascia ammonire, ma per il resto è un gigante a proteggere la sua area.

Kolasinac 6: gioca una buona partita di copertura, ma all'intervallo viene lasciato in panchina per l'assalto agli Azzurri. (Dal 46' Alajbegovic 6,5: freschezza e vivacità, la sua gioventù è stata un'arma offensiva a partita in corso).

Dedic 6,5: tuttocampista box to box, delizia il proprio pubblico con il cross da cui arriva il pareggio. Grinta e qualità al servizio della sua squadra.

Sunjic 6: qualche buono spunto con cui prova a duettare sulla mediana e niente di più. (Dal 46' Tahirovic 6,5: entra e dopo nemmeno dieci minuti finisce sul taccuino dei cattivi dopo un cartellino giallo ricevuto per un fallo ingenuo su Tonali. Va a un passo dal pareggio, ma Donnarumma gli nega questa gioia. A pochi minuti dai rigori, ha sul destro la possibilità di centrare la storia, ma calcia fuori).

Basic 5,5: impegna Donnarumma con una conclusione violenta. Prova a garantire geometria alla manovra bosniaca, ma nel secondo tempo quasi regala il raddoppio a Kean con un passaggio in verticale intercettato. (Dal 71' Tabakovic 7,5: la sostituzione decisiva. Probabilmente il goal più facile di tutta la sua carriera, nonché il più importante, sino a quel momento, nella storia della Bosnia. Un tap in da letteralmente due passi con cui porta la sfida ai supplementari e successivamente alla conquista della storia).

Bajraktarevic 7: con il suo mancino, offre spesso e volentieri la sensazione di poter diventare pericoloso da un momento all'altro. Impegna la retroguardia avversaria con qualche buon traversone e numerose giocate di talento.

Dzeko 6,5: il giocatore sicuramente più famoso, forte e conosciuto della Nazionale della Bosnia-Erzegovina e fa sentire tutta la sua leadership saltando sulla testa di Mancini sull'azione che porta all'1-1.

Demirovic 7: sfiora la rete del pareggio con un colpo di testa che sibila il palo alla destra di Donnarumma. Decisamente il più pericoloso dei suoi, si muove bene lungo il fronte offensivo e in area di rigore. A più riprese, si trova a un soffio dall'1-1,. ma solo Donnarumma gli nega la gioia del goal. (Dal 115' Hadziahmetovic sv).


Ct. Barbarez 7: la sua Bosnia non molla mai. E' arcigna, coriacea, ma anche giovane e frizzante di talento che ora potranno essere in mostra ai Mondiali 2026. A conti fatti, la sua squadra ha letteralmente dominato l'Italia quattro volte campione del Mondo.

ITALIA

Donnarumma 6,5: è una sfida maggiormente ostica rispetto all'Irlanda del Nord, ma il capitano si fa trovare subito pronto durante le primissime iniziative bosniache. Ogni qual volta la Bosnia cerca la via della porta, il portiere del Manchester City è reattivo a mantenere sempre alta la concentrazione. Compie un autentico miracolo su Tahirovic, ma non può nulla sul tap-in di Tabakovic, dopo un'altra impresa su Dzeko. Ci tiene in vita finché può. La palla che sfila sull'ultimo penalty è l'immagine definitiva della maledizione playoff per l'Italia.

Mancini 5: perde la posizione in occasione del rosso a Bastoni e si lascia sovrastare da Dzeko nel pareggio di Tabakovic.

Bastoni 3: macchia completamente la sua partita e la possibile qualificazione ai Mondiali, dopo aver cominciato già in difficoltà da difensore centrale nella retroguardia a 3, con un intervento da ultimo uomo, in scivolata, su Memic, involato verso la porta di Donnarumma. Un cartellino rosso sacrosanto che direzione la gara dell'Italia.

Calafiori 5,5: oggi non è la gara per cui sovrapporsi e spingere. Partita di sofferenza, complessa.

Politano 6: una partita di sacrificio. Poche occasioni per fornire spunti offensivi, ma le sue diagonali e coperture difensive sono state preziosi nei momenti complessi della prima frazione. Sostituito all'intervallo perché questa Italia ha bisogno di maggior forza nei duelli aerei. (Dal 46' Palestra 6: una ripresa di altissima sostanza. Aggressivo in pressing, attento in difesa, sempre pronto in ripartenza. Ruba anche qualche pallone sanguinolento alla Bosnia. E' l'uomo che fornisce maggior profondità agli Azzurri e quasi causa un'espulsione a Muharemovic).

Barella 6: al posto giusto, al momento giusto. Sulla sponda di Kean va a combattere per il possesso della sfera, prima di ringraziare il portiere avversario per il regalo e servire un cioccolatino in profondità per l'attaccante della Fiorentina. Gioca una gara di maggior sostanza rispetto a Bergamo. (Dall'85' Frattesi 5: un ingresso in un momento estremamente delicato, ma il suo apporto alla causa azzurra è pressoché nullo. L'unica giocata utile è l'ammonizione al 121').

Locatelli 6: in cabina di regia, oggi ha più compiti di interdizione rispetto alla precedente sfida. Quando può, prova a giocare in verticale cercando le punte azzurre. Disputa una sfida attenta nei momenti di non possesso. Chiusure attente lungo il corso della difficile seconda frazione. (Dal 71' Cristante 5,5: entra, si piazza davanti alla difesa e si mette a spazzare ogni pallone che arriva. Sbaglia il suo rigore stampandolo sulla traversa).

Tonali 6,5: questa Nazionale non può prescindere dal proprio numero 8. E' semplicemente ovunque: pressa a tutto campo, si inventa gli unici traccianti che mettono in difficoltà la retroguardia della Bosnia. E' l'unico che riesce a siglare il proprio di calcio di rigore nella lotteria che ci elimina.

Dimarco 5: meno corsa, meno qualità in fase offensiva, i suoi lanci precisi potevano essere una chiave tattica sul quale contare. Non accorcia, sbagliando, su Dedic al momento del traversone che porta all'1-1. Si trascina l'avversario verso l'area di rigore, permettendo il cross, un errore che condiziona la sfida. (Dal 91' Spinazzola 5,5: un ingresso propositivo, attento in difesa. Cerca di lanciarsi con qualche cavalcata in fase offensiva).

Retegui 5,5: parte in maniera timida, prima di scrollarsi di dosso un po' di pressione con una buona conclusione. Lotta e si sacrifica spalle alla porta, prima di dover chiudere anticipatamente la sua finale dopo il rosso rifilato a Bastoni. (Dal 44' Gatti 6: probabilmente il giocatore più nominato di tutto il secondo tempo e di tutti i supplementari. Entrato a freddo, respinge ogni singola palla che sovrasta l'area di rigore nelle sue zone).

Kean 6,5: riparte esattamente da dove aveva lasciato in quel di Bergamo. Di prima intenzione con una conclusione che si insacca appena sotto il sette porta in vantaggio gli Azzurri. E' costretto a sacrificarsi dopo l'espulsione di Bastoni, ma nella ripresa, in volata, a tu per tu con l'estremo difensore avversario, si divora il raddoppio. (Dal 71' Esposito 5,5: entra per un solo motivo, tenere il pallone il più lontano possibile e lottare con la fisicità del pacchetto difensivo bosniaco. Ha una buona occasione per segnare il 2-0, ma calcia alto. Rischia di decidere l'incontro, ma il suo colpo di testa viene respinto dal portiere avversario. Si prende la responsabilità di calciare il primo rigore, ma finisce sopra la traversa).


Ct. Gattuso 4,5: rimarrà segnato come il più grande fallimento nella sua carriera. Inspiegabili i cambi con Kean uscito troppo presto e Barella sostituito per un impalpabile Frattesi. Rimane la delusione di non centrare, per la terza volta consecutiva, l'accesso ai Mondiali. L'espulsione di Bastoni condiziona, ma da questo suo gruppo, scelto sino in fondo, ci si aspettava molto, molto di più.

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